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Centrosinistra, agenda di fine legislatura

Centrosinistra, agenda di fine legislatura

Mercoledì il vertice di maggioranza: si parlerà anche di urbanistica e sarà analizzato il ko alle Politiche

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CAGLIARI. Il vertice del centrosinistra è stato convocato dal governatore Francesco Pigliaru. Come nelle previsioni, sarà la settimana prossima, in Consiglio regionale, e per l’esattezza mercoledì 11 aprile, dalle 15.30 in poi. La vera novità è che all’ordine del giorno non ci sarà solo l’urbanistica, ma «l’agenda di governo per gli ultimi dieci mesi di legislatura». Poi per forza dovrà trovare spazio l’analisi della pesante sconfitta incassata dal centrosinistra e dal Pd in particolare nelle elezioni politiche di marzo. Infine i partiti parleranno anche delle Regionali dell’anno prossimo e forse si comincerà a capire quali saranno i confini, cambieranno oppure no, della coalizione che sarà in campo nel 2019. Elezioni in cui il centrosinistra dovrà fare i conti non solo con gli avversari storici, i partiti del centrodestra, ma anche con i Cinque stelle, hanno stravinto le Politiche, e forse con un polo indipendentista molto più ampio di quello che è sceso in campo a marzo.

L’agenda. Ormai archiviata qualunque ipotesi di rimpasto, con tutti i dodici assessori in carica che a questo punto dovrebbero arrivare a fine mandato, il vertice sarà incentrato soprattutto sui contenuti. Perché tra l’altro è da sempre questo l’obiettivo dichiarato dal presidente Pigliaru. Anche di recente lo ha ripetuto: «Dobbiamo fissare quattro o cinque punti fondamentali e raggiungerli nei prossimi mesi sostenuti da una maggioranza forte e capace di spiegare bene ai sardi quello che andremo a fare». È scontato o quasi ipotizzare quali saranno i punti fondamentali: dai trasporti al piano straordinario per il lavoro, dalla sanità, con una riforma da aggiustare in corsa, ai rapporti con lo Stato e l’Europa sulle partite finanziarie e l’insularità, oltre all’immancabile urbanistica. Sono tutti temi sensibili e legati anche a quale potrà essere il governo nazionale. Che di sicuro non sarà di centrosinistra, ma più probabile a trazione Cinque stelle o guidato da un premier del centrodestra. In un caso o nell’altro, il centrosinistra sardo dovrà attrezzarsi.

Stato dell’arte. Al vertice di mercoledì la coalizione che ha vinto le elezioni regionali di quattro anni fa non si presenterà di certo in piena salute. La batosta di marzo non è stata ancora metabolizzata in pieno dai partiti e soprattutto dal Pd, che è ancora alle prese con la sua crisi interna e non sa ancora con quale segretario si presenterà alle trattative per le Regionali del 2019. Poi, in questo mese, è accaduto anche altro. Ad esempio: la componente indipendentista già in maggioranza, leggi Partito dei sardi e il suo segretario Paolo Manincheda, ha aumentato da subito la spinta politica nella lunga volata che ci sarà fino a ridosso delle elezioni per il Consiglio regionale. Oppure capire se Mdp, avversario del Pd alle Politiche, continuerà a essere alleato del centrosinistra, com’è probabile, anche dopo la fine della legislatura. (ua)

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