Pugni e schiaffi nel parco ucciso un 56enne: 2 fermati
Vincenzo Crisponi è crollato a terra dopo una violenta lite. Inutili i soccorsi
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CAPOTERRA. Una lite per ragioni da scoprire chiusa coi pugni, forse calci, un pestaggio due contro uno finito nel peggiore dei modi possibile: crollato sull’asfalto, Vincenzo Crisponi (56 anni) è rimasto immobile, l’hanno visto agonizzare, perdere i sensi mentre i due aggressori se la davano a gambe. Qualcuno ha chiamato il 118, l’ambulanza è arrivata in un attimo ma il tentativo estremo di rianimarlo sul posto, riverso a terra, non è servito a nulla. L’immagine successiva di questo nuovo episodio di violenza è quella classica: lo spazio circoscritto con il nastro bianco e rosso, un lenzuolo a coprire pietosamente il corpo ormai senza vita di quell’uomo conosciuto per qualche intemperanza vecchia e attuale legata alle droghe e all’alcol, disoccupato che viveva coi genitori e grazie ai sussidi comunali di povertà.
È accaduto a Capoterra tra le 16 e le 17 di fronte al parco giochi Liori e davanti al circolo della caccia, praticamente al centro del paese. Ed è accaduto alla luce del sole, davanti agli occhi di alcuni passanti e di bambini, per ragioni che i carabinieri sono impegnati a cercare insieme alla certezza definitiva sull’identità degli autori dell’aggressione divenuta letale. A tarda sera circolavano i nomi di due sospettati, che sono stati condotti in caserma in stato di fermo di polizia giudiziaria: Ignazio Siddi e Franco Farigu, quarantenni, anche loro figli di un mondo ai margini che pare frequentassero insieme alla vittima. Gli aggressori sarebbero loro, uno dei due è tornato sul luogo dello scontro ed è stato segnalato ai carabinieri. Ma solo stamattina la Procura deciderà se formalizzare un’accusa a loro carico. Ancora incerte le cause della morte: il medico legale Roberto Demontis ha esaminato il cadavere senza trovare ferite di alcun genere. L’ipotesi più accreditata è questa: arrivato sul posto in sella a uno scooter, i due aggressori avrebbero bloccato Crisponi rimproverandolo per averli investiti. Una provocazione, forse la ricerca di un pretesto qualsiasi per scatenare la rissa, legata probabilmente a una lite più contenuta avvenuta nel corso della mattinata. A quel punto Crisponi ha cercato di reagire, quelli non aspettavano altro: così è partito un pugno, seguito da schiaffi. La vittima ha provato a proteggersi il viso, d’un tratto sembra sia crollato vicino allo scooter, che gli è caduto addosso e forse ha causato la morte. È un’ipotesi che - se confermata - aprirebbe la strada a una lettura giudiziaria alternativa a quella dell’omicidio volontario: il campo di interpretazione del delitto andrebbe dall’omicidio preterintenzionale all’omicidio volontario con il dolo eventuale, vale a dire l’aggressione consapevole del rischio reale di uccidere. Ma si tratta di ipotesi premature, i dati certi a disposizione dei carabinieri - il coordinamento delle indagini è del tenente Stefano Martorana insieme ai colleghi del Nucleo Radiomobile della compagnia di Cagliari - sono legati al racconto dei testimoni, persone del paese che hanno visto due uomini allontanarsi a piedi dal luogo dello scontro.
Alla fine della serata, ricostruiti i fatti salienti, gli interrogativi riguardavano aspetti tutt’altro che marginali: il sostituto procuratore Gaetano Porcu e i militari dell’Arma erano impegnati negli interrogatori di chi ha visto e di chi può aver visto, come e da chi Crisponi sia stato colpito. (m.l)
È accaduto a Capoterra tra le 16 e le 17 di fronte al parco giochi Liori e davanti al circolo della caccia, praticamente al centro del paese. Ed è accaduto alla luce del sole, davanti agli occhi di alcuni passanti e di bambini, per ragioni che i carabinieri sono impegnati a cercare insieme alla certezza definitiva sull’identità degli autori dell’aggressione divenuta letale. A tarda sera circolavano i nomi di due sospettati, che sono stati condotti in caserma in stato di fermo di polizia giudiziaria: Ignazio Siddi e Franco Farigu, quarantenni, anche loro figli di un mondo ai margini che pare frequentassero insieme alla vittima. Gli aggressori sarebbero loro, uno dei due è tornato sul luogo dello scontro ed è stato segnalato ai carabinieri. Ma solo stamattina la Procura deciderà se formalizzare un’accusa a loro carico. Ancora incerte le cause della morte: il medico legale Roberto Demontis ha esaminato il cadavere senza trovare ferite di alcun genere. L’ipotesi più accreditata è questa: arrivato sul posto in sella a uno scooter, i due aggressori avrebbero bloccato Crisponi rimproverandolo per averli investiti. Una provocazione, forse la ricerca di un pretesto qualsiasi per scatenare la rissa, legata probabilmente a una lite più contenuta avvenuta nel corso della mattinata. A quel punto Crisponi ha cercato di reagire, quelli non aspettavano altro: così è partito un pugno, seguito da schiaffi. La vittima ha provato a proteggersi il viso, d’un tratto sembra sia crollato vicino allo scooter, che gli è caduto addosso e forse ha causato la morte. È un’ipotesi che - se confermata - aprirebbe la strada a una lettura giudiziaria alternativa a quella dell’omicidio volontario: il campo di interpretazione del delitto andrebbe dall’omicidio preterintenzionale all’omicidio volontario con il dolo eventuale, vale a dire l’aggressione consapevole del rischio reale di uccidere. Ma si tratta di ipotesi premature, i dati certi a disposizione dei carabinieri - il coordinamento delle indagini è del tenente Stefano Martorana insieme ai colleghi del Nucleo Radiomobile della compagnia di Cagliari - sono legati al racconto dei testimoni, persone del paese che hanno visto due uomini allontanarsi a piedi dal luogo dello scontro.
Alla fine della serata, ricostruiti i fatti salienti, gli interrogativi riguardavano aspetti tutt’altro che marginali: il sostituto procuratore Gaetano Porcu e i militari dell’Arma erano impegnati negli interrogatori di chi ha visto e di chi può aver visto, come e da chi Crisponi sia stato colpito. (m.l)
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