La Nuova Sardegna

«Senza di lui la Sardegna ora è più povera»

di Roberto Sanna
«Senza di lui la Sardegna ora è più povera»

Il ricordo dei rappresentanti istituzionali e del mondo culturale: è stato un punto di riferimento per intere generazioni 

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SASSARI. Erano tutti talmente abituati alla sua presenza che pensare di non vedere più il professor Manlio Brigaglia sarà difficile. Il ricordo delle istituzioni e del mondo culturale sardo è ricco di grande rispetto per l’intellettuale e di un affetto immenso per l’uomo.

«Nella nostra casa Manlio Brigaglia è stata una figura essenziale e insostituibile, grandissimo amico di mio padre e brillantissimo compagno in innumerevoli avventure intellettuali e di divulgazione del sapere – sono le parole del presidente della Regione Francesco Pigliaru –. Nella stessa misura intere generazioni hanno cercato di imparare dalla sua scrittura moderna, asciutta, brillante ed efficace. Per me, un magnifico padrino di cresima che insieme a Marisa mi ha accompagnato e stimolato a far bene fin dai primi anni della mia vita. Per la Sardegna un grande intellettuale, curioso e versatile, il cui contributo è stato fondamentale in campi diversi. La sua lezione rappresenta un grande lascito ed è parte integrante del nostro patrimonio storico e culturale». «Perdiamo un pezzo di storia di Sassari ma anche dell'intera Sardegna, un pezzo essenziale, mancherà a tutti, politici, amministratori, giornalisti, studenti e semplici cittadine e cittadini. Da oggi la Sardegna sarà certamente più povera perché perde una delle menti più brillanti, curiose e rigorose che abbia mai avuto – aggiunge il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau –. Un uomo di cultura e voce critica della società contemporanea che non si è mai sottratta al confronto, animando il dibattito politico con interventi puntuali e incisivi. Amava Sassari e conosceva come pochi la sua storia e la sua vera identità, nonostante a Sassari non fosse nato. Durante la mia esperienza da sindaco non sempre ci siamo trovati d'accordo, ma di lui ho sempre mantenuto una grande stima e conservo il ricordo di una persona di raffinata cultura e grande ironia». «È un lutto che colpisce non solo Sassari ma l’isola tutta – dice il sindaco Nicola Sanna–. Il lascito di una personalità come quella di Manlio Brigaglia non è quantificabile. Accanto alle opere storiche resta il peso di un pensiero profondo sulla storia della Sardegna, dei suoi partiti e movimenti politici. Una ricerca, la sua, mai paga, che è stata portata avanti sia in ambito accademico che in ambito giornalistico, e che è stata capace di dare un impulso costante al dibattito culturale. Del professor Brigaglia ho avuto modo di apprezzare l’eleganza, l’ironia, la sagacia, lo spirito sempre pungente ma mai fuori misura. Mancherà molto alla città, una città nella quale ha avuto un ruolo attivo, impegnato. Una città alla quale ha portato lustro e che lo ricorderà, son sicuro, con rispetto e con affetto». Luigi Manconi ha affidato a Facebook il suo breve commento: « Insegnò a molti di noi, sparsi per ogni dove, che dalla provincia si può scrutare meglio il mondo» .«È stato un immenso divulgatore della cultura isolana che sapeva trasmettere con la sua grande competenza e simpatia. Era un piacere ai convegni seguire i suoi interventi, ricchi di curiosità e dettagli, come solo lui sapeva fare – dice il senatore del M5s Ettore Licheri –. Mai una parola fuori luogo, un grande signore, lo voglio dire, oltre che un grande uomo di cultura». «La cosa che mi piace ricordare è qualcosa che resta come punto di riferimento: l’infaticabile attività di “intellettuale militante” , di organizzatore di cultura fino all’ultimo giorno della sua vita , continuando a fare la cosa che forse lo appassionava di più: “fare i libri”, anche quelli degli altri, cioè “pensarli”,seguirli passo passo fino alla tipografia. Senza stancarsi di scrivere, progettare lavori, partecipare a tavole rotonde . Ci mancherà la sua lettura del nostro presente, lucida, disincantata, curiosa, solo apparentemente svagata negli ultimi anni, sul cui peso ironizzava , con quella propensione allo scherzo, anche su se stessi, che “noi galluresi” conosciamo bene» ricorda la docente universitaria Eugenia Tognotti.

Lo scrittore Marcello Fois ha saputo la notizia al Salone del libro di Torino: «Mi sento stranito – dice – , non sono ancora sicuro che sia vero... Lo dico perché è una di quelle persone che sei sempre abituato a vedere, non avevo messo in conto che potesse andarsene. Del resto è sempre stato transgenerazionale, si confrontava con tutte le generazioni, insegnava molto e imparava molto. Spero che se ne sia andato in maniera dolce perché lui era così, una persona molto dolce». «Perdiamo l’ultimo rappresentante di un mondo universitario speciale – commenta Aldo Addis, titolare della libreria Koinè di Sassari e tra gli organizzatori del festival Èntula –. E il dolore per la sua scomparsa è accompagnato dalla certezza e dall’amarezza che rimpiangeremo quella generazione». «Se ne va un mondo, quello di una vecchia Sassari che solo lui sapeva raccontare – aggiunge la scrittrice Bianca Pitzorno –. È stato il mio insegnante, poi siamo diventati amici, mi seguiva come scrittrice e a volte mi criticava. Due anni fa lo invitai a presentare un mio libro, nel pubblico c’erano tante mie compagne di classe: sembrava un’interrogazione dei tempi della scuola». «Se ne è andato il giorno della presentazione del mio film “Uno sguardo alla Terra” dove lui è il protagonista, anzi la figura portante del film – dice il regista Peter Marcias – . Mi ha raccontato la Sardegna dei miei nonni e la Sardegna di Fiorenzo Serra, ed è un grande privilegio». «Sassari perde una figura importante – commenta Stefano Mancini, presidente della Cooperativa Teatro e/o Musica –. La mia giornata cominciava sempre con la lettura della sua rubrica sulla “Nuova”, mi mancherà». «Manlio Brigaglia per me era la voglia di vivere, accettava tutti gli inviti e sapeva mettersi in gioco con un’energia che non trovavo nemmeno nei ragazzini» ricorda Barbara Vargiu, organizzatrice di festival.

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