Il punto sulla lotta alla peste suina nell’isola
di Michela Cuccu
A Santa Giusta gli esperti spagnoli che hanno debellato il morbo endemico nella penisola iberica
2 MINUTI DI LETTURA
SANTA GIUSTA. Si farà il punto sulla lotta contro la peste suina e sulle prospettive di un comparto che, in Sardegna, da decenni è fortemente penalizzato dal divieto di esportazione, a «Suinicoltura 2.0», la giornata di studi in programma sabato 12, alle 9,30, al centro civico comunale di Santa Giusta.
La Coldiretti di Oristano ha chiamato a raccolta i maggiori esperti a livello internazionale di peste suina africana. Ci saranno infatti scienziati del calibro di Jose Manuel Sanchez- Vizcaino, docente all’università di Madrid ed esperto internazionale di epidemiologia e medicina preventiva delle malattie infettive animali. Sempre dalla Spagna, dove la peste suina non solo è stata cancellata ma in questi anni è diventato uno dei maggiori paesi produttori ed esportatori di carni suine, arriveranno il direttore generale dell’assessorato all’Agricoltura e allevamento dell’Estremadura, Antonio Cabezas Carcìa, e Idelfonso Gomez Gomez, il più importante allevatore industriale dell’Estremadura. «Sarà interessante confrontare le esperienze della Spagna, che dall’epidemia di peste suina è riuscita a uscire rilanciando il comparto, con la realtà sarda, dove il problema è ancora presente», ha detto ieri, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento, Emanuele Spanò, vice direttore della Coldiretti di Oristano. «I produttori isolani sono danneggiati dal blocco delle esportazioni. Solo in occasione dell’Expo di Milano, per la prima volta dopo 35 anni, la carne di maialetto, sottovuoto, ha varcato il Tirreno». Gli interventi della mattina, coordinati dal direttore regionale di Coldiretti, Luca Saba, saranno aperti da Alessandro De Martini, responsabile unico dell’unità di progetto per l’eradicazione della peste suina, costituito dalla Regione. La giornata di studi affronterà anche i temi del rilancio del comparto che in Sardegna ha un peso notevole. Sono infatti più di 16mila le aziende che allevano suini con 21mila tonnellate di carne prodotta all’anno, che rappresentano meno della metà del consumo locale, pari a 57 tonnellate. Il 63% della carne che arriva sulle nostre tavole, infatti, non è sarda. A tracciare possibili vie di ripresa, ci saranno il direttore dell’associazione nazionale allevatori suini, Maurizio Gallo, l’allevatore sardo Pierluigi Mamusa e Giovanni Battacone dell’università di Sassari. Sarà presente anche l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru. La sessione pomeridiana si aprirà con un incontro fra giovani operatori e tecnici, moderato dal presidente provinciale della Coldiretti, Giovanni Murru, per discutere su come favorire la nascita di nuove imprese giovanili. Concluderà i lavori l’economista Fabio Madau dell’università di Sassari.
La Coldiretti di Oristano ha chiamato a raccolta i maggiori esperti a livello internazionale di peste suina africana. Ci saranno infatti scienziati del calibro di Jose Manuel Sanchez- Vizcaino, docente all’università di Madrid ed esperto internazionale di epidemiologia e medicina preventiva delle malattie infettive animali. Sempre dalla Spagna, dove la peste suina non solo è stata cancellata ma in questi anni è diventato uno dei maggiori paesi produttori ed esportatori di carni suine, arriveranno il direttore generale dell’assessorato all’Agricoltura e allevamento dell’Estremadura, Antonio Cabezas Carcìa, e Idelfonso Gomez Gomez, il più importante allevatore industriale dell’Estremadura. «Sarà interessante confrontare le esperienze della Spagna, che dall’epidemia di peste suina è riuscita a uscire rilanciando il comparto, con la realtà sarda, dove il problema è ancora presente», ha detto ieri, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento, Emanuele Spanò, vice direttore della Coldiretti di Oristano. «I produttori isolani sono danneggiati dal blocco delle esportazioni. Solo in occasione dell’Expo di Milano, per la prima volta dopo 35 anni, la carne di maialetto, sottovuoto, ha varcato il Tirreno». Gli interventi della mattina, coordinati dal direttore regionale di Coldiretti, Luca Saba, saranno aperti da Alessandro De Martini, responsabile unico dell’unità di progetto per l’eradicazione della peste suina, costituito dalla Regione. La giornata di studi affronterà anche i temi del rilancio del comparto che in Sardegna ha un peso notevole. Sono infatti più di 16mila le aziende che allevano suini con 21mila tonnellate di carne prodotta all’anno, che rappresentano meno della metà del consumo locale, pari a 57 tonnellate. Il 63% della carne che arriva sulle nostre tavole, infatti, non è sarda. A tracciare possibili vie di ripresa, ci saranno il direttore dell’associazione nazionale allevatori suini, Maurizio Gallo, l’allevatore sardo Pierluigi Mamusa e Giovanni Battacone dell’università di Sassari. Sarà presente anche l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru. La sessione pomeridiana si aprirà con un incontro fra giovani operatori e tecnici, moderato dal presidente provinciale della Coldiretti, Giovanni Murru, per discutere su come favorire la nascita di nuove imprese giovanili. Concluderà i lavori l’economista Fabio Madau dell’università di Sassari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
