Il Tar boccia la Regione, concorso bloccato
Tedde, Fi: «Giunta incompetente». La replica dell’assessore Spanu: «Polemiche pretestuose»
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SASSARI. Le prime prove scritte erano state programmate per la fine di febbraio. Ma l’attesa è destinata ad allungarsi. Il concorso per 20 posti da dirigente bandito dalla Regione non si farà. Perlomeno per ora. Ieri mattina il Tribunale amministrativo regionale ha deciso che la procedura della gara dovrà ripartire da zero perché «in base al quadro normativo complessivo, la competenza per l'indizione del bando, nonché di definizione dei correlati criteri, spettava al dirigente competente in materia e non all'assessore al personale e alla giunta regionale». La sentenza contesta anche questo criterio imposto dal bando: i concorrenti avrebbero potuto partecipare a un solo «ambito» – era questa la divisione fra le varie tipologie dei posti in paolo – e non agli altri anche in contemporanea pur avendo i titoli per parteciparvi. Tra i ricorrenti c’era anche la Cgil che, attraverso Enrico Lobina, precisa un passaggio fondamentale per il sindacato e per il futuro dell’ente: «È prioritario che la Regione possa varare un piano di assunzioni articolato . L’obiettivo, però, deve essere chiaro. E in questo caso non può esserci che una soluzione: un concorso per dirigenti fatto bene» conclude il sindacalista. «Assessore incompetente? L’incompetenza è di tutta la giunta Pigliaru che in questi quattro anni ha affossato la Sardegna». Anche il Consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde ha commentato la sentenza del Tar: «Un atto che censura pesantemente l’ennesimo pasticcio della giunta Pigliaru, il cui assessore del personale ha espropriato al dirigente il potere di indire il bando. Un pasticcio – denuncia Tedde – che getta nello sconforto i circa 3mila concorrenti e certifica la necessità che la giunta dei Professori ritorni sui banchi di scuola. Fin dal 2000 – ricorda Tedde – vige una legge che prescrive che tutte le norme precedenti che attribuiscono agli assessori e alla giunta poteri di gestione e di emanazione di atti amministrativi devono intendersi nel senso che la competenza è attribuita ai dirigenti». La risposta della Regione è arrivata a stretto giro di posta: «Mentre valutiamo i pronunciamenti del Tar ricordo la necessità, per la nostra macchina amministrativa, di dotarsi di nuove figure di vertice. Il mio impegno quindi rimane quello di coprire queste esigenze secondo criteri innovativi. Il bando rispondeva a tali principi e cercherò, tenendo conto di quanto emerge dalle sentenze, di riavviare il percorso perché, a prescindere dalle posizioni, prevalga la consapevolezza dell'urgenza di raggiungere l'obiettivo – spiega l'assessore degli Affari generali e del Personale, Filippo Spanu che aggiunge –. Mi sembrano pretestuose le dichiarazioni di esponenti del centrodestra che, con scarsa memoria, lamentano infondate invasioni di campo della politica relativamente alle competenze della struttura. Non c’è mai stata la mia volontà ma piuttosto ho provveduto a dare corso agli atti necessari secondo modalità analoghe a quanto fatto in tutti i precedenti concorsi banditi dalla Regione, tra i quali il bando di concorso per dirigenti promosso dalla giunta Cappellacci ed esitato ben tre anni dopo».
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