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Cisl: istruzione, isola fanalino di coda

Cisl: istruzione, isola fanalino di coda

Il segretario Carta: «Servono progetti contro la dispersione scolastica»

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SASSARI. Pochi diplomati, pochissimi laureati e record di ragazzi che abbandonano la scuola. «Il sistema formativo in Sardegna è in profonda crisi – dice Gavino Carta, segretario regionale della Cisl – Ci vuole un progetto, bisogna investire nell’istruzione e, più ingenerale, nella formazione».

«In Sardegna più della metà della popolazione non ha nè laurea né diploma – ricorda Carta – Peggio di noi fanno solo Sicilia e Puglia». Per non parlare della dispersione scolastica. «Come sottolineano le ultime indagini dell’Istat uno studente su tre non prosegue gli studi dopo la licenza media oppure abbandona durante i primi anni della scuola superiore». Per il segretario della Cisl i progetti messi in campo negli ultimi anni non stanno dando i risultati attesi. «I laureati sono pochi. In Sardegna solamente il 23,6% delle persone tra i 30 e i 34 anni ha un’istruzione universitaria. Nella graduatoria dell’istruzione universitaria delle regioni italiane la Sardegna è diciottesima, quindi tra le meno istruite». L’altra faccia della medaglia è che il titolo di studio prevalente è quello di scuola media. «Sempre secondo l’Istat, il 50% della popolazione sarda tra i 25 e i 64 anni ha conseguito come titolo di studio più elevato il diploma di scuola secondaria di primo grado. Un dato, che colloca la Sardegna in testa alla classifica tra le regioni meno istruite».

Altro tasto dolente è la dispersione scolastica. «Nel 2017 la Sardegna è la prima regione in Italia per abbandoni scolastici. Il 21,2% della popolazione tra i 18 e i 24 anni, infatti, non ha titoli superiori alla terza media, non è in possesso di qualifiche professionali, né frequenta corsi scolastici o attività formative – ricorda Carta – Nel 2016 il dato era decisamente migliore (18,1%), ben 4,7 punti in meno rispetto al 2015 e 5,4% inferiore al 2014. La risalita del 2017 vuol dire che c’è un problema strutturale sul quale bisogna intervenire con urgenza». E poi i Neet, cioè i giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non seguono corsi di formazione: «In Sardegna la percentuale è del 29%».

«Questi dati fotografano una situazione che il pur lodevole progetto iscol@, non ha purtroppo neppure scalfito – conclude Carta – Il problema scuola in Sardegna, infatti, non è solo l’inadeguatezza dell’edilizia scolastica, ma, la rete dei trasporti ed altro ancora».



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