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La soluzione: invasi ampi e collegati tra loro

La soluzione: invasi ampi e collegati tra loro

Sistu, amministratore Enas: «In corso le verifiche per aumentare la capacità della diga sul lago Lerno»

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SASSARI. Tre situazioni da allarme rosso, nel Nord Ovest e Logudoro, e nel Sulcis. E zone invece in cui sul fronte dell’acqua si dormono sonni più tranquilli, per la presenza di fiumi e invasi capienti: in Gallura e nel Campidano di Oristano le risorse sono sufficienti. Se il sistema idrico isolano si basasse sul principio dei vasi comunicanti, un territorio potrebbe aiutare l’altro nei momenti difficili. Ma questo accade solo in parte, perché creare interconnessione tra gli invasi significa realizzare interventi infrastrutturali importanti e dai costi elevatissimi. «Qualcosa di significativo è stato fatto nella Nurra – dice Alberto Piras del Distretto idrografico – e tra il Tirso e il Flumendosa. Ma in cantiere ci sono altri interventi di collegamento. Per esempio tra il Bidighinzu e il Lago Lerno». Lo stesso lago che in questo momento è a secco ma che in futuro potrebbe aumentare la portata. A spiegare il progetto è l’amministratore unico dell’Enas Giovanni Sistu: «Nell’invaso al momento sono presenti 10 milioni scarsi di metri cubi e la situazione è difficilissima. Nell’immediato l’Enas sta mettendo in campo tutte le risorse possibili attraverso strutture integrative che portino l’acqua dove più serve: per esempio dal lago dell’alto Temo riversiamo acqua dul Cuga e sul Bidighinzu. Ma è fondamentale pianificare interventi strutturali che risolvano i problemi in via definitiva. E uno di questi problemi è rappresentato dalla limitata capacità d’invaso della diga sul Lerno. Quella diga l’abbiamo ereditata – spiega Sistu – quando la capacità era già ridotta ai 37 milioni di metri cubi attuali a fronte dei 70 previsti inizialmente. I tecnici Enas hanno già eseguito una serie di sondaggi speciali a Monte Lerno, l’obiettivo è eseguire interventi per aumentare la quantità di risorsa invasabile con l’obiettivo di riportarci a quota 70 milioni di metri cubi. I lavori vanno avanti in sinergia con il servizio dighe, siamo fiduciosi». Un anno fa, dopo le abbondanti nevicate, fu raggiunto e superato il limite massimo e per ragioni di sicurezza si decise di aprire le paratie: l’acqua finì dispersa in mare. Una autentica beffa. (si. sa.)

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