«Sul pecorino serve più programmazione»
Il confronto rimane acceso anche sul mercato del formaggio. Che in Sardegna si traduce con il prezzo del pecorino, che in una catena incide in modo pesante su quello del latte. Più il prezzo del...
1 MINUTI DI LETTURA
Il confronto rimane acceso anche sul mercato del formaggio. Che in Sardegna si traduce con il prezzo del pecorino, che in una catena incide in modo pesante su quello del latte. Più il prezzo del formaggio è basso, più il latte viene pagato poco ai pastori. Per evitare questo elastico sul prezzo è stato creato un ente, l’Oilos. Ne fanno parte consorzio, produttori e pastori. Serve come strumento di indirizzo politico ed economico. Ma sulla strategia non c’è accordo. «Oilos doveva gestire e riordinare la filiera del formaggio – dice Cualbu –. E doveva creare un minimo di programmazione del sistema. Ma spesso salgono le quotazioni del pecorino e non il prezzo del latte. Oggi si produce più romano di quello che si doveva produrre perché il prodotto tira. Ma sbaglio o la regione qualche anno fa aveva commissionato e realizzato 16 nuovi tipi di formaggio per diversificare il mercato ed evitare questo? Per quale motivo a oggi non si prova a produrlo e non si dà un premio a chi vuole diversificare la filiera? Credo che progetti che abbiamo fatto con un’azienda come la Biraghi nella penisola possano essere replicati anche con aziende del posto. Datecene la possibilità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
