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Selloni: potenziare le ferrovie

Selloni: potenziare le ferrovie

«Il rilancio dell’economia parte dal miglioramento dei trasporti»

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SASSARI. Tutto ruota intorno ai trasporti. Se migliorano i collegamenti aerei, marittimi e viari a guadagnarci sono il turismo, l’industria, l’agricoltura, e la Sardegna in generale. A sostenerlo è Nicola Selloni, segretario regionale del Centro democratico, già capo di gabinetto dell’ex assessore al Turismo, Francesco Morandi, capolista alla Camera al proporzionale nel collegio Nord con la lista +Europa con Emma Bonino, che vede insieme il partito di Bruno Tabacci e i radicali guidati dalla storica leader.

Lavoro. «Per favorire l’occupazione serve meno burocrazia. E soprattutto prevedere incentivi per gli imprenditori che vogliono investire, che vogliono assumere. E poi avere un occhio di riguardo per i settori trainanti della nostra economia. A partire dal turismo».

Trasporti. «È fondamentale fare rete. Bene sta facendo il presidente dell’Autorità portuale, Massimo Deiana, a creare una rete interconnessa dei porti. E ben venga lo stesso lavoro sugli aeroporti. Cosa che era già stata iniziata quando ero capo di gabinetto all’assessorato al Turismo. Infine, questione ferrovie: è inaccettabile che siano collegati solo il Sud e il Nord, mentre le zone interne sono tagliate fuori».

Turismo. «Bisogna riuscire a vendere il nostro ambiente, il nostro territorio tutto l’anno o quasi. La stagione deve iniziare ad aprile e andare avanti fino a novembre. Abbiamo un clima che lo consente. Ci sono molti stranieri che apprezzano la nostra isola soprattutto nei mesi di bassa stagione. Servono i collegamenti, ma bisogna puntare anche sui grandi eventi. E poi valorizzare le zone interne, la cultura, l’agroalimentare. Puntare sulle ciclovie e sui cammini religiosi».

Urbanistica. «Sì alle ristrutturazioni degli alberghi, no ad altre seconde case. Giusto adeguare gli hotel agli standard delle altre località, ma la priorità resta la tutela delle coste. Il limite dei 300 metri non si tocca, così evitiamo che si costruiscano ecomostri come in passato».

Industria. «In Sardegna devono sorgere industrie non concorrenziali con altre già esistenti nella penisola. Bisogna puntare sulla componentistica, su rami che possano servire a una produzione industriale di tutta Italia. Ma deve trattarsi di un’industria compatibile col territorio».

Agricoltura. «Dovrebbe essere uno dei pilastri dell’economia regionale. Da Arborea al Medio Campidano, fino a Cagliari, abbiamo produzioni di eccellenza, che hanno pochi eguali nel resto d’Italia. Purtroppo non è sempre facile piazzarli nei mercati a causa di collegamenti non all’altezza».

Spopolamento. «Per evitare che le zone interne dell’isola diventino sempre più vuote bisogna investire in cultura. Dovremmo creare scuole di specializzazione, come quella forestale, che potrebbe portare nell’isola giovani da tutta Italia. E poi occorre fermare il taglio dei servizi. Purtroppo in questi anni si è pensato più alle aree metropolitane che ai piccoli centri».

Infrastrutture. «Completare la 131 è una priorità. Se vogliamo incrementare gli scambi commerciali la Carlo Felice è inadatta, pericolosa. E poi va potenziata le rete ferroviaria».

Parchi. «Vanno resi più fruibili e più attrattivi. E allo stesso tempo occorre incrementare la vigilanza contro eventuali vandalismi».

Insularità. «È un’arma a doppio taglio. Per la Sardegna ci vorrebbe una fiscalità di vantaggio, perché altrimenti rischiamo di non essere competitivi con il resto del Paese». (al.pi.)

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