La Nuova Sardegna

Tregua sull’urbanistica Pigliaru: serve il confronto

di Umberto Aime
Tregua sull’urbanistica Pigliaru: serve il confronto

Il governatore: ascolteremo tutti e poi tireremo le somme, no alle prove di forza Allo studio della giunta un pacchetto di correzioni alla proposta di legge Erriu

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CAGLIARI. La legge urbanistica si farà, e se sarà possibile, il centrosinistra è pronto a giurarlo, potrà essere votata anche a giugno o luglio, ma senza oggi farsi travolgere dall’ansia del tutto e subito. Perché, in queste settimane, correre sarebbe inutile, addirittura autolesionista, così come lo è continuare a sbattere il muso fino a farsi del male sempre sugli stessi spigoli che poi sono: i bonus nei 300 metri dal mare, il futuro dei cosiddetti grandi progetti ecosostenibili e anche le tabelle per ricalcolare i metri cubi destinati in futuro a ogni Comune. È meglio prima provare a smussare gli angoli, perché «a colpi di maggioranza non si va da nessuna parte» e quindi «riascolteremo di nuovo tutti anche se lo abbiamo già fatto e poi decideremo il da farsi». All’uscita dal lungo vertice col gruppo pd in Consiglio regionale, durato tre ore abbondanti e con gran parte del tempo dedicato proprio all’urbanistica, il governatore Francesco Pigliaru ha confermato quello che propone da sempre come la “soluzione ideale” per uscire dalle contrapposizioni e bonificare l’aria da vecchi e nuovi veleni. Sì al confronto, sì al dialogo e in tempi stretti. No alle prove di forza che poi convengono a chi? A nessuno.

La decisione. Ecco allora quale è stata la scelta finale, concordata con i dem: d’ora in poi ci sarà una scalata in tre tappe, per raggiungere la vetta, cioè l’approvazione della legge. Con in più allegato anche questo messaggio lanciato alla platea dentro e fuori il Palazzo. La strategia decisa da «nessuno può essere considerata un passo indietro» e non lo può essere – parole del governatore – «quando ti dichiari disponibilissimo all’ascolto e noi lo siamo, quando cerchi di capire se è possibile accogliere le esigenze di tutti, noi lo faremo, e solo dopo tireremo le somme per arrivare a una legge il più possibile non di questo o quello ma per e della Sardegna».

Le tappe. La prima sarà un vertice di maggioranza, da convocare subito dopo Pasqua, con un solo e scontato punto all’ordine del giorno, l’urbanistica. Perché «su un tema così importante – ha detto il capogruppo pd Pietro Cocco – dobbiamo far sì che la voce del centrosinistra sia una sola». La seconda tappa sarà il 16 aprile o subito dopo, quando la Regione aprirà un «grande dibattito pubblico» sul disegno di legge e le altre proposte presentate in Consiglio. Quanto durerà il dibattito? Non è previsto un tempo massimo di discussione, anche se un mese potrebbe bastare per «riunire quante volte servirà ambientalisti, imprese, sindacati, sindaci, ingegneri, urbanisti e tutti gli altri che vorranno partecipare a un confronto che sarà aperto e costruttivo». C’è infine la terza tappa: durante i giorni del «grande dibattito» la commissione urbanistica del Consiglio non smetterà di riunirsi, ha cominciato a farlo da una decina di giorni, ma proseguirà nell’istruttoria preliminare della legge. Continuerà a macinare (non a votare, va precisato) articoli su articoli, mettendo però «nel congelatore – ha detto il presidente Antonio Solinas – quelli che sappiamo sin da ora saranno più di altri al centro del dibattito», cioè i famosi spigoli. Se il centrosinistra, nel vertice dopo Pasqua, dichiarerà di essere d’accordo sulla strategia, da metà aprile scatterà l’operazione «tutti per l’urbanistica, l’urbanistica per tutti». Anche col via libera di chi fino a oggi ha fatto più resistenza in maggioranza: Mdp e i soriani del Pd.

Passi in avanti. Al prossimo «grande dibattito», anche se non è ancora ufficiale, la giunta potrebbe presentarsi con un pacchetto importante di possibili correzioni volanti al testo licenziato un anno fa dalla giunta. A cominciare da questa: i bonus per gli alberghi nei 300 metri dal mare saranno vincolati a un tetto massimo di metri cubi realizzabili, alla quantità dei Piani casa utilizzati negli anni e forse all’anno di costruzione degli hotel. Mentre sulla percentuale del bonus, dal 25 secondo la giunta al 10 per Mdp, il confronto potrebbe essere ancora possibile. Ancora: il disegno di legge potrebbe essere alleggerito anche dall’iter previsto per i grandi progetti ecosostenibili. È l’articolo 43, che nonostante i buoni propositi visto che punta allo sviluppo turistico delle zone finora escluse, ha scatenato un’infinità di polemiche. Alla fine la controproposta potrebbe essere questa: restituire ai Comuni la centralità di «cosa fare nei loro territori», e lo dovranno decidere con i Piani urbanistici, lasciando poi alla Regione il compito di verificare se i possibili progetti sono o meno compatibili, cioè in linea, con il Piano paesaggistico regionale. Infine sembra essere invece già stralciato dalla legge l’allegato sul ricalcolo delle cubature e la «capacità di accogliere turisti» Comune per Comune. Da cosa nasce la certezza? Da due lettere che Pigliaru s’è lasciato sfuggire, come anticipazione, alla fine del vertice: ex. Cioè: quell’allegato ormai è già considerato un allegato che non c’è più.

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