Erriu: pronti al dialogo nel Pd Da Puddu troppe imprecisioni

SASSARI. Cemento che passione. Il dibattito sulla legge urbanistica continua a far litigare. L’assessore regionale Cristiano Erriu si era ripromesso di non rispondere a Renato Soru, anche per...

SASSARI. Cemento che passione. Il dibattito sulla legge urbanistica continua a far litigare. L’assessore regionale Cristiano Erriu si era ripromesso di non rispondere a Renato Soru, anche per favorire un clima di dialogo e distensione all’interno del Pd. Ma non ha resistito. Dopo l’intervista dell’europarlamentare alla Nuova in cui l’assessore veniva chiamato in causa più volte Erriu posta su Facebook la sua replica. «Il dibattito pubblico sui temi urbanistici e sul disegno di legge si farà. E le decisioni politiche saranno conseguenti al suo esito. Ma non mi si dica che i miei sono modi troppo spicci. C’è un’urgenza dei fatti di cui occorre far conto. E la mia iniziativa discende da una forte preoccupazione sull’impazienza di una Sardegna che non può e non vuole attendere i tempi di una politica pavida, distratta o assente. Altro che ideologia del mattone. Personalmente non ho mai avuto a che fare con attività immobiliari né sulle coste né altrove. E giudico positivamente una nuova e pervasiva cultura del paesaggio e dell’ambiente che semmai va assecondata e accompagnata da adeguate politiche di sviluppo. Sono sicuro che emergerà presto come molte proposte che si dicono alternative siano in realtà molto poco distanti di quanto non si voglia far credere rispetto a quanto scritto nel disegno di legge. Che è poi quello che, secondo me, risponde in larga misura alla volontà e agli interessi della Sardegna e di sardi».

Puddu. Erriu ha invece scelto di rispondere in modo netto e diretto a Puddu. «Le tante illazioni, imprecisioni e malizie contenute nell’intervento sulla Nuova del sindaco Mario Puddu mi costringono ancora una volta a replicare. È singolare che il sindaco sospetti della ‘grande fretta e premura’ della giunta nel voler approvare la legge. Forse è il recente ingresso nella politica a fargli ignorare da quanto tempo i cittadini e gli operatori reclamino una nuova legge urbanistica. Attribuire gran fretta a un testo elaborato in due anni, approvato in Giunta e reso pubblico da un anno non è corretto». Erriu entra nello specifico. «Che la legge ‘veda come punto focale la creazione di alberghi a 5 stelle, anche nella fascia dei 300 metri dal mare’, è una idea che, in un ingegnere qual è il sindaco, può nascere solo a non averla letta. In primo luogo perché è esclusa la ‘creazione’ di alberghi di qualunque numero di stelle nella fascia dei 300 metri. In secondo luogo perché di ben altro si occupa il testo: introduzione di un metodo di pianificazione per la riduzione di consumo di suolo, criteri per i territori rurali per la valorizzazione del paesaggio e della produttività agricola. Semplificazione della procedura di approvazione dei Puc. I Puc di cui, giustamente, Puddu vanta l’approvazione nel proprio Comune, dimenticando gli elogi fatti pubblicamente a suo tempo a quella Regione che lo ha aiutato in questo risultato. Sostenere che gli incrementi volumetrici nei 300 metri, favoriscano ‘arabi’ e ‘paperoni’ ha un effetto demagogico, ma ignora che gli ‘arabi’ ne hanno già usufruito in passato e con la nuova norma non lo potranno più fare. I ‘paperoni’ in vacanza rappresentano una risorsa per l’occupazione di cui oggi gode una parte dell’isola e che si vuol rendere possibile anche nelle zone oggi afflitte dalla gravissima crisi economica, nel rispetto dei principi di una pianificazione paesaggistica. La facile demagogia del puntare il dito contro i ‘paperoni’ dimentica che la Sardegna, per il suo valore ambientale, deve perseguire un turismo ad alto valore aggiunto, con minor numero di presenze e maggior utile e numero di addetti. Sviluppo e tutela del paesaggio possono essere raggiunti con norme chiare. Se il sindaco Puddu ambisce alla presidenza della Regione, cominci con l’essere lui stesso coerente. Cominci a non ragionare con due pesi e due misure e logiche di campanile. Non chieda la chiusura della fabbriche nel Sulcis mentre difende quelle di Macchiareddu. Puddu che ci accusa di non essere stati aperti al confronto si dimentica di non avere ancora fornito quei pareri e osservazioni che, con metodo che dovrebbe essere congeniale al Movimento 5 Stelle, gli sono stati chiesti già da dicembre».



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