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Sassu: la flat tax rilancerà l’isola

Sassu: la flat tax rilancerà l’isola

«Meno tasse e più consumi: le imprese riprenderanno ad assumere»

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SASSARI. La scuola prima di tutto. Antonello Sassu, capolista alla Camera nel centro nord con Noi per l’Italia, quarta gamba del centrodestra, è prima di tutto un insegnante e l’istruzione è al primo punto dei suoi programmi. «Via la legge 107 che ha creato un frattura tra i docenti e la dirigenza – dice Sassu, consigliere Udc a Sassari – e lotta alla dispersione scolastica anche con interventi di sostegno ai redditi più bassi».

Lavoro. «La Flat tax non è una invenzione di Berlusconi, ma di un ex deputato del Pd, Nicola Rossi. E non è affatto un’idea balzana, perché consentirebbe di riattivare i consumi. Che è il modo migliore per fare aumentare l’occupazione, perché se le aziende non producono non possono nemmeno assumere».

Trasporti. «Prima di tutto occorre un rilancio dell’aeroporto di Alghero. Ormai l’aereo è il mezzo più democratico perché permette ai nostri figli di sentirsi europei. Oggi purtroppo Alghero soffre perché non è più collegato con l’Europa come un tempo».

Turismo. «La nostra isola ha un patrimonio culturale straordinario, ma purtroppo i servizi non funzionano come dovrebbero. Penso a Sassari: spesso si parla di città turistica ma di domenica è difficile trovare un bar aperto. E poi la Sardegna non è solo mare e sole, ma anche montagna, cultura, agroalimentare».

Urbanistica. «Il territorio va salvaguardato, su questo non c’è dubbio. La Sardegna ha risorse ambientali uniche che devono essere preservate. Questo non toglie che alcune zone, sia all’interno che nelle città, debbano essere rivisitate, ma purtroppo ci si scontra con la burocrazia che spesso blocca le principali attività della regione. Se la politica ha ancora un ruolo deve poter decidere».

Industria. «L’esperienza degli anni ’60 e 70 con la chimica ha fallito. Bisogna puntare su una industria verde, la meno impattante dal punto di vista ambientale. Come per esempio il settore informatico: non dimentichiamo che Tiscali è nata in Sardegna».

Agricoltura. «Pastori e produttori devono fare sistema, bisogna mettere insieme le varie filiere per essere più competitivi. La Sardegna vanta prodotti doc, formaggi tra i migliori al mondo, e facendo rete anche i pastori avrebbero un margine di guadagno più ampio».

Spopolamento. «In Sardegna non si parla d’altro che di come affrontare il problema dello spopolamento ma poi ogni anni con i piani di dimensionamento si chiudono le scuole dei centri più piccoli. È un fatto drammatico perché si privano i paesi di luoghi fondamentali per la crescita. Ma per frenare lo spopolamento occorrono anche forme di sostegno economico per le famiglie».

Infrastrutture. «Puntare sulla rete ferroviaria. Quello dei treni è un tema fondamentale per lo sviluppo della Sardegna. Perché altrimenti siamo costretti a metterci in macchina e consumare energia, inquinare l’aria. Ovviamente oltre le ferrovie bisogna pensare anche alle strade. Bene i lavori sulla Sassari Olbia, ma pensiamo anche all’interno troppo isolato».

Parchi. «Sono fondamentali sia per la salvaguardia del nostro patrimonio naturale che per il turismo».

Insularità. «Se i collegamenti funzionassero come tra Corsica e Francia potrebbe essere un bene. Ma la nostra realtà è diversa e l’insualrità rischia di trasformarsi in isolamento». (al.pi.)

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