Legge urbanistica, Erriu: pronti al dialogo
L’assessore risponde alle critiche degli ambientalisti dopo la consultazione on line dei sindaci
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SASSARI. Da cementificatore a creatore di quiz. Tra l’assessore all’Urbanistica Cristiano Erriu e gli ambientalisti la distanza è sempre più siderale. La Consulta per l’ambiente da mesi chiede un confronto pubblico sulla legge urbanistica e su alcuni articoli controversi. Erriu ha dato la sua disponibilità e lo stesso governatore Francesco Pigliaru si è detto pronto ad ascoltare le parole degli ambientalisti e a riscrivere anche gli articoli controversi. Ma nello stesso tempo la Regione ha iniziato una consultazione dei sindaci attraverso un test inviato a tutti i sindaci per conoscere il loro parere sulla legge urbanistica e sui punti più controversi. Ma gli ambientalisti hanno contestato in modo duro la scelta dell’assessore.
Erriu continua a mantenere aperto il confronto, ma non nega la sua delusione. «Dispiace vedere, ancora una volta, travisato il senso di quanto si mette in campo nella materia tanto delicata e rilevante del governo del territorio – dice Erriu –. Per la prima volta in decenni, prima di approvare norme la cui necessità di aggiornamento è evidente e richiesta da tutti, si è messo pubblicamente a disposizione un testo che non è una generica dichiarazione di intenti. Ma che consente a tutti i cittadini di valutarne gli effetti, avanzare critiche, proporre integrazioni e miglioramenti». Erriu lascia ancorala porta aperta al confronto. «I mesi trascorsi dalla presentazione del ddl dimostrano la nostra disponibilità all’ascolto e al dibattito che si è di fatto ampiamente aperto sui mezzi di informazione con una partecipazione articolata e opinioni non univoche, cui hanno corrisposto i relativi chiarimenti da parte del governo regionale». Poi spiega la scelta di consultare i sindaci. «Scelta molto diretta e operativa, accompagnata da un documento che ne spiega le ragioni e accompagna i quesiti posti con la sintesi delle perplessità raccolte in questi mesi, le ragioni degli articoli proposti e alcune ipotesi di integrazione e miglioramento. Risponde all’esigenza di cominciare ad avviare a sintesi un dibattito che, a oggi, si è concentrato proprio sui temi sui quali si è chiesta l’opinione dei rappresentanti istituzionali dei cittadini e dei territori. Ma è solo un tassello del dibattito pubblico che adesso entra in una fase più strutturata e articolata, e che darà spazio a tutti. Definire minimalista la consultazione dei sindaci con i quali il governo ha un costante, produttivo e paritario rapporto, in particolare proprio nel merito della predisposizione degli strumenti urbanistici, è riduttivo e ingeneroso, proprio nei confronti dei sindaci. Appare poi quanto meno discutibile associare uno strumento ormai largamente diffuso e accettato di confronto, qual'è una piattaforma di consultazione in Rete, a una televendita o a un colpo di teatro. Questo atteggiamento è comprensibile se accostato a una prassi ormai diffusa che fa dell’opinione urlata e del confronto dialettico esasperato la propria cifra politica militante ma che è, proprio per questo, non condivisibile».
Erriu continua a mantenere aperto il confronto, ma non nega la sua delusione. «Dispiace vedere, ancora una volta, travisato il senso di quanto si mette in campo nella materia tanto delicata e rilevante del governo del territorio – dice Erriu –. Per la prima volta in decenni, prima di approvare norme la cui necessità di aggiornamento è evidente e richiesta da tutti, si è messo pubblicamente a disposizione un testo che non è una generica dichiarazione di intenti. Ma che consente a tutti i cittadini di valutarne gli effetti, avanzare critiche, proporre integrazioni e miglioramenti». Erriu lascia ancorala porta aperta al confronto. «I mesi trascorsi dalla presentazione del ddl dimostrano la nostra disponibilità all’ascolto e al dibattito che si è di fatto ampiamente aperto sui mezzi di informazione con una partecipazione articolata e opinioni non univoche, cui hanno corrisposto i relativi chiarimenti da parte del governo regionale». Poi spiega la scelta di consultare i sindaci. «Scelta molto diretta e operativa, accompagnata da un documento che ne spiega le ragioni e accompagna i quesiti posti con la sintesi delle perplessità raccolte in questi mesi, le ragioni degli articoli proposti e alcune ipotesi di integrazione e miglioramento. Risponde all’esigenza di cominciare ad avviare a sintesi un dibattito che, a oggi, si è concentrato proprio sui temi sui quali si è chiesta l’opinione dei rappresentanti istituzionali dei cittadini e dei territori. Ma è solo un tassello del dibattito pubblico che adesso entra in una fase più strutturata e articolata, e che darà spazio a tutti. Definire minimalista la consultazione dei sindaci con i quali il governo ha un costante, produttivo e paritario rapporto, in particolare proprio nel merito della predisposizione degli strumenti urbanistici, è riduttivo e ingeneroso, proprio nei confronti dei sindaci. Appare poi quanto meno discutibile associare uno strumento ormai largamente diffuso e accettato di confronto, qual'è una piattaforma di consultazione in Rete, a una televendita o a un colpo di teatro. Questo atteggiamento è comprensibile se accostato a una prassi ormai diffusa che fa dell’opinione urlata e del confronto dialettico esasperato la propria cifra politica militante ma che è, proprio per questo, non condivisibile».
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