La Nuova Sardegna

L’Unione degli agricoltori in campo contro la crisi

di Antonello Palmas
L’Unione degli agricoltori in campo contro la crisi

L’associazione è formata da produttori di agrumi, miele, mirto e limoncello L’obiettivo è rilanciare il comparto agricolo sfruttando un marchio unico  

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MURAVERA. Nasce l’Unione dei produttori del Sarrabus per rilanciare il comparto agricolo di una zona dalle tante potenzialità ma che non riesce a emergere. L’evento è stato propiziato dall’associazione Gemini di Muravera, che da 8 anni si batte per creare opportunità lavorative. La convinzione che occorra vincere la storica ritrosia isolana alla cooperazione ha spinto Gemini a costituire un nucleo iniziale di produttori del settore degli agrumi, di quello del miele e di quello dei macerati alcolici (mirto, limoncello, corbezzolo): per la prima volta si riuniscono sotto un unico marchio. Comincia infatti la stagione delle fiere – spiegano i promotori – ed è importante presentarsi uniti per riuscire a contrastare un mercato non facile. «Da anni l’associazione Gemini cerca di trovare risposte anche dialogando con le realtà locali – spiegano in una nota –, perché abbiamo riscontrato preoccupati un costante e crescente spopolamento del nostro territorio e una evidente tendenza ad abbandonare attività commerciali e agricole. Si parla spesso di turismo, settore da alcuni identificato come ipersoluzione, ma siamo convinti che non si potrà costruire nessun serio progetto in questo campo se non si valorizza il ruolo dei contadini nel modellare e proteggere il paesaggio, nel coltivare i prodotti che caratterizzano il settore gastronomico». Secondo l’associazione «affinché il comparto agricolo del Sarrabus possa essere trainante è necessario un ricambio generazionale, puntando su qualità, sostenibilità ambientale, genuinità, produzioni di eccellenza». E ancora: «Il Sarrabus è culla di sapori e gusti inconfondibili, in particolare gli agrumi hanno qualità riconosciute. La Washington di Muravera è unica, i tenori zuccherini delle clementine e del tardivo di San Vito non temono paragoni. Puntare su varietà emergenti che mal si adattano al nostro microclima, inseguendo scelte di mercato imposte da altri Paesi o da agronomi scaltri, che creano illusione di facili guadagni, sarebbe un tremendo errore».



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