il caso conguagli
Abbanoa, parte la class action e Ramazzotti lancia la sfida a Pili
di Alessandro Pirina
SASSARI. Via alla class action contro i conguagli di Abbanoa. L’ex deputato Mauro Pili lancia la marcia per l’acqua in 100 piazze della Sardegna per raccogliere le adesioni a quella che lui...
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SASSARI. Via alla class action contro i conguagli di Abbanoa. L’ex deputato Mauro Pili lancia la marcia per l’acqua in 100 piazze della Sardegna per raccogliere le adesioni a quella che lui ribattezza «la più grande azione collettiva mai messa in campo in Italia». Abbanoa, però, non ci sta e per bocca del suo amministratore unico, Alessandro Ramazzotti, accusa il leader di Unidos di essere «un irresponsabile» e lo invita a un confronto pubblico. «Almeno così si farà veramente chiarezza su questa storia».
I termini. Pili ha illustrato modalità e termini della class action sui conguagli tra il 2005 e il 2011. Un’azione legale che il tribunale di Cagliari ha ritenuto ammissibile. La macchina organizzativa ha preso il via ieri e nel giro di 10 giorni, è l’auspicio di Pili, conta di poter individuare un centro distribuzione e raccolta in tutti e 377 comuni della Sardegna. È già possibile scaricare il modulo di adesione dal sito del movimento www.unidos.io con l’indicazione delle modalità di adesione. Subito dopo Pasqua partirà una marcia per l’acqua, che dovrebbe toccare 100 piazze dell’isola. Una mobilitazione che durerà sino all’ultimo giorno utile per consegnare le adesioni in Tribunale, il 26 maggio.
L’ex deputato. A capo di questa mega battaglia contro il gestore dell’acqua c’è il leader di Unidos. «Ogni sardo utente di Abbanoa ha il diritto di aderire alla class action per farsi restituire i soldi o per farsi annullare la bolletta dei conguagli 2005-2011 – afferma Pili –. L’obiettivo non è solo quello di fare restituire ai sardi il maltolto di questa scellerata gestione di Abbanoa ma di riportare al centro del confronto un tema dirimente per lo sviluppo e la qualità della vita come l’acqua». L’azione giudiziaria collettiva proposta da Unidos difeso dallo studio legale Ballero «rappresenta l’unica possibilità sul piano giudiziario di far restituire i soldi a chi ha già pagato e cancellare le bollette dei conguagli a chi non le avesse pagate».
Adesioni. In Italia l’azione giudiziaria collettiva non consente di estendere la decisione a tutti gli utenti. Potranno beneficiare della decisione finali dei giudici solo ed esclusivamente coloro che avranno aderito alla class action. E dunque le utenze domestiche e condomini, 530mila potenziali utenti interessati, secondo i promotori. Per gli altri, le imprese, sarà necessario agire individualmente rivolgendosi a un avvocato. «L'idea – ha detto il presidente regionale di Adiconsum Giorgio Vargiu –è quella di promuovere azioni cumulative slegate alla class action».
La sfida di Abbanoa. «L’atteggiamento di Pili è da irresponsabile». L’amministratore Alessandro Ramazzotti attacca il leader di Unidos, non prima di avergli ricordato che i conguagli regolatori sono una componente della tariffa 2014 per i costi che le aziende hanno sostenuto in passato, quantificata e approvata dall’Egas e addebitata dal gestore nei modi stabiliti dall’Autorità nazionale. «La Cassa conguagli ha anticipato 90 milioni ad Abbanoa solo per permettere alla società di rateizzare gli importi. Circa 150 euro a famiglia, che sono più o meno 18 euro a rata». Ramazzotti si spinge avanti e immagina un successo della class action. «Un eventuale stop ai conguagli comporterebbe un danno per Abbanoa che inevitabilmente andrebbe a ripercuotersi sui Comuni. Tanto che anche Utilitalia, la federazione che riunisce 500 imprese del settore, si è costituita con noi in tribunale. Bisogna fare chiarezza». Di qui, l’invito di Ramazzotti a Pili. «Lo vorrei sfidare a un confronto pubblico, un parlamentare ha il dovere di dire come stanno veramente le cose. Si vuole fare confusione tra tariffe e conguagli. La verità è che ci sono dei costi da recuperare. Come è avvenuto in tutta Italia senza che nessuno abbia protestato. Anche per l’uscita dal nucleare paghiamo i costi nella bolletta ma nessuno ha organizzato class action».
I termini. Pili ha illustrato modalità e termini della class action sui conguagli tra il 2005 e il 2011. Un’azione legale che il tribunale di Cagliari ha ritenuto ammissibile. La macchina organizzativa ha preso il via ieri e nel giro di 10 giorni, è l’auspicio di Pili, conta di poter individuare un centro distribuzione e raccolta in tutti e 377 comuni della Sardegna. È già possibile scaricare il modulo di adesione dal sito del movimento www.unidos.io con l’indicazione delle modalità di adesione. Subito dopo Pasqua partirà una marcia per l’acqua, che dovrebbe toccare 100 piazze dell’isola. Una mobilitazione che durerà sino all’ultimo giorno utile per consegnare le adesioni in Tribunale, il 26 maggio.
L’ex deputato. A capo di questa mega battaglia contro il gestore dell’acqua c’è il leader di Unidos. «Ogni sardo utente di Abbanoa ha il diritto di aderire alla class action per farsi restituire i soldi o per farsi annullare la bolletta dei conguagli 2005-2011 – afferma Pili –. L’obiettivo non è solo quello di fare restituire ai sardi il maltolto di questa scellerata gestione di Abbanoa ma di riportare al centro del confronto un tema dirimente per lo sviluppo e la qualità della vita come l’acqua». L’azione giudiziaria collettiva proposta da Unidos difeso dallo studio legale Ballero «rappresenta l’unica possibilità sul piano giudiziario di far restituire i soldi a chi ha già pagato e cancellare le bollette dei conguagli a chi non le avesse pagate».
Adesioni. In Italia l’azione giudiziaria collettiva non consente di estendere la decisione a tutti gli utenti. Potranno beneficiare della decisione finali dei giudici solo ed esclusivamente coloro che avranno aderito alla class action. E dunque le utenze domestiche e condomini, 530mila potenziali utenti interessati, secondo i promotori. Per gli altri, le imprese, sarà necessario agire individualmente rivolgendosi a un avvocato. «L'idea – ha detto il presidente regionale di Adiconsum Giorgio Vargiu –è quella di promuovere azioni cumulative slegate alla class action».
La sfida di Abbanoa. «L’atteggiamento di Pili è da irresponsabile». L’amministratore Alessandro Ramazzotti attacca il leader di Unidos, non prima di avergli ricordato che i conguagli regolatori sono una componente della tariffa 2014 per i costi che le aziende hanno sostenuto in passato, quantificata e approvata dall’Egas e addebitata dal gestore nei modi stabiliti dall’Autorità nazionale. «La Cassa conguagli ha anticipato 90 milioni ad Abbanoa solo per permettere alla società di rateizzare gli importi. Circa 150 euro a famiglia, che sono più o meno 18 euro a rata». Ramazzotti si spinge avanti e immagina un successo della class action. «Un eventuale stop ai conguagli comporterebbe un danno per Abbanoa che inevitabilmente andrebbe a ripercuotersi sui Comuni. Tanto che anche Utilitalia, la federazione che riunisce 500 imprese del settore, si è costituita con noi in tribunale. Bisogna fare chiarezza». Di qui, l’invito di Ramazzotti a Pili. «Lo vorrei sfidare a un confronto pubblico, un parlamentare ha il dovere di dire come stanno veramente le cose. Si vuole fare confusione tra tariffe e conguagli. La verità è che ci sono dei costi da recuperare. Come è avvenuto in tutta Italia senza che nessuno abbia protestato. Anche per l’uscita dal nucleare paghiamo i costi nella bolletta ma nessuno ha organizzato class action».
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