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Segretario e alleanze il Pd va in ordine sparso

Segretario e alleanze il Pd va in ordine sparso

Domani assemblea ad Abbasanta per decidere il futuro dopo il ko del 4 marzo Correnti sempre divise: Cucca pronto a lasciare ma no a primarie immediate

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SASSARI. Il Pd sardo continua a navigare a vista. A due mesi e mezzo dalla batosta che l’ha ridotto in macerie il partito non ha ancora deciso come affrontare il dopo Cucca. Il passo indietro annunciato dal segretario regionale sembra per ora l’unica certezza, ma su quello che accadrà dopo nessuno ha le idee chiare. O meglio ogni corrente ha un sua idea che, però, non si collima con quelle delle altre due. E così domani ad Abbasanta, dove il Pd si ritroverà per l’ennesima assemblea del dopo voto, le tre anime dem proveranno a trovare una sintesi che al momento appare lontana. Il segretario Giuseppe Luigi Cucca, sostenuto dai renziani e dal gruppo degli ex Ds che a livello nazionale si rifanno a Orlando, si dice pronto a lasciare l’incarico a un traghettatore indipendente dalle correnti che guidi il partito fino al congresso straordinario da tenersi in autunno. Una proposta bocciata dai soriani, che invece puntano alla convocazione immediata delle primarie per eleggere un nuovo segretario. La pensa come Soru anche Dolores Lai, l’ex assessore alla Cultura di Sassari, finora unica candidata ufficiale alla segreteria del Pd e sostenuta appunto dall’ex governatore. C’è poi l’area Cabras Fadda, che propone un referendum tra gli iscritti per rendere il Pd sardo autonomo da quello romano. Un partito indipendente le cui decisioni dovrebbero prendersi tutte lontano dal Nazareno. Il nome per il dopo Cucca potrebbe essere Pietro Morittu, attuale vicesegretario.

Tre proposte, dunque, su cui il Pd dovrà per forza trovare una sintesi. Anche perché le elezioni regionali sono alle porte e il centrosinistra, se vuole essere competitivo con centrodestra e M5s, deve ritrovare l’unità sepolta da continui sgambetti e polemiche. Ma anche sulle alleanze non c’è unione di intenti tra le varie anime del Pd. Soru, in più di un’occasione, ha ribadito il suo no al Partito dei sardi guidato da Paolo Maninchedda, mentre ha aperto al ritorno nel centrosinistra dei Rossomori, che però hanno declinato l’invito. Il Pds, invece, è un interlocutore privilegiato dell’area Cabras Fadda. Lo testimonia la presa di posizione dell’ex assessore regionale Nardino Degortes, uomo di punta della corrente in Gallura. «Dopo Ottana è partito un dibattito sul futuro della Sardegna che merita di essere alimentato e partecipato – dice Degortes –. Occorre rompere l’isolamento in cui la sinistra sarda si sta collocando e dialogare con voi e con tutti coloro che ne abbiamo interesse e voglia, sui temi del governo e dell’autogoverno della Sardegna». Anche l’ex senatore Luciano Uras, esponente di spicco di Campo progressista, gli ex Sel che hanno come leader Massimo Zedda, propone, sempre sul blog di Maninchedda, «una grande confederazione politica dei sardi». (al.pi.)

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