Autodeterminatzione, Lilliu nuova portavoce
Gli indipendentisti scelgono una nuova guida dopo le dimissioni di Muroni: in campo per le regionali
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CAGLIARI. È innegabile. A marzo il Progetto Autodeterminatzione si aspettava un bel po’ di voti in più rispetto ai ventimila con cui ha chiuso alla fine le Politiche. Ma «in appena due mesi di campagna elettorale, il nostro è stato un miracolo di cui andiamo fieri e siamo convinti che quello sia stato solo l’inizio». La sfida va avanti. Con quest’auspicio, l’alleanza indipendentista ha aperto quella che il consigliere regionale dei Rossomori, Emilio Usula, ha definito la fase due: «Il prossimo obiettivo saranno le Regionali del 2019 e siamo già in azione nei territori. Alle amministrative di giugno appoggeremo diverse liste civiche in cui sono presenti candidati indipendentisti. Poi, ancora una volta, ci presenteremo da soli, lontanissimi dai soliti schemi destra, centro e sinistra. Cioè da tutti quei partiti italiani che finora hanno devastato la Sardegna». Certo, qualche contraccolpo per il risultato elettorale di marzo c’è stato. A cominciare dalle dimissioni volontarie del primo portavoce, era il giornalista Anthony Muroni, per proseguire con l’addio del gruppo Comunidades, avrebbe voluto che quelle dimissioni fossero respinte ma così non è stato. «Appartiene tutto al passato», ha detto il presidente Fabrizio Palazzari, eletto pochi giorni fa dall’assemblea formata dai movimenti Gentes, Sardegna possibile, Rossomori, Sardinia Natzione, Irs e Liberu, più i Radicali sardi, che si sono uniti dopo le Politiche. Oltre ad avere un nuovo vertice, la portavoce è Stefania Lilliu, il Progetto s’è dato soprattutto uno statuto. «È il patto da cui vogliamo partire – ha detto Palazzari – per arrivare all’autogoverno della Sardegna». Per poi aggiungere: «È in atto un processo inarrestabile. Sempre più sardi sono convinti che l’autodeterminazione sia l’unica strada per liberarci dal giogo romano». L’alleanza è pronta ad accogliere altri movimenti che professano l’indipendentismo, ma Usula ha precisato: «Non il Partito dei sardi. Sta ancora nel centrosinistra, però fa le bizze ogni giorno, ma non si capisce cosa voglia fare in futuro». Un’ultima domanda: il simbolo del Progetto continuerà a essere «su carrabusu», lo scarabeo? «Vedremo. È tutto in evoluzione», ha detto Gavino Sale di Irs.
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