La Nuova Sardegna

Eurallumina, domani un incontro a Roma

Eurallumina, domani un incontro a Roma

Dopo Alcoa, il Mise cerca di rimettere in piedi la raffineria di bauxite di Portovesme, ferma dal 2009

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOVESME. Dopo l’Alcoa si punta a rimettere in piedi Eurallumina, la raffineria di bauxite di proprietà della russa Rusal ferma dal marzo del 2009. Domani ci sarà un incontro a Roma, al ministero dello Sviluppo economico. L’obiettivo, alla luce dell’operazione sull’ex Alcoa – ceduta alla svizzera Sider Alloys –, è riavviare la filiera dell’alluminio in Sardegna. La raffineria di bauxite dove Eurallumina produceva 1,2 milioni di tonnellate di allumina all’anno, la materia prima necessaria per la produzione di alluminio primario, è ferma dal 23 marzo 2009. Accantonato l’originario programma di interventi – che prevedeva la costruzione di una centrale a vapore e l’adeguamento della raffineria per un importo complessivo che superava i 200 milioni di euro – al ministero si discuterà del nuovo progetto. Si tratta di un piano di ammodernamento e miglioramento dell’impianto con un contributo complessivo di 83 milioni di euro (di cui 16 a fondo perduto) a fronte di un investimento complessivo da parte dell’azienda di 160 milioni di euro. Non solo. Invece di costruire una nuova centrale per la produzione di vapore, si punta a un accordo commerciale con l’Enel per la fornitura di vapore dalla vicina centrale elettrice dell’Enel. Per trasportare il vapore prodotto dalla centrale già in funzione basterebbe realizzare una condotta. Secondo i tecnici questa struttura potrebbe essere realizzata in tempi più rapidi e, soprattutto, avrebbe un minor impatto ambientale. «Questo nuovo progetto alleggerisce i carichi ambientali perché elimina una nuova fonte di emissione – spiega Salvatore Cherchi, ingegnere e coordinatore del Piano Sulcis – , inoltre il vapore fornito da Enel equivale a un impegno di 180 megawatt termici contro i 285 megawatt termici di potenza prodotti dalla caldaia inizialmente ipotizzata». Oltre a questi argomenti tecnici, domani a Roma si discuterà anche delle procedure e delle autorizzazioni necessarie per riavviare l’attività. Come ricorda Francesco Garau, segretario generale Filctem, «devono essere risolti gli aspetti che sono in capo alla Regione e che riguardano la valutazione di impatto ambientale e quella di impatto sanitario. Per queste autorizzazioni sono state richieste ulteriori integrazioni e l’azienda sta predisponendo tutta la documentazione necessaria». Con il riavvio dell’attività e la messa in funzione degli impianti è previsto il reinserimento di 357 lavoratori con circa 100 nuove assunzioni, 270 lavoratori degli appalti e altri 200 dell’indotto. Su tutta l’operazione incombe però una nube legata alla proprietà: Rusal e il suo azionista di controllo, Oleg Deripaska, sono al centro delle nuove sanzioni annunciate dagli Stati Uniti.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative