La Nuova Sardegna

Nonna insulta la maestra Condannata a due mesi

di Tiziana Simula
Nonna insulta la maestra Condannata a due mesi

L’episodio è accaduto in una scuola elementare di un paese della Gallura A causare la lite le proteste della nipote: «Non voglio il banco vicino alla cattedra»

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OLBIA. Lei, in quel banco lì da sola, vicino alla maestra non ci voleva stare. E a sua madre e a sua nonna gliel’aveva detto tante volte. «Mia nipote si sentiva isolata, piangeva per questo. Per lei era un disagio», ha detto ieri la nonna al giudice, raccontando la sua verità su quanto accaduto quel giorno quando un normale colloquio tra insegnante e genitore si è concluso a male parole.

Il fatto è accaduto nel 2012 in una scuola elementare di un paese della Gallura.

La nonna, 54 anni, è finita a processo con l’accusa di oltraggio a pubblico ufficiale per aver offeso l’insegnante che dopo quell’animato colloquio avvenuto nell’androne della scuola, l’aveva denunciata.

«È stata insultata e offesa davanti a tante persone», ha rimarcato nella sua requisitoria il pubblico ministero Gianmarco Vargiu. Stando al capo d’imputazione, la donna – che quel giorno aveva accompagnato la bambina a scuola insieme alla mamma – avrebbe detto alla maestra “sei una grandissima str... incapace di fare il tuo lavoro”.

«Io non ho mai detto parolacce, lo giuro...», ha ripetuto davanti al giudice del tribunale di Tempio, Maria Gavina Monni. Ma né la sua versione, né la ferma difesa del suo avvocato, Aurora Masu, che aveva chiesto l’assoluzione della sua assistita, hanno convinto il giudice. Che l’ha condannata a due mesi (col beneficio della condizionale), così come sollecitato dal pubblico ministero.

Dopo aver sentito alcuni testimoni nelle precedenti udienze, ieri è stata sentita l’imputata. Il colloquio con la madre era stato richiesto dalla maestra che doveva riferire sull’andamento scolastico dell’alunna. «Quando le ho detto che la bambina non voleva stare da sola nel banco vicino a lei, la maestra l’ha strattonata e lei si è messa a piangere». Da lì sarebbe scattata la discussione. «La maestra mi ha detto “ci vediamo in tribunale” e io le ho risposto “vediamo chi la spunta”, ma non ho mai detto parolacce», ha ripetuto la nonna.

«È intervenuta in difesa della nipote quando è stata strattonata dalla maestra, ma non l’ha offesa. È una sentenza ingiusta», dice il difensore. Che annuncia l’appello appena leggerà le motivazioni.

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