Lavoro antidoto allo spopolamento
La fuga dei giovani e i paesi che si svuotano: come salvare le zone interne
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SASSARI. Due temi che viaggiano insieme: lavoro e spopolamento. Nell’isola dove la disoccupazione giovanile è alle stelle, 56%, sono soprattutto i giovani ad andare via. Settemila all’anno, paesi che si svuotano, effetto ciambella, popolazione che invecchia. Un fenomeno all’apparenza inarrestabile che si può arrestare «solo con la certezza del lavoro e il sostegno alle famiglie», dice Antonella Chirigoni «servono contratti stabili, via il jobs act, sì ai servizi nei piccoli paesi, in particolare per le donne che hanno figli». Silvio Lai dice che la risalita è iniziata, «con progetti mirati ad under 35 con incentivi fiscali per chi li assume a tempo indeterminato. I numeri confermano che il trend è cambiato. È chiaro che il lavoro evita la fuga dall’isola e dai piccoli paesi, qui la politica deve garantire servizi analoghi rispetto alle grandi città». Licheri contrattacca: «Gli incentivi alle imprese non sono misure strutturali, perché finito “lo sconto” l’impresa licenzia. Centrosinistra e centrodestra hanno reso il lavoro precario, perché è vero che i contratti sono in aumento, ma sono tutti a termine. Ecco perché noi puntiamo sul reddito di cittadinanza, per indirizzare la formazione professionale verso le esigenze del mercato». Sullo spopolamento: «Se i piccoli comuni si svuotano è colpa dello Stato che i servizi essenziali li ha tolti». D’accordo Muroni: «Sui diritti essenziali, come la salute e lo studio, non è accettabile un discorso economico. Sono individuali, vanno garantiti a tutti a prescindere dal contesto». Sul problema lavoro: «Reis e Lavoras sono “burlette”, non certo una strategia concreta». Poi Moro: «Le assunzioni a tempo indeterminato sono crollate. Il Jobs act ha fallito. In Sardegna serve lavoro vero, non sottopagato». Così anche Pittalis: «Imbarazzante il piano Lavoras di Pigliaru ma anche il Reddito di cittadinanza proposto da M5s» La soluzione? «La flat tax». Infine Sechi: «Per garantire lavoro bisogna creare una filiera virtuosa tra i comparti chiave, come il turismo e l’agroalimentare. Solo con il lavoro e con i servizi si frena la fuga dall’isola: è stata una scelta sbagliata concentrare i servizi nei grandi poli condannando il centro Sardegna a diventare un deserto». (si. sa.)
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