L’invito di Fois: sì al centro nazionalitario
Amministrative, il coordinatore dei Riformatori chiama a raccolta Pds e Autodeterminatzione
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CAGLIARI. Prima delle elezioni regionali del 2019, ci sono le amministrative di giugno. «È l’occasione perché i partiti lontani dagli schemi tradizionali si ritrovino intorno a una tavolo per mettere assieme una piattaforma in cui la Sardegna sia al centro del programma e in cui i sindaci siano lo scheletro di una Regione da rifondare». A dirlo, come se fosse un appello, è Pietrino Fois, coordinatore regionale dei Riformatori. «Bisogna avere il coraggio – aggiunge – di mettere assieme un centro nazionalitario in cui siano i sardi a decidere il loro futuro e non più i soliti partiti italiani tra l’altro usciti malconci dalle Politiche. È indispensabile – continua – provare a far nascere qualcosa di fresco proprio in queste settimane, ancor prima delle amministrative. Dobbiamo dare forma e sostanza a una nuova alleanza intorno a cinque o sei punti decisivi per la Sardegna. Penso alla vertenza per l’insularità, ai rapporti con Roma e Bruxelles. E ancora: i trasporti, l’energia e il lavoro. Sono tutti temi su cui i sardi continuano a essere lasciati soli e sarà così anche con qualunque prossimo governo nazionale». L’appello di Fois è rivolto al Partito dei Sardi ma anche al movimento per l’Autoderminatzione: «Noi Riformatori – dice – non siamo certo indipendentisti, ma mai ci siamo fusi con i partiti nazionali e quindi la nostra matrice sarda è evidente. Per questo vorremmo aprire un canale di confronto con interlocutori politici diversi dal solito». Finora i Riformatori sono stati un tassello del centrodestra, però in quella coalizione cominciano a sentirsi stretti. «Anche nelle Politiche – dice il coordinatore regionale – la vertenza Sardegna è rimasta ai margini della campagna elettorale, ma è arrivato il momento di uscire dai soliti schemi. Centrodestra e centrosinistra sono blocchi ormai vecchi per gli elettori sardi e quindi è arrivato il momento giusto per altri accordi solido». Secondo Fois «le amministrative potrebbero essere la palestra giusta per mettere alla prova il centro nazionalitario che proponiamo». Per poi puntare alle Regionali: «Dove un punto fermo dovranno essere le primarie. Solo da quel percorso – ribadisce – dovrà uscire il nome del candidato-premier, non da accordi segreti o imposizioni che arrivano dalla terra ferma. Di tutto questo i sardi non hanno più voglia, lo hanno confermato nei seggi, e quindi è indispensabili uscire dal tracciato in cui i partiti italiani schiacciano tutto quello che sta loro intorno». La conclusione dei Riformatori è una sola: «Riapriamo subito e in fretta un confronto politico serrato in cui la Sardegna ritorni a essere al centro di quello che i sardi vorrebbero per uscire dalla crisi ed essere di nuovo competitivi. Cioè avere tutto quello che finora c’è stato negato».
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