Sara, l’archeologa social che vende le verdure online
La 29enne coltiva ortaggi e funghi nelle campagne ogliastrine con il compagno. «Ricevo l’ordine su Whatsapp e consegno i prodotti ai clienti, a casa o in ufficio»
LANUSEI. Dal produttore al consumatore. Nel vero senso della parola. Quel che un tempo era un efficace e riuscito slogan pubblicitario oggi si è trasformato in una realtà concreta anche grazie ai social. Succede in Ogliastra. Qui Sara Marras, archeologa di Lanusei con la passione per la natura produce ortaggi in campo aperto in un podere terrazzato di 8mila metri quadri a Flumini, nelle campagne di Loceri, e coltiva funghi in una serra a Cardedu. Ogni giorno carica il suo furgoncino e passa dai clienti (spesso li raggiunge nei luoghi di lavoro) a consegnare le verdure che loro stessi hanno ordinato con un messaggio o via WhatsApp.
Archiviata la passione per il passato ha deciso di investire nel futuro. «La nostra è una giovane azienda agricola, che produce funghi e ortaggi, nata circa due anni fa con l’obiettivo di coltivare prodotti in maniera sostenibile e di recapitarli direttamente e gratuitamente al cliente finale» dice Sara che porta avanti questo progetto col sostegno del suo compagno, Matteo Loi, che ha lasciato il posto di lavoro in un cantiere nautico di Arbatax . «Mi sono laureata in archeologia a Pisa, e dopo aver vissuto qualche anno a Milano ho deciso di tornare in Sardegna, e di far nascere qui questa azienda, che in comune con la mia formazione universitaria ha solo il contatto con la terra e l’amore per la propria terra, in senso più ampio» sottolinea la giovane donna.
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La formula degli acquisti via smartphone funziona. Eccome se funziona. «Raccogliamo in giornata le verdure che poi consegniamo a domicilio ai nostri clienti. L’ordine viene effettuato mediante un semplice messaggio Whatsapp, o una chiamata telefonica, dopo aver preso visione del nostro listino prodotti e prezzi inviato ogni settimana». La maggior parte dei loro clienti è venuto a conoscenza del servizio tramite il passaparola, i profili social (Facebook e Instagram) e Terre d’Ogliastra, il sito. Ruolo fondamentale per questa piccola realtà rivestono proprio i social. C’è poi il rapporto diretto con il consumatore. «La scelta di effettuare consegne a domicilio – dice – è nata dalla volontà di instaurare un rapporto diretto con il nostro cliente, che si trova così nelle condizioni effettuare una scelta pienamente consapevole sulla propria alimentazione, conoscendone la provenienza, i modi e le tecniche di coltivazione, e potendo appagare curiosità ed esporre esigenze particolari». La loro è una clientela variegata, composta sia da giovani che da anziani che hanno in comune il fatto di prestare attenzione alla qualità della loro alimentazione, con la comodità di poterlo fare senza alcun sforzo, ricevendo i prodotti a casa o sul proprio posto di lavoro. «Il progetto – sottolinea Sara – nasce quasi per caso dalla volontà di voler investire nel proprio territorio, nell’economia locale, col sogno di creare una maggiore consapevolezza alimentare che porti a creare un futuro più etico e rispettoso dell’ambiente». Succede così che, dopo qualche anno di lavoro a Milano, i risparmi vengano investiti nell’affitto del podere di Flumini.
Le difficoltà riscontrate in questo ritorno alla terra in salsa tecnologica tuttavia non sono mancate. «Una delle difficoltà è stata, ed è tuttora, la scarsa disponibilità di terreni coltivabili». Sara e Matteo sono alla disperata ricerca di altri terreni da coltivare per soddisfare la richieste dei loro clienti. Insomma questa volta la domanda ha superato l’offerta. C’è poi un’altra problematica. «I giovani che vogliono intraprendere questo tipo di carriera - sottolinea – devono conti con l’aspetto economico: i finanziamenti che dovrebbero essere erogati in seguito ai bandi risultano spesso troppo esigui a fronte del numero di domande presentate come nel caso del bando di primo insediamento. Questo fa sì che, solo con i propri risparmi, il creare azienda diventi una scommessa azzardata».Sara comunque non demorde, ora è alla ricerca di nuovi terreni in affitto. Archeologa per formazione, contadina per passione fa parte di quella schiera di rappresentanti del gentil sesso che si cimentano alla guida di piccole aziende agricole che costituiscono un tessuto produttivo importante. E sempre più dopo anni di incontrastato dominio maschile siedono ai vertici anche nelle associazioni di categoria dei coltivatori. Giovani e determinate , nonostante le mille difficoltà hanno scelto di tornare alla terra. Non è un caso quindi se le associazioni di categoria le valorizzino anche in ruoli direttivi. Proprio nel territorio ogliastrino Coldiretti ha investito sulle donne per guidare le sezioni territoriali. Carla Scattu regge il presidio dell’associazione di categoria a Barisardo. Adriana Demurtas e Ilaria Lai guidano rispettivamente le sezioni di Jerzu (un paese con una fortissima vocazione vitivinicola) mentre Ilaria Lai lavora a Perdasdefogu. Tutte loro hanno scommesso sulla campagna. Anche la scommessa «azzardata» di Sara continua. Tra lattughe, cavolfiori e melanzane e l’insostituibile aiuto di Internet.
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