stalking
Picchia la moglie davanti alla figlia
Denunciato un cagliaritano di 28 anni, è accusato di atti persecutori
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CAGLIARI. La picchiava e la insultava anche davanti agli occhi della loro bambina. Per questo una cagliaritana di 31 anni è stata costretta ad andar via da casa e ritornare, con la sua bambina, dai propri genitori. Ma non è bastato neanche questo per convincere il marito, anche lui cagliaritano, 28 anni, a smetterla con quei comportamenti violenti. L’uomo, infatti, dopo che lei è andata via di casa, ha continuato a perseguitarla. La pedinava in strada, le telefonava continuamente e le inviava messaggi minacciosi, a tutte le ore del giorno e della notte. Un incubo per la giovane donna che era costretta a guardarsi le spalle ogni volta che usciva di casa. Un giorno il marito l’ha anche minacciata e aggredita verbalmente in strada mentre passeggiava con due amiche. La 31enne aveva cercato in tutti i modi di convincere il marito a smetterla coi suoi comportamenti molesti. Inutilmente. Anzi, dopo che lei si era trasferita a casa dei suoi genitori, lui era diventato ancora più violento e possessivo. La donna, a quel punto, ha cominciato ad avere paura. A temere che quell’uomo potesse fare qualcosa di irreparabile nei confronti suoi e della sua bambina, pochi anni appena.
Allora ha preso coraggio e si è rivolta ai carabinieri, raccontando il suo inferno. Davanti ai militari si è sciolta in una pianto irrefrenabile ricordando cosa aveva dovuto subire quando viveva in casa con quel marito violento e possessivo. Le percosse e le minacce, ha raccontato la donna ai carabinieri, andavano avanti dal 2016. Due anni di umiliazioni e persecuzioni che lei aveva sopportato anche per il bene della bambina. Ma a un certo punto non ce l’ha fatta più ed è andata via. Ora l’uomo dovrà presentarsi davanti al giudice per rispondere dei reati di atti persecutori e maltrattamenti in famiglia. Per la giovane mamma è la fine di un incubo. (l.on.)
Allora ha preso coraggio e si è rivolta ai carabinieri, raccontando il suo inferno. Davanti ai militari si è sciolta in una pianto irrefrenabile ricordando cosa aveva dovuto subire quando viveva in casa con quel marito violento e possessivo. Le percosse e le minacce, ha raccontato la donna ai carabinieri, andavano avanti dal 2016. Due anni di umiliazioni e persecuzioni che lei aveva sopportato anche per il bene della bambina. Ma a un certo punto non ce l’ha fatta più ed è andata via. Ora l’uomo dovrà presentarsi davanti al giudice per rispondere dei reati di atti persecutori e maltrattamenti in famiglia. Per la giovane mamma è la fine di un incubo. (l.on.)
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