Uffici, stop della Soprintendenza
Cagliari, indagini archeologiche prima di trasferire l’assessorato al Lavoro
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CAGLIARI. Sembra destinato ad arenarsi il progetto di trasferire gli uffici dell’assessorato regionale al lavoro nell’ex caserma di viale Trieste, dove dovrebbe trovare spazio anche la Sfirs: la Soprintendenza archeologica ha chiesto che prima di andare avanti con la ristrutturazione del vecchio immobile di proprietà pubblica venga eseguita una serie di carotaggi per verificare la presenza di resti di valore storico. La Regione è rimasta spiazzata, i costi dell’indagine archeologica non erano previsti e sono piuttosto alti: «Stiamo cercando soluzioni meno dispendiose - spiega la direttrice generale degli enti locali, Antonella Giglio - ma al momento siamo in alto mare». La ragione della richiesta da parte dei Beni Culturali è evidente: l’area di viale Trieste e Sant’Avendrace è disseminata di preesistenze romane e puniche, nell’antichità era una zona centrale della città. In altri tempi si costruiva senza precauzioni, oggi alla prudenza si sono aggiunti gli obblighi legati alle norme di salvaguardia dei beni culturali, che ostacolano legittimamente i progetti di costruzione, La conferma arriva dal soprintendente Fausto Martino: «Le indagini archeologiche preventive sono un obbligo stabilito dalla legge e si dovrebbero fare prima del progetto. In quell’area poi...». La Regione non si è però del tutto rassegnata: «Abbiamo affidato a un’archeologa il compito di elaborare una relazione tecnica da proporre alla valutazione della Soprintendenza - spiega ancora la dirigente regionale - e speriamo che si possa almeno ridurre l’ampiezza degli scavi». Tempi lunghi, comunque. Probabilmente lunghissimi, come avevano previsto a suo tempo i sindacati, contrari alla decisione di trasferire gli uffici del lavoro dalla sede storica dell’ex Enalc, in piazza Giovanni 23°, soprattutto per ragioni di costi: l’immobile abbandonato nel 2016 è ancora invenduto e la scelta di abbassare il prezzo - da 13 milioni a 11 milioni e mezzo - non è bastata a renderlo appetibile. Così la Regione da una parte ha un enorme edificio vuoto e inutilizzato, dall’altra è costretta a pagare un canone pesante - circa 10 milioni a regime - all’Immobiliare Europea dell’editore Sergio Zuncheddu per l’affitto della sede provvisoria di via San Simone, a Santa Gilla. Un po’ come accade in piazza Unione Sarda, dove la scelta di prendere in affitto gli uffici di Zuncheddu per farne la sede di Sardegna.it è costata altri milioni alla Regione e un procedimento penale, attualmente in corso, ai proprietari, al cda dell’agenzia regionale e a parte della commissione aggiudicatrice dell’appalto. (m.l)
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