Via libera dal Consiglio alla legge sulla dislessia
La Sardegna era l’unica regione a non avere ancora approvato un testo per il sostegno scolastico
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CAGLIARI. La Sardegna ha cancellato un altro vuoto nella sanità. Era rimasta l’ultima regione a non avere una legge a sostegno di chi è affetto da dislessia, o ancora più nello specifico da “disturbi specifichi nell’apprendimento”. Dopo diversi anni di confronto in commissione, finalmente l’ha approvata all’unanimità. Di fatto è una legge – come ha spiegato il relatore di maggioranza Lorenzo Cozzolino del Pd – che «va a completare quella nazionale del 2010». In cui ai dislessici sono riconosciuti e assicurati, soprattutto nei primi anni di scuola Elementare, diversi interventi per «superare le difficoltà che hanno nello studio, nella scrittura e nei calcoli matematici». Ma per avere la certezza di poter contare ad esempio su un insegnante di sostegno, come previsto dalla legge nazionale, è necessario che la patologia sia certificata da una commissione. Bene, quelle che fanno campo alle Aziende sanitarie hanno tempi d’attesa che arrivano fino a sei-otto mesi, addirittura un anno nel distretto di Cagliari, e quindi è un problema per le famiglie. Per questo la legge regionale ha previsto, anche sulla base di un accordo con il governo, che i certificati possano essere rilasciati anche da medici privati e abbiano la stessa validità di quelli pubblici. In Sardegna la dislessia ha un’incidenza, negli alunni che frequentano la scuola dell’obbligo, del 3,6 per cento: «È una fra le più alte in Italia», ha ricordato in aula Domenico Gallus del gruppo Psd’Az-La Base. Per questo motivo, come sottolineato da Edoardo Tocco, Forza Italia, vicepresidente della commissione sanità, Rossella Pinna del Pd, il Consiglio ha stanziato 150 mila euro l’anno fino al 2020, per una campagna di sensibilizzazione, la diagnosi precoce, e infine altri interventi, compreso il sostegno alle famiglie, per «assicurare pari dignità ai dislessici anche quando raggiungono l’età adulta». L’approvazione della legge è stata commentata come un’ottima decisione dall’Ordine regionale degli psicologi. «Finalmente la Sardegna – scrive la presidente Angela Quaquero – esce dalla posizione di cenerentola e lo fa con una norma che garantisce una nuova porzione di diritto alla salute».
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