La Provincia: abbattete 5mila cornacchie
di Roberto Petretto
Oristano, un piano di contenimento della fauna proposto alla Regione. Coldiretti: «Agricoltori in crisi»
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ORISTANO. Se la Regione approverà il piano di contenimento della cornacchia grigia nel territorio dell’Oristanese, che la Provincia sta predisponendo in questi giorni, i fucili delle squadre preposte agli abbattimenti saranno chiamati a un superlavoro. Un impegno che sarà raddoppiato rispetto a quello attuale. La previsione è infatti quella di eliminare sino a 5mila esemplari (metà tramite abbattimento e metà con le gabbie) in luogo dall’attuale tetto massimo di 2mila. Il settore Ambiente della Provincia sta definendo il “Piano di controllo dei corvidi-cornacchia grigia” per il periodo 2018-2020 da sottoporre alla approvazione della Regione.
Secondo la Coldiretti il piano a cui si sta lavorando prevede «un aumento del contingente annuo di cornacchie da eliminare dai campi oristanesi, da 2000 unità potrebbe passare a 5000 (50 per cento attraverso gabbie e il 50 per cento mediante fucile), cui sommare i 240 esemplari in funzione del Piano di sorveglianza per la encelofamielite di tipo West Nile».
La battaglia degli agricoltori contro le cornacchie, e più in generale contro gli animali selvatici, va avanti da anni. Il mondo dei campi contesta innanzitutto i criteri di valutazione del fenomeno: «Sganciato da qualsiasi dato o censimento, il vecchio piano presentava evidenti limiti: la equiparazione del contingente tra province non teneva conto che alcune sono più vocate all’orticoltura e necessitavano di interventi più incisivi», spiega una nota della Coldiretti.
Contestata anche la ripartizione delle modalità di contenimento: sinora si prevedeva di procedere con un 60 attraverso gabbie e con il 40 con arma da fuoco. «Una ripartizione troppo sbilanciata verso l’impiego delle gabbie, aspetto valido in una situazione ordinaria ma, non in una emergenziale, quale quella di Oristano, alla quale il nuovo Piano ha posto rimedio».
Il piano che la Provincia sta predisponendo secondo la Coldiretti è un passo avanti. Ancora insufficiente, però. Rimane il problema dei “coadiutori”, le persone incaricate dell’abbattimento che «devono assolvere a loro spese la fase esecutiva», ricorda ancora Coldiretti.
E poi le cornacchie sono solo un aspetto: «Troppi i fronti aperti - sempre secondo Coldiretti -: ci sono cinghiali, cormorani e nutrie; e ancora i cervi e i fenicotteri (specie non contenibile), sempre più causa di nocumento alle colture».
Alcuni timori sono condivisi anche dagli ambientalisti. Recentemente Anna Lacci, presidente Earth Gardeners; Gabriele Pinna, portavoce della Lipu e Simona Serusi del Wwf di Oristano, hanno stilato un documento con proposte di intervento su alcune delle specie faunistiche considerate da agricoltori e pescatori particolarmente dannose. Per la cornacchia la proposta è quella di istituire un’anagrafe dei danni, da parte delle amministrazioni, su denuncia degli agricoltori, per monitorare le colture interessate e le condizioni ambientali in cui i danni si verificano.
Secondo la Coldiretti il piano a cui si sta lavorando prevede «un aumento del contingente annuo di cornacchie da eliminare dai campi oristanesi, da 2000 unità potrebbe passare a 5000 (50 per cento attraverso gabbie e il 50 per cento mediante fucile), cui sommare i 240 esemplari in funzione del Piano di sorveglianza per la encelofamielite di tipo West Nile».
La battaglia degli agricoltori contro le cornacchie, e più in generale contro gli animali selvatici, va avanti da anni. Il mondo dei campi contesta innanzitutto i criteri di valutazione del fenomeno: «Sganciato da qualsiasi dato o censimento, il vecchio piano presentava evidenti limiti: la equiparazione del contingente tra province non teneva conto che alcune sono più vocate all’orticoltura e necessitavano di interventi più incisivi», spiega una nota della Coldiretti.
Contestata anche la ripartizione delle modalità di contenimento: sinora si prevedeva di procedere con un 60 attraverso gabbie e con il 40 con arma da fuoco. «Una ripartizione troppo sbilanciata verso l’impiego delle gabbie, aspetto valido in una situazione ordinaria ma, non in una emergenziale, quale quella di Oristano, alla quale il nuovo Piano ha posto rimedio».
Il piano che la Provincia sta predisponendo secondo la Coldiretti è un passo avanti. Ancora insufficiente, però. Rimane il problema dei “coadiutori”, le persone incaricate dell’abbattimento che «devono assolvere a loro spese la fase esecutiva», ricorda ancora Coldiretti.
E poi le cornacchie sono solo un aspetto: «Troppi i fronti aperti - sempre secondo Coldiretti -: ci sono cinghiali, cormorani e nutrie; e ancora i cervi e i fenicotteri (specie non contenibile), sempre più causa di nocumento alle colture».
Alcuni timori sono condivisi anche dagli ambientalisti. Recentemente Anna Lacci, presidente Earth Gardeners; Gabriele Pinna, portavoce della Lipu e Simona Serusi del Wwf di Oristano, hanno stilato un documento con proposte di intervento su alcune delle specie faunistiche considerate da agricoltori e pescatori particolarmente dannose. Per la cornacchia la proposta è quella di istituire un’anagrafe dei danni, da parte delle amministrazioni, su denuncia degli agricoltori, per monitorare le colture interessate e le condizioni ambientali in cui i danni si verificano.
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