Medicina trasfusionale, al via la nuova rete
Il piano approvato dalla Giunta prevede l’accentramento delle attività nei presidi di Cagliari e Sassari
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CAGLIARI
Al via la riorganizzazione dei servizi di Immunoematologia e Medicina trasfusionale, in conformità con la nuova rete ospedaliera. La decisione è arrivata ieri dalla giunta regionale.. Su proposta dell’assessore della Sanità Luigi Arru, si è deciso di accentrare l’attività di produzione di emocomponenti e di affidare all’Areus il coordinamento del sistema regionale sangue.
Come ha spiegato l’assessore, il sistema trasfusionale ha subito negli ultimi anni profondi cambiamenti, per l’adeguamento alle normative nazionali ed europee e per le mutate condizioni organizzative del sistema sanitario regionale e nazionale, che ha definito nuovi standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. L’Accordo Stato – Regioni del 2012, in particolare, prevede che le attività di produzione degli emocomponenti siano concentrate in strutture trasfusionali che garantiscano adeguati livelli di qualità e che abbiano requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi previsti dalle normative vigenti. Attualmente il sistema trasfusionale regionale è suddiviso in dieci centri: a Sassari, Alghero, Ozieri, Olbia, Nuoro, Lanusei, Oristano, San Gavino, Carbonia e Cagliari. A questi si aggiungono le tre unità di raccolta gestite dall’Avis provinciale di Cagliari e di Sassari e dall’AVIS comunale di Sassari.
«La nostra realtà trasfusionale – afferma ancora Arru - è caratterizzata da una eccessiva parcellizzazione dell’attività trasfusionale, con la conseguente difficoltà a raggiungere gli standard di qualità omogenei. L’aggiornamento della rete dei servizi di immunoematologia e medicina trasfusionale coinciderà con un accentramento delle attività»
In base al nuovo piano approvato dalla giunta regionale, nell’arco di un triennio, e in accordo con le altre aziende sanitarie, l’Areus dovrà elaborare un piano che, gradualmente, porti all’ efficientamento del sistema e quindi all’accentramento delle attività di lavorazione nei centri di Cagliari e di Sassari.
L’Areus avrà inoltre il compito di proporre le modalità di organizzazione dei trasporti sulla base delle condizioni geomorfologiche della Sardegna, delle vie di comunicazione e delle strategie di raccolta del sangue.
Al via la riorganizzazione dei servizi di Immunoematologia e Medicina trasfusionale, in conformità con la nuova rete ospedaliera. La decisione è arrivata ieri dalla giunta regionale.. Su proposta dell’assessore della Sanità Luigi Arru, si è deciso di accentrare l’attività di produzione di emocomponenti e di affidare all’Areus il coordinamento del sistema regionale sangue.
Come ha spiegato l’assessore, il sistema trasfusionale ha subito negli ultimi anni profondi cambiamenti, per l’adeguamento alle normative nazionali ed europee e per le mutate condizioni organizzative del sistema sanitario regionale e nazionale, che ha definito nuovi standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. L’Accordo Stato – Regioni del 2012, in particolare, prevede che le attività di produzione degli emocomponenti siano concentrate in strutture trasfusionali che garantiscano adeguati livelli di qualità e che abbiano requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi previsti dalle normative vigenti. Attualmente il sistema trasfusionale regionale è suddiviso in dieci centri: a Sassari, Alghero, Ozieri, Olbia, Nuoro, Lanusei, Oristano, San Gavino, Carbonia e Cagliari. A questi si aggiungono le tre unità di raccolta gestite dall’Avis provinciale di Cagliari e di Sassari e dall’AVIS comunale di Sassari.
«La nostra realtà trasfusionale – afferma ancora Arru - è caratterizzata da una eccessiva parcellizzazione dell’attività trasfusionale, con la conseguente difficoltà a raggiungere gli standard di qualità omogenei. L’aggiornamento della rete dei servizi di immunoematologia e medicina trasfusionale coinciderà con un accentramento delle attività»
In base al nuovo piano approvato dalla giunta regionale, nell’arco di un triennio, e in accordo con le altre aziende sanitarie, l’Areus dovrà elaborare un piano che, gradualmente, porti all’ efficientamento del sistema e quindi all’accentramento delle attività di lavorazione nei centri di Cagliari e di Sassari.
L’Areus avrà inoltre il compito di proporre le modalità di organizzazione dei trasporti sulla base delle condizioni geomorfologiche della Sardegna, delle vie di comunicazione e delle strategie di raccolta del sangue.
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