Lavoras: 10mila occupati la scommessa della Regione
di Umberto Aime
I primi 45 milioni saranno spalmati su tutti i 377 Comuni in base ai disoccupati
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CAGLIARI. Lavoras può essere immaginato come un demolitore. Dalla Regione, è stato costruito con una missione sacrosanta da svolgere: abbattere il muro della disoccupazione, o come minimo aprire una breccia in quel blocco che pesa come un macigno sulle nostro spalle. Il muro va sgretolato subito di mezzo punto e sarà possibile fra un mese: a fine marzo i Comuni potranno assumere a tempo dai 3mila ai 3.700 senza lavoro. Poi di un altro punto quando fra non molto, ad aprile, partiranno anche i bonus per le imprese, con una previsione finale di 10mila occupati nei prossimi otto mesi. Per arrivare a questo traguardo: scendere – se le condizioni economiche rimarranno le stese di oggi, con l’avvio lento della ripresa – arrivare sotto il 14% del tasso di disoccupazione.
La partenza. «Abbiamo messo su un grande lavoro di squadra, con un obiettivo dichiarato: far scendere in temi rapidi il numero di chi non ha un reddito, ma allo stesso tempo vogliano far sì che Lavoras si traduca in nuovi servizi per i cittadini», ha detto il governatore Francesco Pigliaru. La presentazione di quello che nei fatti è un piano straordinario, anche se il presidente preferisce non chiamarlo così, ha dimostrato che quando ci sono i soldi, in questo caso 128 milioni, e unità di intenti fra Regione, Comuni, sindacati e imprese «gli investimenti incidono sui territori, lasciano una traccia, migliorano la qualità della vita e possono combattere lo spopolamento», è stato un passaggio della premessa di Pigliaru.
Prima tappa. È quella che partirà in queste settimane con i finanziamenti, in tutto una sessantina di milioni, destinati direttamente ai Comuni. Le quote fra i 377 municipi sono state assegnate in base al numero dei disoccupati censiti dai Centri per l’impiego e spetterà ai Comuni presentare i progetti per aprire i cantieri. Le domande saranno selezionati dall’Insar, ma i criteri sono semplici, avranno poi il sostegno dell’Agenzia del lavoro e infine ci sarà un continuo monitoraggio da parte dell’Osservatorio costituito per l’occasione, che dovrà valutare, passo dopo passo, l’efficacia di Lavoras.
Seconda tappa. «Dopo decine d’incontri con le parti sociali, all’inizio della prossima settimana ha detto l’assessore al bilancio Raffaele Paci – ci sarà l’ultimo passaggio in Consiglio. Ottenuto il via libera dalla commissione lavoro, comincerà l’operazione Lavoras. Da quel momento in poi i Comuni potranno presentare i progetti. In altre parole, alla disoccupazione siamo riusciti a dare risposte concrete dopo appena un mese dall’approvazione della Finanziaria».
Terza tappa. Massimo fra un mese – ha sottolineato l’assessore al lavoro Virginia Mura – I Comuni potranno aprire i cantieri e quindi partiranno le assunzioni. «La durata dei contratti – ha aggiunto – sarà di otto mesi, con altri quattro garantiti dal successivo assegno di disoccupazione».
Quali cantieri. La Regione ha preparato un catalogo di possibili interventi: dall’ambiente all’edilizia, dall’accatastamento del patrimonio pubblico, sono pochissimi Comuni ad avercelo, alla costruzione di recinti per far fronte alla peste suina, dalla pulizia dei boschi alla bonifica delle discariche abusive. E ancora: scavi archeologici, nuove aree verdi, manutenzione straordinaria delle scuole fino ad arrivare «ai data base utili quando i Comuni dovranno presentare altri progetti», è scritto nel catalogo. «Sono tutti miglioramenti stabili», ha ribadito Pigliaru, «perché, oltre a diminuire il numero di disoccupati, i cantieri potrebbero generare altri posti di lavoro».
Ruolo dei Comuni. Saranno i veri protagonisti di Lavoras. Concordata con l’Anci e il Consiglio delle autonomie, la tabella prevede un’assegnazione precisa per ogni municipio in base ai disoccupati censiti, con una compensazione a favore di quelli dov’è più pesante il fenomeno dello spopolamento. In ogni caso nessun Comune sarà escluso da Lavoras e avrà comunque un’assegnazione minima di 12mila e 500 euro. Ogni lavoratore assunto – dai Comuni o dalle cooperative – avrà un costo medio intorno ai 10mila e 500 euro e uno stipendio per otto mesi di 700-800 euro. In altre parole, con la quota minima prevista dalla tabella potrà essere ingaggiato un solo disoccupato, mentre Sassari, che avrà in dotazione l’importo più alto, 2,7 milioni, potrà arrivare fino a 257 assunzioni. «Con Lavoras – ha detto l’assessore Mura – richiameremo al lavoro almeno il 3 per cento della popolazione di disoccupati oggi intorno alle 103mila unità e chiederemo ai Comuni di puntare soprattutto sull’assunzione di giovani». Anche se per 6mila-7mila under 30-35 sembra essere tagliata più a misura la seconda trance del Piano, quella dei bonus occupazione, con una dotazione di 48 milioni, che sarà presentata la prossima settimana.
La partenza. «Abbiamo messo su un grande lavoro di squadra, con un obiettivo dichiarato: far scendere in temi rapidi il numero di chi non ha un reddito, ma allo stesso tempo vogliano far sì che Lavoras si traduca in nuovi servizi per i cittadini», ha detto il governatore Francesco Pigliaru. La presentazione di quello che nei fatti è un piano straordinario, anche se il presidente preferisce non chiamarlo così, ha dimostrato che quando ci sono i soldi, in questo caso 128 milioni, e unità di intenti fra Regione, Comuni, sindacati e imprese «gli investimenti incidono sui territori, lasciano una traccia, migliorano la qualità della vita e possono combattere lo spopolamento», è stato un passaggio della premessa di Pigliaru.
Prima tappa. È quella che partirà in queste settimane con i finanziamenti, in tutto una sessantina di milioni, destinati direttamente ai Comuni. Le quote fra i 377 municipi sono state assegnate in base al numero dei disoccupati censiti dai Centri per l’impiego e spetterà ai Comuni presentare i progetti per aprire i cantieri. Le domande saranno selezionati dall’Insar, ma i criteri sono semplici, avranno poi il sostegno dell’Agenzia del lavoro e infine ci sarà un continuo monitoraggio da parte dell’Osservatorio costituito per l’occasione, che dovrà valutare, passo dopo passo, l’efficacia di Lavoras.
Seconda tappa. «Dopo decine d’incontri con le parti sociali, all’inizio della prossima settimana ha detto l’assessore al bilancio Raffaele Paci – ci sarà l’ultimo passaggio in Consiglio. Ottenuto il via libera dalla commissione lavoro, comincerà l’operazione Lavoras. Da quel momento in poi i Comuni potranno presentare i progetti. In altre parole, alla disoccupazione siamo riusciti a dare risposte concrete dopo appena un mese dall’approvazione della Finanziaria».
Terza tappa. Massimo fra un mese – ha sottolineato l’assessore al lavoro Virginia Mura – I Comuni potranno aprire i cantieri e quindi partiranno le assunzioni. «La durata dei contratti – ha aggiunto – sarà di otto mesi, con altri quattro garantiti dal successivo assegno di disoccupazione».
Quali cantieri. La Regione ha preparato un catalogo di possibili interventi: dall’ambiente all’edilizia, dall’accatastamento del patrimonio pubblico, sono pochissimi Comuni ad avercelo, alla costruzione di recinti per far fronte alla peste suina, dalla pulizia dei boschi alla bonifica delle discariche abusive. E ancora: scavi archeologici, nuove aree verdi, manutenzione straordinaria delle scuole fino ad arrivare «ai data base utili quando i Comuni dovranno presentare altri progetti», è scritto nel catalogo. «Sono tutti miglioramenti stabili», ha ribadito Pigliaru, «perché, oltre a diminuire il numero di disoccupati, i cantieri potrebbero generare altri posti di lavoro».
Ruolo dei Comuni. Saranno i veri protagonisti di Lavoras. Concordata con l’Anci e il Consiglio delle autonomie, la tabella prevede un’assegnazione precisa per ogni municipio in base ai disoccupati censiti, con una compensazione a favore di quelli dov’è più pesante il fenomeno dello spopolamento. In ogni caso nessun Comune sarà escluso da Lavoras e avrà comunque un’assegnazione minima di 12mila e 500 euro. Ogni lavoratore assunto – dai Comuni o dalle cooperative – avrà un costo medio intorno ai 10mila e 500 euro e uno stipendio per otto mesi di 700-800 euro. In altre parole, con la quota minima prevista dalla tabella potrà essere ingaggiato un solo disoccupato, mentre Sassari, che avrà in dotazione l’importo più alto, 2,7 milioni, potrà arrivare fino a 257 assunzioni. «Con Lavoras – ha detto l’assessore Mura – richiameremo al lavoro almeno il 3 per cento della popolazione di disoccupati oggi intorno alle 103mila unità e chiederemo ai Comuni di puntare soprattutto sull’assunzione di giovani». Anche se per 6mila-7mila under 30-35 sembra essere tagliata più a misura la seconda trance del Piano, quella dei bonus occupazione, con una dotazione di 48 milioni, che sarà presentata la prossima settimana.
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