La Nuova Sardegna

Elezioni, vincono M5s e Lega. Puddu: una rivoluzione

di Luca Rojch
Puddu con Di Maio
◗
Puddu con Di Maio

Il coordinatore del Movimento: «Entusiasta della scelta dei sardi». Solinas: «I nostri elettori hanno capito il senso della nostra alleanza»

4 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Big bang a 5 Stelle. Nell’implosione del sistema dei partiti il Movimento brilla come una supernova e illumina il panorama politico. Nell’isola il Movimento trionfa e vola oltre il 42 per cento. Un risultato che scardina il bipolarismo, smagnetizza i poli, e apre uno scenario del tutto nuovo.

Forse non sarà una terza repubblica, ma il Pd nell’isola sembra allo sbando. I Dem sono ai minimi storici, e senza una via di uscita dalla guerra infinita tra correnti.

Il centrodestra si trova nella strana situazione di avere vinto come coalizione, ma Forza Italia non sfonda e vede la concorrenza dei sardoleghisti sempre più forte.

Gli altri partiti sono franati sotto percentuali lillipuziane. Da Leu ad Autodeterminatzione sono rimasti al di sotto di quanto speravano di raccogliere. A brindare oggi sono solo i pentastellati e la Lega vestita da sardista.

Il trionfo è a 5 Stelle. I grillini vincono in tutti i collegi uninominali. Si prendono la ex roccaforte rossa Nuoro. Umiliano il Pd a Sassari, con Gianfranco Ganau e Silvio Lai che ci mettono il cuore e l’anima, ma sono come un argine di carta contro un fiume in piena. Strappano l’azzurrissima Gallura al golden boy Giuseppe Fasolino. Schiantano a Cagliari il coordinatore di Forza Italia Ugo Cappellacci e il senatore Luciano Uras.

M5s. Una tempesta che si abbatte sui malconci partiti nell’isola. Un successo che forse neanche il coordinatore Mario Puddu si aspettava in questo formato extralarge. «Beh, pensare di portare a casa tutti i collegi sarebbe stato presuntuoso – dice –. E ora non posso che essere entusiasta della scelta dei sardi».

Dal risultato delle urne emerge un’altra certezza. Il consenso dei 5 Stelle non è un voto di protesta. Chi sceglie il Movimento lo fa perché si identifica con la proposta politica. «Non credo che oltre il 40 per cento dei sardi vada alle urne e scelga un partito come rivalsa sugli altri – dice Puddu –. Mi sembra paradossale parlare di mal di pancia. Governiamo in diversi comuni. Mi chiedo se un cittadino su due ad Assemini e a Porto Torres ha votato 5 Stelle non credo che lo abbia fatto per protesta. Siamo cresciuti del 10 per cento in Sardegna rispetto al 2013. Non penso che questo sia legato ad aspetti contingenti».

La crescita di consensi dei 5 Stelle dimostra come l’elettorato grillino sia sempre più strutturato e stabile. E come i partiti storici siano stati insediati dalle proposte del Movimento. Il voto di protesta ha lasciato da tempo il posto a un elettorato che vede nella politica dei 5 Stelle un riferimento stabile.

Puddu non si ferma troppo a gioire della valanga che ha travolto i partiti tradizionali. E già pensa al futuro. «Tra poco ci saranno le amministrative – spiega –. Poi ci prepariamo per la Regione. Dobbiamo continuare a fare le cose con la massima coerenza. Il lavoro paga». Il coordinatore spiega anche quali vittorie gli hanno dato maggiore soddisfazione in questa tornata elettorale. «Di sicuro quella di Nardo Marino, perché è stata combattuta fino alla fine e perché non è stato facile. Ma devo dire che anche l’affermazione di Andrea Mura a Cagliari dà fiducia a tutto il movimento. Perché battere Cappellacci e Uras non era facile». E su future alleanze di governo non si sbilancia. «È qualcosa che deciderà il nostro leader Luigi Di Maio».

Lega Psd’Az. In molti parlavano di abbraccio mortale. Ma a leggere i dati il segretario del Psd’Az Christian Solinas aveva ragione. L’alleanza Lega-Psd’Az si attesta nell’isola sopra il 10 per cento. Un risultato storico. Insieme ai 5 Stelle sono loro i vincitori.

I sardisti dopo 22 anni ritornano in Parlamento. Nessun dubbio da parte di Solinas sulla scelta di sposare la causa di Salvini. «Credo che i sardi abbiano capito il senso di un accordo chiaro che si basa sul federalismo e su programmi precisi. L’affermazione oltre il 10 per cento per noi è un riconoscimento importante. Sono stati eletti dei sardi che andranno a Roma a fare il bene dei sardi. L’alleanza con la Lega ci ha consentito di aggirare una legge che penalizza i partiti come il nostro. Come avevamo previsto sono stato eletto in Sardegna e questo per me è un ulteriore motivo di orgoglio. E anche il segno che è passato il messaggio corretto».

Ma su possibili alleanze tra 5 Stelle e Lega Solinas resta molto cauto. «Al momento prevale la coerenza e la condivisione degli accordi con il progetto del centrodestra. Andremo alla ricerca di una maggioranza di governo il più coerente possibile».

Gli scenari. Difficile ipotizzare se il terremoto politico possa già avere effetti sugli equilibri della giunta regionale. Di sicuro lo avrà sulle segreterie dei partiti che escono sconfitti da questo voto.

I 5 stelle ora hanno davanti a loro una nuova sfida. Arrivare compatti alle Regionali con un progetto di governo. Per ora l’ascesa pentastellata sembra inarrestabile, mentre gli altri partiti vivono una sorta di psicodramma post elettorale. Tutti ipnotizzati a veder brillar le stelle.

@LucaRojch. @RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative