La Nuova Sardegna

Gli studenti e la città: la mobilità urbana nell’era digitale

di Giandomenico Mele
Gli studenti e la città: la mobilità urbana nell’era digitale

La multiutility del Comune di Olbia si occupa anche di turismo Nei suoi infopoint sono già partiti i tirocini scuola-lavoro

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OLBIA. Misurarsi con se stessi e il proprio futuro, accettando una sfida che parte dalla conoscenza della cultura di impresa. Provando ad affrontare un percorso di vita, che crei le basi per una professione, usando quello che ancora resta lo strumento di conoscenza per eccellenza: il quotidiano.

L’Aspo, l’azienda dei trasporti pubblici di Olbia, insieme a La Nuova Sardegna, hanno presentato ieri nell’aula magna del liceo classico “Gramsci”, davanti a circa 200 ragazzi provenienti da quattro istituti superiori cittadini, il secondo appuntamento nell’ambito del progetto “La Nuova a scuola”: una iniziativa del nostro giornale, in collaborazione con venti aziende partner, pensato con l’obiettivo di incentivare la lettura e la diffusione del giornale nelle aule scolastiche. Così il concetto di informazione, declinato secondo il principio di consapevolezza, attraversa le esperienze di imprese di eccellenza della Sardegna. Olbia ha ospitato l’esempio dell’Aspo, ex municipalizzata dei trasporti trasformata in multiutility, società per azioni partecipata al 100% dal Comune di Olbia, che si occupa, oltre che di trasporto pubblico locale, anche di bike sharing, parcheggi, infopoint turistico, ma anche della gestione della mediateca, come della segnaletica stradale e la riscossione dei tributi minori. L’interesse si è consolidato su temi di stretta attualità, grazie alla illustrazione di Massimo Putzu, presidente dell’Aspo, affiancato nella discussione da Marco Bittau, responsabile della redazione di Olbia della Nuova Sardegna. Ztl e parcheggi. Si è così entrati subito nel vivo del tema scottante della Ztl, con Putzu che ha dispensato consigli pratici: «Leggete i cartelli, non affidatevi alle cattive abitudini», in riferimento alla pioggia di multe arrivate per infrazioni al codice della strada e oggetto di polemiche di stretta attualità. Ma anche riferimenti a temi che, come proprio le regole dell’informazione impongono, hanno affollato le pagine di cronaca della Nuova Sardegna: uno per tutti quello della moltiplicazione dei parcheggi a pagamento, le famigerate strisce blu. «Si tratta del modo più democratico di utilizzo di spazi pubblici, che quindi sono di tutti – ha sottolineato Putzu -. Altrimenti qualcuno potrebbe rivendicare il diritto di occupare uno stallo per la sosta tutto il tempo che vuole. Prendete un turista che arrivi in Corso Umberto, per fare un esempio, decidendo di lasciare la sua auto in sosta per giorni o settimane. Il parcheggio a pagamento rappresenta un disincentivo per questo genere di comportamenti».

Scuola e lavoro. Esperienza, tecnologia, marchi. Putzu ha abbracciato diversi temi legati al concetto di idea come motore che imprime l’accelerazione all’impresa. Da qui esempi di marchi (Fiat e Juventus) che hanno cambiato veste in rapporto alle mutate esigenze commerciali. Come è accaduto per lo stesso stemma dell’Aspo, rinnovato sull’idea di mobilità. Poi l’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro, con alcuni studenti che collaborano con l’infopoint turistico gestito dall’Aspo. «Anche alcuni ragazzi delle scuole di Olbia hanno collaborato con l’ufficio turistico, che l’anno scorso ha risposto a oltre 80 mila richieste di informazioni – ha spiegato il presidente dell’Aspo -. Un ufficio nel quale si arrivano a parlare anche sette lingue, per rispondere alle esigenze di chi visita il territorio». Una realtà di impresa, storie a volte di successo, sempre di impegno, che vengono raccontate ogni giorno sulla Nuova Sardegna, il quotidiano del territorio che ha deciso di tornare a scuola, nelle classi, in mezzo ai ragazzi, per essere testimone del momento in cui si traccia la strada da intraprendere, in cui si fanno le scelte per il futuro. «Avrei una domanda per il presidente dell’Aspo – sussurra una studentessa tra il pubblico, vincendo l’iniziale timidezza -. Io vivo a Olbia 2 e qui non passa l’autobus. Posso venire a scuola solo accompagnata dai miei genitori». Putzu si è giustificato spiegando che il trasporto pubblico è sostenuto da risorse regionali e che si studiano le principali direttrici di traffico per individuare le linee col numero più alto di passeggeri. Stretta applicazione del criterio di economicità. Ma le periferie, spesso, restano senza servizi. Una storia che i ragazzi hanno letto e potranno continuare a leggere sul loro giornale: a casa e in classe.

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