La Cgil contro Pigliaru: «Nessun passo in avanti»
di Vincenzo Garofalo
Per il sindacato «non può esserci sviluppo se non parte la chimica verde» L’assessora Piras: «Ci sono risorse per lo sviluppo dell’intero nord Sardegna»
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SASSARI. L’incontro organizzato a Sassari dalla Regione per presentare le procedure delle manifestazioni d’interesse per la riconversione e riqualificazione industriale nell’area di crisi complessa di Porto Torres si è trasformato in un j’accuse contro Francesco Pigliaru. A trascinare sul banco degli imputati il presidente della Regione è la Cgil: «Il presidente Pigliaru non è interessato allo sviluppo dell’industria a Porto Torres», attacca Massimiliano Muretti, componente della segreteria confederale di Sassari, con delega all'industria e all'organizzazione. «Questo incontro di oggi ne è la palese dimostrazione, perché se prima la Regione non convoca Eni per siglare un nuovo accordo di programma, così come era stato annunciato un anno fa dallo stesso Pigliaru, allora qua oggi si fa semplicemente un esercizio scolastico», continua Muretti. «Perché non ci sono qua oggi i rappresentanti di Eni? Quelli che hanno potere decisionale intendo. Perché non c’è nessuno della Ep della centrale termoelettrica di Fiumesanto? Non basta dire che sono stati invitati. Se non ci sono è perché non sono interessati a investire nell'area di crisi complessa. Non ci sono perché questo incontro non è stato organizzato con la necessaria spinta politica, spinta che poteva e doveva dare il presidente Pigliaru», dice rivolgendosi alla platea e all'assessora regionale all'Industria, Maria Grazia Piras, seduta al suo fianco e alquanto allibita. «Per l’area industriale di Porto Torres sono stati presi impegni e qualcosa di importante è stato fatto grazie alle persone come lei assessora, presenti qui oggi. Ma non basta è necessario un vero intervento della Regione nei confronti di Eni e questo lo deve fare il presidente Pigliaru», va avanti il rappresentante della Cgil. «Il presidente Pigliaru, benché sollecitato più volte da noi, non ha mai voluto convocare Eni per discutere seriamente e concretamente della riscrittura dell’accordo di programma sulla chimica verde. Ma su questo tema non sente, o meglio non ascolta. E se viene a mancare il cuore pulsante dell’industria a Porto Torres, quali tipi di investimenti privati o pubblici si pensa che possano andare a buon fine a lungo termine?». In sala per L’Eni ci sono il responsabile della produzione di Matrica, Luca Baraccani, e il responsabile del personale, Davide Demelas, che non battono ciglio. L’assessora Piras, invece, prima la butta sul «capisco che siamo già in campagna elettorale», poi risponde a Muretti dicendo che «questo tavolo è sì un momento dovuto, un passaggio tecnico al quale ho voluto partecipare per capire cosa gli imprenditori vogliono fare e di cosa abbiano bisogno. Sulla chimica verde c’è un piano e quindi non mi aspetto che i player coinvolti si allontanino da questo progetto generale. La loro assenza qua oggi non vuol dire che non siano interessati agli investimenti nell’area di crisi complessa. La Giunta li incontra costantemente, certo è un momento difficile nei rapporti con Eni, Versalis, Matrica, ma lo stiamo affrontando con fermezza, perché siamo convinti che la chimica verde sia una vera opportunità. L’assessorato e la presidenza sono molti attenti affinché questa opportunità non vada persa». E con l’incontro di ieri alla Camera di commercio di Sassari, Regione e Invitalia vogliono invitare istituzioni e piccole e grandi imprese a partecipare a questa opportunità. Partecipare tramite le “call”, le "chiamate" per le manifestazioni di interesse relative ai progetti di riconversione e riqualificazione industriale a Porto Torres e Portovesme promosse dal ministero dello Sviluppo economico. Le “call” saranno pubblicate sui quotidiani il 5 e 8 giugno e si potrà rispondere presentando una manifestazione di interesse entro un mese. Le proposte saranno valutate e serviranno per stabilire la qualità e la quantità degli strumenti e dei finanziamenti che il Mise metterà a disposizione di ciascuna area di crisi complessa. «Ci sono ben 96 lotti immediatamente disponibili, distribuiti su 65 ettari dell’area industriale di Porto Torres e Sassari, che possono essere utilizzati per nuovi insediamenti produttivi e per riqualificare il tessuto imprenditoriale della zona e, soprattutto, ci saranno risorse nazionali e regionali che potranno essere incanalate per lo sviluppo dell’intero nord ovest della Sardegna», spiega l’assessora, che per illustrare la procedura agli imprenditori e alle istituzioni presenti all’incontro ha avuto l’appoggio del responsabile sviluppo di Invitalia, Corrado Diotallevi, e del referente per l’attuazione del piano di riconversione e riqualificazione industriale, Roberto Saba. Oggi a Carbonia sarà presentata la ‘call’ per l’area di Portovesme, in pubblicazione l’8 giugno.
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