La Nuova Sardegna

ALL’ASINARA SERVE SUBITO L’ACQUA POTABILE

di DANIELA SCANO
ALL’ASINARA SERVE SUBITO L’ACQUA POTABILE

All’Asinara l’acqua potabile è sempre stata una chimera. Nel terzo millennio, accade che una parte del territorio italiano debba contare esclusivamente sulle proprie scorte idriche. Si chiama sistema...

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All’Asinara l’acqua potabile è sempre stata una chimera. Nel terzo millennio, accade che una parte del territorio italiano debba contare esclusivamente sulle proprie scorte idriche. Si chiama sistema idrico integrato che vuol dire, «finché ce n’è bevi e ti lavi, quando non ce n’è più ti arrangi».

Ogni anno, con le rondini, in primavera all’Asinara arrivano i problemi. L’acqua potabile scarseggia e i visitatori vengono invitati a dotarsi di bottigliette. Il fatto, spiegano gli esperti e comprendono i profani, è che i serbatoi all’Asinara devono essere alimentati con l’acqua necessaria e che le scarse risorse naturali di un’isola di 52 chilometri quadrati non bastano. Non che ci voglia molto per risolvere il problema: un po’ di soldi, un po’ di buona volontà e un tubo sottomarino neppure troppo lungo. Anche il piano delle Acque della Sardegna precisatva, fin dal 2006, la necessità di collegare la rete idrica dell’isola parco con quella della vicinissima Sardegna.

I denari per farlo ci sono, oltre tre milioni di euro, ma nessuno riesce a spenderli perché nessuno se ne occupa veramente. Abbanoa, che pure di reti colabrodo se ne intende, all’Asinara ha gettato la spugna molti anni fa. Il Comune di Porto Torres, incaricato nel marzo del 2017 di gestire la progettazione e l’esecuzione dei lavori di sistemazione dell’impianto, in attesa di farlo ha incaricato la sua società in house di eseguire la manutenzione ordinaria delle vecchie tubature.

Risultato: l’estate sta per arrivare, nessun lavoro è stato fatto e nel monopoli della burocrazia il caso Asinara ritorna alla casella del “via”. E trascina indietro con sé i progetti di sviluppo turistico. Ogni anno così, ma è arrivato il momento di finirla e di accelerare. Un geniale burocrate degli anni ottanta definì l’acqua, in una relazione, “il prezioso liquido stagionale”. Doveva essere andato in gita all’Asinara.



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