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Posada, due parlamentari per tremila anime

Giorgio Fresu
Posada, due parlamentari per tremila anime

La riflessione di un consigliere comunale che è anche consigliere nazionale dell'Anci sulla grande occasione di avere una rappresentanza politica così robusta che, se saprà mettere al centro della propria azione l'interesse comune, potrà fare molto per il paese e per la Baronia tutta

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Le magie del "Rosatellum" hanno riservato a Posada l'elezione di due parlamentari. Forse un caso unico in Italia, considerato che l'antico borgo conta circa tremila anime. Al riguardo, è lecito affermare che la comunità posadina, in questo momento forse epocale, dispone di un potenziale politico-istituzionale straordinario e senza precedenti, che la colloca, inevitabilmente, in una posizione privilegiata rispetto ad altri comuni del territorio e della provincia. Una senatrice e una deputata, come detto, elette sull'onda di un movimento politico straripante; un sindaco appena nominato presidente del Parco Tepilora e, nel contempo, alla guida del MAB dell'area Parco fresco fresco di riconoscimento Unesco; un consigliere comunale presidente regionale di Confapi, affiancato, nei banchi consiliari, da un giuslavorista di caratura regionale. Una capacità di valori culturali e intellettuali che non possono passare inosservati.

Ma non solo. A cotanti esponenti vengono affidate le sorti di un porto, a La Caletta, ormai a totale vocazione turistica; un centro storico, con annesso castello medioevale, di rilevanza nazionale (3° classificato nel 2016 al concorso "Borgo dei Borghi"); sei chilometri di costa pluripremiata fra "bandiere blu" e "vele" varie; un territorio generoso di testimonianze archeologiche e, ovviamente, diversi ettari di assoluto pregio naturalistico, puntuale meta di colonie di fenicotteri. Un patrimonio immenso di risorse allocate in poco più di trenta chilometri quadrati. Da ozierese mi verrebbe da dire: "quanto un paio di "tanche" del mio paese!!!".

Ma la mia personalissima riflessione da dove scaturisce? Credo nella necessità di consentire a questo meraviglioso e storico luogo di fare il salto di qualità. Mi spiego meglio: se Posada intende, per l'immediato futuro, sviluppare azioni di rilancio occupazionale, manca ancora qualcosa. La pressione fiscale e la disoccupazione diffusa non hanno certo risparmiato la nostra comunità e tanti giovani, anche recentemente, hanno preferito, ahimè, la via dell'emigrazione. Se l'obiettivo è realizzare una località turistica esclusiva, perché ne avrebbe i requisiti e perché, ritengo, sia questa la via maestra, la carenza di adeguate e sufficienti strutture ricettive, almeno al momento, è molto evidente. Non si può pensare di fare turismo di alto livello con un solo resort, un paio di hotel, tanti B&B e un vespaio si seconde case, anche se si trovano di fronte a un mare incontaminato. Serve tutto, per carità, ma ora occorre una marcia in più, nel rispetto, ovviamente, delle norme vigenti in materia paesaggistica e della tutela ambientale. Il porto menzionato, in posizione strategica nel Tirreno, non offre gli adeguati servizi, a mare e a terra, che i natanti moderni richiedono e, pertanto, necessita di una gestione sicuramente diversa da quella che lo ha caratterizzato fino a oggi. Nel complesso archeologico locale non esiste un sistema di guide e di accompagnamento, efficacemente pianificato e decodificato. L'artigianato e le produzioni locali non trovano sbocco nei rispettivi mercati, pur nella consapevolezza delle possibilità offerte dall'internazionalizzazione delle imprese e dalle nuove tecnologie proposte dalle piattaforme internet.

Che fare, dunque, in questo "mare magnum" di opportunità? Gli attuali esponenti istituzionali si devono aggrovigliare, come spesso capita, intorno alle proprie posizioni politiche, evitando accuratamente possibili confronti su questi ed altri temi che riguardano la nostra società? Oppure, fare "massa" e procedere in sintonia, con uno sforzo comune, mettendo a disposizione ruoli e competenze, al fine di creare nuovi e più stabili posti di lavoro e candidare Posada a guida del territorio? L'occasione che abbiamo a portata di mano è straordinaria e, probabilmente, irripetibile. Non perdiamola e, soprattutto, buon lavoro a chi avrà l'impegno di farsi portavoce delle istanze e delle necessità della nostra amata Isola.

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