Marcialis: «Diamo voce ai delusi dal renzismo»
di Alessandro Pirina
Il coordinatore Mdp candidato con Liberi e uguali: nell’isola siamo sopra la media Non siamo noi ad avere diviso il centrosinistra, è il Pd che non è quello iniziale
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SASSARI. A sinistra del Pd per riportare alle urne i delusi dalla politica renziana. È con questo obiettivo che Liberi e uguali si presenta al voto del 4 marzo. Anche in Sardegna il movimento guidato da Pietro Grasso punta a intercettare gli ex elettori del Pd rimasti senza casa. «Noi nasciamo per dare rappresentanza e voce a un mondo di sinistra che non è più rappresentato dal Pd – dice Yuri Marcialis, coordinatore di Mdp, assessorea Cagliari e candidato al Senato –. Ci accusano di avere fatto la scissione, in realtà noi abbiamo solo seguito i nostri elettori che se ne erano già andati».
Un anno fa in questo periodo lei era candidato alla segreteria regionale del Pd.
«Ho deciso di lasciare il partito da candidato alla segreteria per una questione di onestà intellettuale. Ero circondato da persone che mi dicevano: ti diamo una mano e poi usciamo dal Pd. Il mio obiettivo era rappresentarli: restare senza di loro non aveva più senso».
Il Pd sostiene che scegliere LeU equivalga a votare M5s o Salvini e invita al voto utile.
«C’è una legge proporzionale per due terzi, il che significa che ogni voto vale. Solo nei collegi uninominali ci sarebbe potuto essere il voto tattico. Ma è stato il Pd a non volere il voto disgiunto. È un argomento che non regge».
In Sardegna governate con il Pd. L’alleanza rischia?
«Non solo nell’isola ma in tutta Italia governiamo col Pd. Noi nasciamo con l’idea di rafforzare il centrosinistra, per portare alle urne chi non votava più. Avevamo chiesto discontinuità su buona scuola, jobs act, pubblica amministrazione: non c’è stato l’accordo. Ma non c’è nessuna preclusione ideologica»
Prodi dice che siete voi ad avere diviso il centrosinistra.
«Il progetto iniziale del Pd, a cui tutti noi abbiamo creduto, non c’è più. La sinistra è stata relegata a mera testimonianza e sono aumentate le diseguaglianze. Noi vogliamo ridurle».
Nell’isola i sondaggi danno in vantaggio destra e M5s.
«Storicamente in Sardegna chi governa è sempre giù nei sondaggi e anche alle elezioni. Ma per Liberi e uguali i dati sono più alti della media nazionale».
Che ne pensa dell’alleanza tra Psd’Az e Lega?
«La scelta dei sardisti è antistorica, va contro gli ideali per cui il Psd’Az è nato, come una forza federalista di sinistra».
Sull’imposizione di Grassi capolista lei è stato sul punto di ritirare la candidatura...
«L’alternativa era o non presentare le liste o assumersi la responsabilità. Ognuno fa le sue scelte. Io ho fatto la seconda, il contrario avrebbe significato aggiungere errore a errore. Ma Michele Piras ha già detto che ci darà una mano. Ora aspettiamo i compagni di Possibile».
Un anno fa in questo periodo lei era candidato alla segreteria regionale del Pd.
«Ho deciso di lasciare il partito da candidato alla segreteria per una questione di onestà intellettuale. Ero circondato da persone che mi dicevano: ti diamo una mano e poi usciamo dal Pd. Il mio obiettivo era rappresentarli: restare senza di loro non aveva più senso».
Il Pd sostiene che scegliere LeU equivalga a votare M5s o Salvini e invita al voto utile.
«C’è una legge proporzionale per due terzi, il che significa che ogni voto vale. Solo nei collegi uninominali ci sarebbe potuto essere il voto tattico. Ma è stato il Pd a non volere il voto disgiunto. È un argomento che non regge».
In Sardegna governate con il Pd. L’alleanza rischia?
«Non solo nell’isola ma in tutta Italia governiamo col Pd. Noi nasciamo con l’idea di rafforzare il centrosinistra, per portare alle urne chi non votava più. Avevamo chiesto discontinuità su buona scuola, jobs act, pubblica amministrazione: non c’è stato l’accordo. Ma non c’è nessuna preclusione ideologica»
Prodi dice che siete voi ad avere diviso il centrosinistra.
«Il progetto iniziale del Pd, a cui tutti noi abbiamo creduto, non c’è più. La sinistra è stata relegata a mera testimonianza e sono aumentate le diseguaglianze. Noi vogliamo ridurle».
Nell’isola i sondaggi danno in vantaggio destra e M5s.
«Storicamente in Sardegna chi governa è sempre giù nei sondaggi e anche alle elezioni. Ma per Liberi e uguali i dati sono più alti della media nazionale».
Che ne pensa dell’alleanza tra Psd’Az e Lega?
«La scelta dei sardisti è antistorica, va contro gli ideali per cui il Psd’Az è nato, come una forza federalista di sinistra».
Sull’imposizione di Grassi capolista lei è stato sul punto di ritirare la candidatura...
«L’alternativa era o non presentare le liste o assumersi la responsabilità. Ognuno fa le sue scelte. Io ho fatto la seconda, il contrario avrebbe significato aggiungere errore a errore. Ma Michele Piras ha già detto che ci darà una mano. Ora aspettiamo i compagni di Possibile».
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