“Resto al Sud”, poche le richieste dall’isola
Il programma lanciato da Invitalia sostiene la nascita di nuove imprese da parte di giovani under 36
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SASSARI. Avete meno di 35 anni e volete avviare una nuova attività imprenditoriale in Sardegna? «Resto al Sud» è il programma che fa per voi. Lanciato dall’agenzia nazionale per l’attrazione e lo sviluppo d’impresa – Invitalia –, sostiene la nascita di nuove imprese da parte dei giovani under 36 residenti nelle otto regioni del Mezzogiorno, Sardegna compresa.
È possibile avviare attività in tutti i settori, ad eccezione delle libere professioni e del commercio. Il finanziamento massimo è di 50 mila euro per ogni richiedente che può arrivare a un massimo di 200mila nel caso di più richiedenti (che dovranno costituire una società). I giovani non devono avere un lavoro a tempo indeterminato, non devono essere titolari di imprese attive e non devono aver beneficiato di altre agevolazioni negli ultimi 3 anni. Le domande, che sono aperte dal 15 gennaio, devono essere presentate tramite la piattaforma Invitalia. Finora sono state presentate 5.143 richieste. In testa c’è la Campania con il 49,3% delle domande, seguita dalla Sicilia (15,8%) e dalla Calabria (13,2%). Le domande provenienti dalla Sardegna rappresentano appena l’8% del totale. Ancora più basso il numero di richieste in arrivo dall’Abruzzo (6,8%), dalla Puglia (3,6%), dal Molise (1,7%) e dalla Basilicata (1,6%).
Il programma “Resto al Sud” è un’occasione da non perdere per gli aspiranti imprenditori sardi: c’è ancora tempo per presentare le domande.
Le 800 proposte già presentate prevedono investimenti per 56,3 milioni di euro, con richieste di agevolazioni per 26,5 milioni e la creazione di 3.201 nuovi posti di lavoro. Il finanziamento medio richiesto è di circa 66.000 euro per progetto. Le agevolazioni coprono fino al 100% delle spese: il 35% a fondo perduto, il 65% con un finanziamento bancario garantito dal Fondo di garanzia delle pmi.
Come spiega l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, «con resto al Sud mettiamo in condizione i giovani di inventarsi un lavoro e non semplicemente di aspettarlo o di essere costretti a cercarlo lontano dalla propria terra d’origine. I numeri ci confermano che nel Mezzogiorno c’è una forte vocazione imprenditoriale da incoraggiare e sostenere. Stiamo dando ai giovani under 36 l’opportunità di avviare un’impresa con un incentivo che per la prima volta può arrivare a coprire il 100% degli investimenti e che consente di abbattere il muro, spesso invalicabile, soprattutto nel Mezzogiorno, dell’accesso al credito». I finanziamenti potranno servire per interventi su beni immobili, per l’acquisto di macchinari e attrezzature oppure di programmi e servizi informatici, per coprire le spese di avvio delle attività, ma non la progettazione, le consulenze o il costo del personale. Consulenza e assistenza saranno offerte gratuitamente da enti accreditati presso Invitalia.
È possibile avviare attività in tutti i settori, ad eccezione delle libere professioni e del commercio. Il finanziamento massimo è di 50 mila euro per ogni richiedente che può arrivare a un massimo di 200mila nel caso di più richiedenti (che dovranno costituire una società). I giovani non devono avere un lavoro a tempo indeterminato, non devono essere titolari di imprese attive e non devono aver beneficiato di altre agevolazioni negli ultimi 3 anni. Le domande, che sono aperte dal 15 gennaio, devono essere presentate tramite la piattaforma Invitalia. Finora sono state presentate 5.143 richieste. In testa c’è la Campania con il 49,3% delle domande, seguita dalla Sicilia (15,8%) e dalla Calabria (13,2%). Le domande provenienti dalla Sardegna rappresentano appena l’8% del totale. Ancora più basso il numero di richieste in arrivo dall’Abruzzo (6,8%), dalla Puglia (3,6%), dal Molise (1,7%) e dalla Basilicata (1,6%).
Il programma “Resto al Sud” è un’occasione da non perdere per gli aspiranti imprenditori sardi: c’è ancora tempo per presentare le domande.
Le 800 proposte già presentate prevedono investimenti per 56,3 milioni di euro, con richieste di agevolazioni per 26,5 milioni e la creazione di 3.201 nuovi posti di lavoro. Il finanziamento medio richiesto è di circa 66.000 euro per progetto. Le agevolazioni coprono fino al 100% delle spese: il 35% a fondo perduto, il 65% con un finanziamento bancario garantito dal Fondo di garanzia delle pmi.
Come spiega l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, «con resto al Sud mettiamo in condizione i giovani di inventarsi un lavoro e non semplicemente di aspettarlo o di essere costretti a cercarlo lontano dalla propria terra d’origine. I numeri ci confermano che nel Mezzogiorno c’è una forte vocazione imprenditoriale da incoraggiare e sostenere. Stiamo dando ai giovani under 36 l’opportunità di avviare un’impresa con un incentivo che per la prima volta può arrivare a coprire il 100% degli investimenti e che consente di abbattere il muro, spesso invalicabile, soprattutto nel Mezzogiorno, dell’accesso al credito». I finanziamenti potranno servire per interventi su beni immobili, per l’acquisto di macchinari e attrezzature oppure di programmi e servizi informatici, per coprire le spese di avvio delle attività, ma non la progettazione, le consulenze o il costo del personale. Consulenza e assistenza saranno offerte gratuitamente da enti accreditati presso Invitalia.
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