Zone economiche speciali, c’è l’ok
Lai, Pd: «Non solo Cagliari, si può estendere su Porto Torres, Olbia e Oristano»
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SASSARI. La firma è arrivata ieri e quindi prende piede la possibilità che il nuovo regime fiscale delle Zone economiche speciali garantisca un rilancio delle aree portuali. «Con la firma del governo parte di fatto l’iter per l’istituzione delle Zes – spiega il senatore Silvio Lai – un’opportunità per il rilancio economico del Mezzogiorno. Una buona notizia lungo il percorso avviato con l’approvazione del decreto Sud, dove si era deciso di consentire l’istituzione di una Zes anche in aree comprendenti almeno un porto collegato alla rete transeuropea dei trasporti, con la possibilità poi di comprendere anche altri porti appartenenti alla stessa Autorità portuale. Un fatto questo che grazie alla presenza del porto di Cagliari ricadente nella rete Ten-T, consente anche alla Sardegna di poter avere una Zona economica speciale e di aprire alla possibilità di estendere i vantaggi anche ai porti di Porto Torres, Olbia e Oristano – aggiunge Lai –. Le Zes sono aree a burocrazia zero con corridoi doganali semplificati ed accelerati. In queste aree la Visco Sud con il suo credito di imposta è estesa fino al 2020 ed ampliata sino ai 50 milioni per singolo investimento. È facilmente intuibile il vantaggio per le aziende nazionali ed estere che decidono di insediarsi in queste aree, ed è altrettanto intuibile come si tratti di un’occasione per i territori che le ospitano. Nel testo finale del decreto – conclude Lai – era stato recepito anche un emendamento da me presentato che portava da 5 a 7 anni il periodo minimo di mantenimento delle attività nelle Zes, pena la perdita dei benefici».
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