La Nuova Sardegna

Consultazioni con un click rivolta degli ambientalisti

La Regione ha inviato ai 377 sindaci un questionario su 5 articoli del ddl Erriu La Consulta: «Non è questa l’idea di confronto pubblico che avevamo in mente»

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SASSARI. La legge è tutta un quiz. La Regione ha iniziato da qualche settimana una consultazione via web tra i sindaci. Dal 22 dicembre ha inviato un questionario, che si può vedere anche sul sito Sardegna Partecipa, di 5 domande a risposta multipla. Il test riguarda la legge urbanistica, ma non tutta. I punti più controversi, quelli al centro dello scontro tra la giunta e gli ambientalisti.

E sono proprio gli ambientalisti a puntare il dito contro la scelta della giunta di consultare i 377 sindaci sardi attraverso un test. Nella missiva inviata dall’assessore Cristiano Erriu è spiegato che questo test non ha un valore vincolante e non preclude la possibilità di futuri confronti. Ma la Consulta per l’ambiente e il territorio non nasconde la sua delusione.

Più volte in questi mesi aveva chiesto un confronto pubblico sui punti controversi della legge urbanistica. Il governatore Francesco Pigliaru si era detto pronto alla discussione e anche a rivedere i punti controversi della legge.

E ora la Consulta non nasconde la sua delusione. «La giunta Pigliaru aveva assicurato ai sardi la più ampia partecipazione alle scelte di governo del territorio. E i sardi si aspettavano un confronto diretto in tutti i territori dell'isola sul disegno di legge Erriu, con il presidente impegnato personalmente nel dibattito con tutte le parti sociali – riporta il documento –. La giunta Pigliaru con un colpo di teatro degno del Berlusconi dei tempi d’oro ha lanciato il concorso dell’anno. Aperto a tutti i sindaci che con un clic potranno votare sì o no e fare osservazioni su alcuni articoli del ddl Erriu». Gli ambientalisti contestano sia il criterio utilizzato, sia la ristrettezza del confronto, per loro limitato ai soli sindaci dei comuni sardi. E sui soli aspetti indicati nel questionario. «In gioco c’è il futuro delle coste della Sardegna per le prossime generazioni. La scelta del test via Internet conferma il profondo distacco tra il governo della Regione e la società sarda in materia di tutela ambientale e del paesaggio. Dimostra la noncuranza di questa giunta Regionale verso i cittadini a cui vengono negati i processi partecipativi, e la possibilità di scambiarsi opinioni su una scelta fondamentale per il futuro della Sardegna».

La legge urbanistica era stata congelata per mesi. Proprio dopo lo contro con gli ambientalisti la giunta aveva preferito evitare lo scontro frontale. Ma per la Sardegna diventa sempre più indispensabile avere una legge urbanistica che completi il Ppr varato dalla giunta Soru. Lo scontro è concentrato in particolare sugli interventi sui 300 metri e sulle possibili deroge alle norme dettate dal Ppr. Per la giunta il rigore del Piano paesaggistico non viene intaccato, né vengono fatte concessioni. Per gli ambientalisti la nuova Legge urbanistica apre la strada a speculazioni e ad accordi che possono devastare aree pregiate dell’isola. Uno scontro che sembra ancora lontano da una sintesi. «Il presidente Pigliaru, dopo avere auspicato un “dibattito, serio, sereno, tecnico e anche giustamente appassionato” – continua il documento – ha optato per una formula sbrigativa da televendita a scadenza. Ai sindaci non si è dato neppure il tempo di consultarsi con gli organi delle amministrazioni che guidano e con le popolazione che rappresentano. Non gli si dice come verranno trattati i dati e perché sia richiesta una valutazione su soli 5 articoli sui 134 del ddl. Non ci resta che confidare nella saggezza dei governi locali ai quali non ci permettiamo di dare consigli. I sindaci sapranno dare le risposte più adeguate. Tutti, e specialmente quelli delle aree interne e marginali, i quali valuteranno il ddl Erriu con riguardo agli effetti squilibranti nel territorio sardo e di ulteriore isolamento dei paesi più precari». (l.roj)

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