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Abbanoa, saltato il tavolo sugli esuberi

Abbanoa, saltato il tavolo sugli esuberi

Sindacati: no alla riorganizzazione. Ramazzotti: stop alle interferenze politiche tra azienda e lavoratori

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SASSARI. È scontro aperto tra sindacati e Abbanoa. Ieri Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno bocciato il piano di riorganizzazione proposto dalla società che prevede il ricollocamento di 207 lavoratori. «Altro che ricollocamento e riqualificazione dei lavoratori, la verità è che si vogliono trasferire i lavoratori, magari poi costringendoli alle dimissioni – protesta Simone Testoni, della Ugl – Non accettiamo dall’azienda atteggiamenti arroganti».

Ieri, al termine di una concitata assemblea, i rappresentanti dei lavoratori di Abbanoa, insieme a Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec e Ugl, hanno deciso di non sottoscrivere «l’ipotesi di accordo proposta dall’azienda lo scorso 22 febbraio che tende a riorganizzare la società dichiarando 207 esuberi».

Le ragioni dei lavoratori. Le ragioni dei lavoratori sono sintetizzate nel documento redatto al termine dell’assemblea. Ad averli spinti a rompere le trattative è stata «la totale inaffidabilità dell’azienda nella gestione degli accordi sottoscritti negli anni passati. L’alto numero di straordinari, il monte ferie che non riesce ad essere smaltito, i mancati riconoscimenti professionali e i relativi corsi di formazione hanno determinato il mancato accordo».

Se dovesse perdurare la chiusura aziendale «sarà chiara la responsabilità di tutto quello che potrà accadere. Siamo pronti a dure azioni di mobilitazione – si legge nel documento – Faremo di tutto per scongiurare che l’azienda attui una organizzazione unilaterale che penalizza pesantemente i lavoratori». Come spiega Simone Testoni (Ugl) a far paura sono soprattutto i trasferimenti della sede di lavoro. «I lavoratori dovrebbero rinunciare a una parte importante del loro salario, oltre ad essere costretti ad allontanarsi dalle proprie famiglie. Ci attendiamo una risposta da parte dell’azienda».

La replica di Ramazzotti. Intanto Alessandro Ramazzotti , amministratore unico di Abbanoa, chiede alla politica di non strumentalizzare a fini elettorali le trattative in corso tra l’azienda e i suoi lavoratori. «Una campagna scomposta e in malafede, usando termini fuori luogo come esuberi e licenziamenti, sta cercando di alterare il clima ed i contenuti di una trattativa che Abbanoa ha aperto con le organizzazioni sindacali». Per Ramazzotti, poi, «che un’azienda pubblica si impegni per funzionare sempre meglio puntando su una migliore qualità del servizio pensiamo sia una buona notizia per tutti i sardi, ma anche una soddisfazione per chi ci lavora. Per questo meravigliano in queste ore le preoccupazioni strumentali di chi, in passato, pur avendone gli strumenti e le possibilità non ha voluto assumere tempestivamente le scelte necessarie a difesa di Abbanoa ed ha messo a rischio la stabilità dei conti, i posti di lavoro e, aprendo la strada ai privati, persino la prospettiva di una gestione pubblica del servizio idrico in Sardegna». (g.z.)



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