La Nuova Sardegna

la nuova assolta 

La Corte: non ci fu diffamazione

Il generale Pittorru aveva chiesto 250mila euro di risarcimento

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SASSARI. Nessuna diffamazione, l’articolo di giornale «costituiva legittima espressione del diritto di cronaca e di critica giudiziaria» e, tra le altre cose, la notizia pubblicata «era conforme al contenuto dell’informativa dei Ros e alle intercettazioni telefoniche ivi contenute».

I giudici della corte d’appello di Roma (presidente Gianna Maria Zannella) hanno confermato la sentenza di primo grado rigettando l’impugnazione del generale dei servizi segreti Francesco Pittorru che a maggio del 2014 aveva perso una causa civile di risarcimento danni da 250mila euro. L’aveva intentata lui stesso dopo la pubblicazione sulla Nuova Sardegna dei servizi giornalistici che riguardavano il suo ruolo nell’inchiesta giudiziaria a carico del costruttore Diego Anemone e dell’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Pittorru aveva chiesto il risarcimento – ritenendosi diffamato – sia alla “Nuova” sia al Gruppo Espresso (al quale è poi subentrata la Finegil Editoriale Spa). Ma il giudice del tribunale di Roma Filomena Albano aveva riconosciuto il diritto di cronaca e condannato l’alto ufficiale dell’Aisi al pagamento delle spese legali. Fra l’altro, il magistrato con la sentenza aveva ribadito importanti principi (anche comunitari) a tutela dell’informazione. Il generale era assistito dagli avvocati Enzo Musco e Paola Pezzali. Mentre l’ex direttore della “Nuova” Stefano Del Re, i giornalisti Pier Giorgio Pinna e Natalia Andreani sono stati rappresentati in giudizio dagli avvocati Sebastiano Chironi e Virginia Ripa di Meana. La corte d’appello ha condannato il generale Pittorru al pagamento delle spese processuali. (na.co.)

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