Caria si rivolge a Bruxelles «Il Psr deve essere rivisto»
L’assessore: alcune misure non riescono a soddisfare il fabbisogno finanziario Pacchetto giovani: presentate 2.900 domande, ma i fondi non sono sufficienti
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SASSARI. La Regione punta a rimodulare il Psr: le risorse non sono sufficienti e devono essere redistribuite tra le varie misure. Da piano di sostegno all’agricoltura il Psr deve diventare un piano di sviluppo. Ne è convinto l’assessore Pier Luigi Caria, che lo ha spiegato a margine dell’audizione annuale tra l’Autorità di gestione del Psr e i rappresentanti del ministero delle Politiche agricole e della Commissione europea. Presto le sue richieste prenderanno la strada di Bruxelles. «Abbiamo avviato un tavolo di confronto sullo stato di attuazione del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 per valutare la percentuale della spesa finora toccata e il raggiungimento degli obiettivi prefissati dalla Commissione europea – spiega Caria –. Per quanto riguarda la rimodulazione, è in corso una discussione sull’attuale impostazione della Programmazione agricola. Riteniamo sia strategico cambiare qualcosa, trovando una mediazione tra un Psr di sviluppo e uno di sostegno». Nei prossimi giorni sarà elaborata dagli uffici dell’assessorato una proposta di rimodulazione che verrà sottoposta quanto prima al vaglio dei tecnici di Bruxelles.
I fondi. Il Psr prevede un fondo di oltre un miliardo e 308 milioni di euro. L’Unione europea partecipa allo stanziamento con il 48 per cento delle risorse, 628 milioni e 35 mila euro di fondi Feasr (Fondo agricolo europeo per lo sviluppo rurale), lo Stato con il 36,4, 476 milioni e 259.875 euro, la Regione con il 15,6, pari a 204 milioni e 111.375 euro. Di questi però finora ne sono stati spesi solo 238 milioni.
Le misure. Ma al di là dei ritardi nei pagamenti ci sono alcune misure importanti che vanno riviste perché, sostiene Caria, «non trovano completa soddisfazione dal punto di vista del fabbisogno finanziario». L’assessore fa l’esempio della Misura sui Progetti integrati di filiera (Pif), pubblicata nei giorni scorsi. «Abbiamo il sentore che i 35 milioni stanziati non saranno sufficienti a soddisfare le richieste e stiamo ragionando quindi su eventuali risorse da integrare».
Ricambio generazionale. Altre misure che richiedono una rimodulazione sono le 6.1, ovvero le risorse per i giovani. Caria, infatti, sostiene che occorra investire sul ricambio generazionale per rilanciare il comparto. «Anche per quello che riguarda le Misure 6.1 e Pacchetto giovani – spiega l’assessore – pensiamo di dover aumentare i fondi a disposizione: abbiamo ricevuto poco più di 2.900 domande e, poiché riteniamo fondamentale favorire un ricambio nel mondo delle campagne, stiamo cercando ulteriori risorse in modo da soddisfare quante più richieste possibile facendo scorrere le graduatorie attuali. C’è inoltre la partita che riguarda i Gruppi di azione locale, i Gal, dove pensiamo di intervenire per integrare i fondi che attualmente sono insufficienti».
L’incontro. L’audizione ha coinvolto i circa 80 rappresentanti che compongono l’Autorità e che a vario titolo rappresentano il mondo dell’agricoltura regionale: dalle strutture dell’assessorato e delle agenzie agricole alle associazioni di categoria, dalle Università al mondo produttivo e ai tanti portatori di interesse. Nonostante ci siano alcuni punti da raggiungere e che nei piani della Regione saranno conclusi entro la fine dell’anno, per l’assessorato il bilancio dell’audizione è stato positivo. (al.pi.)
I fondi. Il Psr prevede un fondo di oltre un miliardo e 308 milioni di euro. L’Unione europea partecipa allo stanziamento con il 48 per cento delle risorse, 628 milioni e 35 mila euro di fondi Feasr (Fondo agricolo europeo per lo sviluppo rurale), lo Stato con il 36,4, 476 milioni e 259.875 euro, la Regione con il 15,6, pari a 204 milioni e 111.375 euro. Di questi però finora ne sono stati spesi solo 238 milioni.
Le misure. Ma al di là dei ritardi nei pagamenti ci sono alcune misure importanti che vanno riviste perché, sostiene Caria, «non trovano completa soddisfazione dal punto di vista del fabbisogno finanziario». L’assessore fa l’esempio della Misura sui Progetti integrati di filiera (Pif), pubblicata nei giorni scorsi. «Abbiamo il sentore che i 35 milioni stanziati non saranno sufficienti a soddisfare le richieste e stiamo ragionando quindi su eventuali risorse da integrare».
Ricambio generazionale. Altre misure che richiedono una rimodulazione sono le 6.1, ovvero le risorse per i giovani. Caria, infatti, sostiene che occorra investire sul ricambio generazionale per rilanciare il comparto. «Anche per quello che riguarda le Misure 6.1 e Pacchetto giovani – spiega l’assessore – pensiamo di dover aumentare i fondi a disposizione: abbiamo ricevuto poco più di 2.900 domande e, poiché riteniamo fondamentale favorire un ricambio nel mondo delle campagne, stiamo cercando ulteriori risorse in modo da soddisfare quante più richieste possibile facendo scorrere le graduatorie attuali. C’è inoltre la partita che riguarda i Gruppi di azione locale, i Gal, dove pensiamo di intervenire per integrare i fondi che attualmente sono insufficienti».
L’incontro. L’audizione ha coinvolto i circa 80 rappresentanti che compongono l’Autorità e che a vario titolo rappresentano il mondo dell’agricoltura regionale: dalle strutture dell’assessorato e delle agenzie agricole alle associazioni di categoria, dalle Università al mondo produttivo e ai tanti portatori di interesse. Nonostante ci siano alcuni punti da raggiungere e che nei piani della Regione saranno conclusi entro la fine dell’anno, per l’assessorato il bilancio dell’audizione è stato positivo. (al.pi.)
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