Madonna di Bonaria ecco il libro dei miracoli
di Luciano Onnis
Ritrovato il testo del 1592 sottratto dall’archivio diocesano negli anni Settanta La documentazione ricostruisce il processo canonico di santificazione
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CAGLIARI. Se non è un miracolo, poco ci manca: dopo quasi mezzo secolo una preziosa documentazione d’archivio del 1592 – sottratta furtivamente all’Archivio storico diocesano di Cagliari verso l’inizio degli anni Settanta e riguardante il processo canonico con cui l’arcidiocesi di Cagliari riconobbe ufficialmente la storia e i miracoli attribuiti alla statua di Nostra Signora di Bonaria – è stata recuperata dai carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale del capoluogo e riconsegnata in forma ufficiale al direttore dell’archivio don Ferdinando Loddo.
È stata una restituzione solenne e con tutti i crismi del caso, presenti l’arcivescovo Arrigo Miglio, il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Luca Menniti, e il procuratore del tribunale di Cagliari Maria Alessandra Pelagatti, titolare delle indagini sul furto in archivio vescovile. Adesso tutta la voluminosa documentazione sulla santificazione e i miracoli della madonna di Bonaria andrà a rioccupare il posto che gli compete fra i reperti storici custoditi nell’archivio diocesano.
Il furto venne compiuto durante il trasferimento dell’Archivio arcivescovile di Castello all’attuale sede di via Monsignor Cogoni. Ma solo nell’ottobre del 2017, il direttore dell’archivio, don Ferdinando Loddo, si accorse durante un aggiornamento inventariale dell’ammanco del prezioso fascicolo intestato “Informacion recebida sobre la invencion y milagros de la santa imagen de la santissima virgen de buenayre”, scritto in catalano e relativa traduzione in italiano. Immediata la denuncia ai carabinieri e così è entrato in azione il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale comandato dal maggiore Paolo Montorsi. Le indagini si focalizzarono su persone che erano solite frequentare per ricerche e consultazioni gli archivi vescovili, e in particolare su un grande appassionato della storia della Madonna di Bonaria, deceduto però agli inizi del 2000.
Gli investigatori hanno proseguito le ricerche coinvolgendo gli eredi del defunto ed è stato uno di questi, che controllando i beni ereditati dal congiunto scomparso, ha trovato la straordinaria documentazione su Nostra Signora di Bonaria e lo ha consegnato spontaneamente al maggiore Montorsi. A quel punto sono state effettuate dai qualificati esperti della Soprintendenza Archivistica di Cagliari le accurate verifiche per stabilire l’ autenticità dell’intero fascicolo dall’inestimabile valore storico e devozionale, unico nel suo genere poiché la Madonna di Bonaria è la patrona dell’intera Sardegna. Le verifiche hanno dato esito positivo: una volta accertato che i documenti del processo canonico erano proprio quelli originali, è stato ritenuto giusto procedere, ieri, alla restituzione ufficiale della documentazione all’Archivio storico diocesano.
Con tanto di ringraziamenti ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio da parte dell’arcivescovo Miglio e di un felicissimo don Loddo.
È stata una restituzione solenne e con tutti i crismi del caso, presenti l’arcivescovo Arrigo Miglio, il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Luca Menniti, e il procuratore del tribunale di Cagliari Maria Alessandra Pelagatti, titolare delle indagini sul furto in archivio vescovile. Adesso tutta la voluminosa documentazione sulla santificazione e i miracoli della madonna di Bonaria andrà a rioccupare il posto che gli compete fra i reperti storici custoditi nell’archivio diocesano.
Il furto venne compiuto durante il trasferimento dell’Archivio arcivescovile di Castello all’attuale sede di via Monsignor Cogoni. Ma solo nell’ottobre del 2017, il direttore dell’archivio, don Ferdinando Loddo, si accorse durante un aggiornamento inventariale dell’ammanco del prezioso fascicolo intestato “Informacion recebida sobre la invencion y milagros de la santa imagen de la santissima virgen de buenayre”, scritto in catalano e relativa traduzione in italiano. Immediata la denuncia ai carabinieri e così è entrato in azione il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale comandato dal maggiore Paolo Montorsi. Le indagini si focalizzarono su persone che erano solite frequentare per ricerche e consultazioni gli archivi vescovili, e in particolare su un grande appassionato della storia della Madonna di Bonaria, deceduto però agli inizi del 2000.
Gli investigatori hanno proseguito le ricerche coinvolgendo gli eredi del defunto ed è stato uno di questi, che controllando i beni ereditati dal congiunto scomparso, ha trovato la straordinaria documentazione su Nostra Signora di Bonaria e lo ha consegnato spontaneamente al maggiore Montorsi. A quel punto sono state effettuate dai qualificati esperti della Soprintendenza Archivistica di Cagliari le accurate verifiche per stabilire l’ autenticità dell’intero fascicolo dall’inestimabile valore storico e devozionale, unico nel suo genere poiché la Madonna di Bonaria è la patrona dell’intera Sardegna. Le verifiche hanno dato esito positivo: una volta accertato che i documenti del processo canonico erano proprio quelli originali, è stato ritenuto giusto procedere, ieri, alla restituzione ufficiale della documentazione all’Archivio storico diocesano.
Con tanto di ringraziamenti ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio da parte dell’arcivescovo Miglio e di un felicissimo don Loddo.
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