La Nuova Sardegna

Un atto che non ci intimidirà

Antonio Di Rosa
Antonio Di Rosa direttore della Nuova Sardegna
Antonio Di Rosa direttore della Nuova Sardegna

Il commento del direttore della Nuova Sardegna Antonio Di Rosa sull'indagine disposta dal procuratore di Tempio Andrea Garau nei confronti della nostra collega giudiziarista Tiziana Simula

28 marzo 2018
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Per una volta dobbiamo parlare di noi, giornalisti della Nuova Sardegna. Il procuratore capo facente funzioni (andrà via tra qualche settimana) del tribunale di Tempio Pausania Andrea Garau ha ordinato di perquisire gli uffici della nostra redazione di Olbia. Il magistrato contesta a Tiziana Simula redattrice giudiziaria della Nuova con una informazione di garanzia di aver rivelato il contenuto di un esposto dell'ex presidente della Corte d'Appello di Sassari Francesco Mazzaroppi contro altri giudici, avvocati e finanzieri. Il tutto legato a una serie di inchieste che ruotano attorno alla vendita all'asta di Villa Ragnedda con un prezzo ribassato.L'articolo è stato pubblicato sabato scorso in prima pagina e a pagina 4 per rivelare i contenuti della denuncia. Tiziana Simula ha fatto il suo lavoro, come sempre, con grande correttezza e professionalità.

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Il procuratore facente funzioni Andrea Garau ha ordinato una perquisizione ieri pomeriggio inviando quattro carabinieri, tre uomini e una donna che hanno agito con cortesia e fermezza. I militari hanno trovato la copia dell'esposto (non c'era nulla di segreto da nascondere) ma non si sono fermati lì. Su input del procuratore Garau hanno portato via documenti che non hanno alcuna connessione con l'esposto, il computer, il telefonino. Hanno rovistato nella borsa e controllato le tasche del giubbotto di Tiziana. Non paghi, hanno perquisito l'auto e il suo appartamento. La corsa si è conclusa in caserma per i verbali di circostanza.

Ho riassunto i fatti per voi, cari lettori, ma vi ho riservato una ciliegina finale. Il procuratore facente funzioni di Tempio Pausania ha scritto nel decreto di perquisizione, testualmente: «Se necessario (farete ndr) la perquisizione personale delle persone che ivi si trovano e che vi giungeranno, con divieto di esse di allontanarsi prima della conclusione delle operazioni...». Traduco dal linguaggio burocratico in parole semplici: io sono arrivato in redazione mezz'ora dopo i carabinieri. Se avessi deciso di uscire i militari potevano impedirmi di farlo. Dunque, un sequestro di persona. Per tutti. Giornalisti e occasionali ospiti.

Caro procuratore facente funzioni, lei doveva essere molto nervoso quando ha scritto questo decreto. Ci ha trattati come delinquenti, come non tratta neppure i pregiudicati professionali. Se lo lasci dire, lei ha compiuto un errore di inaudita gravità pensando probabilmente di intimidirci o di trasformarci in giornalisti reticenti.La rassicuro subito caro procuratore Garau, ha sbagliato tutto. Anzi, ci indurrà a essere ancora più professionisti e professionali nella ricerca della verità. I giornalisti della Nuova Sardegna, in primis Tiziana Simula, convinti della correttezza che li contraddistingue, faranno il possibile per raccontare ai lettori i fatti. Tutti.

Lei, caro procuratore, non è neppure il titolare delle inchieste che ruotano attorno alla vendita di Villa Ragnedda, ma passa i dossier ad altre procure. Per questo non capisco il suo accanimento.Ma mi preme dirle una cosa: a noi interessa sapere la verità sulle indagini in corso, quali reati sono stati commessi e da chi. È da lei e da magistrati come lei che ci attendiamo risposte adeguate non perquisizioni inutili e inopportune nella redazione della Nuova Sardegna.

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