No al ricorso di Abbanoa, la class action contro i conguagli può partire
Alessandro Pirina
La Corte d’appello conferma l’ordinanza: via alla raccolta delle adesioni. La società: la pronuncia non riguarda il merito ma l’ammissibilità della domanda
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SASSARI. La class action contro Abbanoa va avanti. A deciderlo è stata la Corte d’appello di Cagliari, che ha rigettato il ricorso della società di gestione del sistema idrico. I giudici, dunque, hanno confermato l’ordinanza con cui il 1 dicembre il Tribunale aveva giudicato ammissibile l’azione collettiva sui conguagli promossa dal movimento Unidos e da comitati di cittadini. Ora via alla raccolta di adesioni: i termini sono scattati il 28 febbraio e ci saranno 90 giorni di tempo. Per questo i promotori annunciano il coinvolgimento dei Comuni e dei Caf.
No al ricorso. A poche ore dalla decisione del Tribunale di ammettere la class action Abbanoa aveva annunciato il ricorso, ma ieri la doccia gelata: la Corte d’appello lo ha respinto e ha condannato la società al pagamento di tutte le spese legali, compreso il richiamo per la richiesta di un giudizio temerario. «Quella della Corte è una sentenza esemplare – dice l’ex deputato Mauro Pili, leader di Unidos –. Una decisione storica che conferma quella del Tribunale che per la prima volta aveva ammesso in Sardegna un'azione giudiziaria collettiva che riguarda i 750mila utenti di Abbanoa, praticamente tutte le famiglie sarde. L'ordinanza della Corte d'appello costituisce un vero e proprio macigno nei confronti di Abbanoa che subisce una batosta senza precedenti per una partita dove in ballo ci sono 120 milioni di euro. Ora tutti i sardi che vorranno avere la restituzione dei soldi già pagati o vorranno essere esonerati dal pagamento dovranno obbligatoriamente aderire alla class action».
Solo privati. Il no della Corte d’appello dà il via libera alle adesioni. «Un eventuale provvedimento positivo che porti ad annullare le bollette dei conguagli avrà efficacia solo nei confronti dei cittadini che aderiscono alla class action – spiega l’avvocato Roberta Ballero –. In Italia la class action non ha efficacia erga omnes, ma solo nei confronti di chi aderisce all’azione collettiva. Pertanto, invito gli interessati ad aderire: consumatori privati, condomini, e non partite Iva, imprese, professionisti. Per queste categorie è prevista solo l’azione individuale».
Adesioni. Per la raccolta delle adesioni alla class action Pili annuncia che Unidos si muoverà su due fronti, uno istituzionale e uno volontario. Il termine è di 90 giorni a partire dal 28 febbraio. «Già dalle prossime ore chiederemo il coinvolgimento di tutti i sindaci della Sardegna a cui proporremo l’apertura di uno sportello al servizio dei cittadini per l’adesione alla class action e poi promuoveremo decine di assemblee in tutta la Sardegna per istruire volontari e cittadini su come aderire alla class action. Sarà messa in campo un’azione capillare in ogni angolo dell’isola proprio per non lasciare nessuno da solo».
La società. Per Abbanoa è indubbiamente un ko, ma non alza bandiera bianca. Anzi. La società ribadisce che «i conguagli regolatori sono una componente della tariffa 2014 per i costi che le aziende hanno sostenuto in passato, quantificata e approvata dall’Egas e addebitata dal gestore nei modi stabiliti dalla Arera». E, aggiunge il legale di Abbanoa, Ernesto Stajano, «la pronuncia della Corte d’Appello non riguarda il merito della questione ma la sola ammissibilità della domanda, avendo il giudice rinviato ogni decisione circa la fondatezza dell’azione alla successiva fase processuale. Confidiamo che la magistratura, nell’approfondire il merito della questione, possa correttamente interpretare il quadro regolatorio esistente, tenendo conto anche dei dirompenti effetti che l’accoglimento della tesi di controparte avrebbe sulla gestione del settore idrico a livello nazionale». Soltanto nei prossimi mesi si entrerà nel merito della legittimità dei conguagli regolatori che, come rimarcato in più occasioni dalla società, sono stati normati a livello nazionale e hanno riguardato i gestori dei servizi idrici di tutta Italia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
No al ricorso. A poche ore dalla decisione del Tribunale di ammettere la class action Abbanoa aveva annunciato il ricorso, ma ieri la doccia gelata: la Corte d’appello lo ha respinto e ha condannato la società al pagamento di tutte le spese legali, compreso il richiamo per la richiesta di un giudizio temerario. «Quella della Corte è una sentenza esemplare – dice l’ex deputato Mauro Pili, leader di Unidos –. Una decisione storica che conferma quella del Tribunale che per la prima volta aveva ammesso in Sardegna un'azione giudiziaria collettiva che riguarda i 750mila utenti di Abbanoa, praticamente tutte le famiglie sarde. L'ordinanza della Corte d'appello costituisce un vero e proprio macigno nei confronti di Abbanoa che subisce una batosta senza precedenti per una partita dove in ballo ci sono 120 milioni di euro. Ora tutti i sardi che vorranno avere la restituzione dei soldi già pagati o vorranno essere esonerati dal pagamento dovranno obbligatoriamente aderire alla class action».
Solo privati. Il no della Corte d’appello dà il via libera alle adesioni. «Un eventuale provvedimento positivo che porti ad annullare le bollette dei conguagli avrà efficacia solo nei confronti dei cittadini che aderiscono alla class action – spiega l’avvocato Roberta Ballero –. In Italia la class action non ha efficacia erga omnes, ma solo nei confronti di chi aderisce all’azione collettiva. Pertanto, invito gli interessati ad aderire: consumatori privati, condomini, e non partite Iva, imprese, professionisti. Per queste categorie è prevista solo l’azione individuale».
Adesioni. Per la raccolta delle adesioni alla class action Pili annuncia che Unidos si muoverà su due fronti, uno istituzionale e uno volontario. Il termine è di 90 giorni a partire dal 28 febbraio. «Già dalle prossime ore chiederemo il coinvolgimento di tutti i sindaci della Sardegna a cui proporremo l’apertura di uno sportello al servizio dei cittadini per l’adesione alla class action e poi promuoveremo decine di assemblee in tutta la Sardegna per istruire volontari e cittadini su come aderire alla class action. Sarà messa in campo un’azione capillare in ogni angolo dell’isola proprio per non lasciare nessuno da solo».
La società. Per Abbanoa è indubbiamente un ko, ma non alza bandiera bianca. Anzi. La società ribadisce che «i conguagli regolatori sono una componente della tariffa 2014 per i costi che le aziende hanno sostenuto in passato, quantificata e approvata dall’Egas e addebitata dal gestore nei modi stabiliti dalla Arera». E, aggiunge il legale di Abbanoa, Ernesto Stajano, «la pronuncia della Corte d’Appello non riguarda il merito della questione ma la sola ammissibilità della domanda, avendo il giudice rinviato ogni decisione circa la fondatezza dell’azione alla successiva fase processuale. Confidiamo che la magistratura, nell’approfondire il merito della questione, possa correttamente interpretare il quadro regolatorio esistente, tenendo conto anche dei dirompenti effetti che l’accoglimento della tesi di controparte avrebbe sulla gestione del settore idrico a livello nazionale». Soltanto nei prossimi mesi si entrerà nel merito della legittimità dei conguagli regolatori che, come rimarcato in più occasioni dalla società, sono stati normati a livello nazionale e hanno riguardato i gestori dei servizi idrici di tutta Italia.
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