La Nuova Sardegna

Pds: nasce l’Anas sarda ora saremo davvero liberi

di Umberto Aime
Pds: nasce l’Anas sarda ora saremo davvero liberi

Maninchedda: adesso potremo progettare da soli le grandi opere pubbliche

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CAGLIARI. La lettura della nuova legge regionale sugli appalti non può che essere doppia. Attenzione però non c’è contraddizione fra l’una e l’altra. Anzi, viaggiano e viaggeranno in parallelo a pochissima distanza fra loro. La prima è politica e ha avuto come portavoce il segretario del Partito dei sardi Paolo Maninchedda, il padre della legge. «Finalmente – ha detto – non saremo più schiavi dell’Anas e degli altri colossi di Stato. D’ora in poi la Regione potrà progettare da sola le opere pubbliche. Risparmierà così un bel po’ di denari, la burocrazia sarà più snella e i tempi di consegna potrebbero anche dimezzarsi». La seconda lettura invece è tecnica e ha avuto come portavoce l’assessore ai lavori pubblici Edoardo Balzarini, scelto dal Pds all’indomani delle dimissioni di Maninchedda dalla giunta Pigliaru. Eccola: «Grazie al via libera del Consiglio regionale, le procedure saranno molto più chiare e veloci. Avremo a disposizione una nostra società capace non solo di programmare e progettare che già di per sé è un bel passo in avanti, ma anche controllare i cantieri, evitare lungaggini, accentrare le richieste delle autorizzazioni, tenere sotto controllo i rapporti difficili fra appaltatori, che sono sempre grandi gruppi nazionali, e subappaltatori, le imprese sarde, che ora saranno molto più al sicuro». Ancora: «Apriremo nuovi spazi di mercato per i nostri giovani professionisti, miglioreremo l'efficienza e la competitività del sistema regionale».

La legge. Gli articoli sono 53 e in gran parte «strettamente tecnici» – ha sottolineato l’assessore – ma è anche una legge impegnata molto di «sostanza politica», sono state le parole ripetute più volte da Maninchedda. L’equilibrio fra questi due mondi è costante. Se da una parte «avremo la possibilità di programmare con anticipo le opere pubbliche, per presentarci poi, con un bel portafoglio di progetti, quando andremo a chiedere i finanziamenti europei e nazionali», Balzarini. Dall’altra il Pds ha previsto diversi paletti per tutelare la Sardegna. Ad esempio le premialità. Da quella prevista a favore delle imprese che «garantiranno il massimo della qualità architettonica, quindi la bellezza, delle opere pubbliche» a un’altra assegnata a quanti «utilizzeranno materiali a chilometro zero, o riutilizzeranno quelli esistenti, oppure s’impegneranno in azioni di solidarietà, com’è capitato ad esempio nell’ultima alluvione di Olbia». Poi c’è uno spazio importante, nella legge, destinato anche a mettere al riparo, le imprese sarde da quelle mordi-e-fuggi della Penisola. Fanno man bassa di appalti in Sardegna, visto che hanno sempre più titoli di quelle isolane, ma poi per eseguire i lavori si affidano agli artigiani locali. Bene, è stato spiegato, «dai contratti che oggi sono sempre un cappio al collo per le aziende più piccole, costrette semmai ad accettare tutto pur di non perdere il lavoro, passeremo a quelli in cui la Regione potrà vigilare e intervenire. Lo farà per evitare, com’è accaduto, che la vincitrice della gara semmai scappi senza prima saldare i debiti».

Anas addio. La legge non regolerà solo gli appalti delle strade, ma anche di dighe, lavori ferroviari e altre opere strategiche. «Potremo progettare tutto – ha detto Balzarini – e lo faremo con la nostra struttura in house, o bandendo all’esterno le gare per la progettazione». Con questa nuova organizzazione, chi finirà di sicuro all’angolo sarà l’Anas finora «mai amica e molto più spesso nemica della Sardegna», ha detto Maninchedda. Quando e come? Per la Carlo Felice fra i soldi assegnati nel 2015 e i progetti ha fatto trascorrere due anni: «Tempi morti che, grazie alla legge, la Regione sarà grado di azzerare». Sempre per quanto riguarda l’Anas, sui soldi stanziati dalla Sardegna calcola sempre una sorta di aggio, è intorno al 12,50 per cento, sugli importi messi a gara e li giustifica sotto la voce generica spese generali. «Con la progettazione diretta – ha detto Balzarini – risparmieremo anche quei soldi. Se avessimo avuto questa legge quando c’è stato il bando per la Sassari-Olbia, quasi cento milioni sarebbero rimasti alla Regione». Per essere più chiari, oggi l’Anas ha in carico due miliardi di appalti nell’isola. «Vuol dire – ha detto Maninchedda – che a tavolino possiamo subito calcolare un minor costo di 120 milioni».

La celebrazione. Per il capogruppo del Pds Gianfranco Congiu, «gli appalti cominceranno finalmente a parlare in sardo». Secondo il consigliere regionale Roberto Desini «la legge avrà un effetto rivoluzionario anche per i Comuni». Franciscu Sedda, presidente del Pds, è stato categorico: «Abbiamo spezzato un altro bel po’ di catene».

Legge a rischio? Lo è per chi la contesta dai banchi della minoranza e della maggioranza. Balzarini è stato perentorio: «Abbiamo dato solo più forza alle competenze della Regione e levato qualche tappo burocratico, ma senza sfidare lo Stato. Se poi il governo dovesse impugnarla, saremo immediati nella replica. Abbiamo pronto un dossier di controdeduzioni, ma vedrete non servirà».

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