Movida e rumore, uno sportello che fa sperare
Lo svago e le imprese da una parte, il riposo e la salute dei cittadini dall'altra: l'organismo di conciliazione di Alghero è una buona notizia
Aspettando l'estate, fa ben sperare l'apertura ad Alghero di uno sportello di conciliazione sul rumore. E non solo i residenti della città del corallo, uno dei gioielli della corona del turismo sardo, ma tutti coloro che vivono nelle località di mare o nelle zone delle città dove batte il cuore della movida. Cittadini sottoposti, la sera e la notte, a una pressione sonora costante in cui confluiscono, specie nei giorni prefestivi e festivi, le urla, gli schiamazzi, il vociare e la presenza costante di centinaia di persone. Più, naturalmente, l'impressionante bombardamento di decibel sparato dalle casse acustiche di bar e locali che fanno musica all'aperto. A cui si aggiungono, nelle ore notturne, rumorose processioni di scooter e di auto, manifestazioni, spettacoli, rassegne musicali di vario genere: una cascata di rumori rompi timpani che disturbano la quiete e il sonno di tanti cittadini e turisti/villeggianti che inondano di proteste i Comuni e i quotidiani locali: basterebbe, senza andare troppo lontano, scorrere la rubrica delle lettere della Nuova, tra giugno e settembre, per avere una chiara percezione dell'escalation della conflittualità creata dal rumore in questi ultimi anni.
Si tratta di una questione in cui entrano in campo e si fronteggiano diritti contrastanti: quello alla tranquillità e al riposo (che ha implicazioni dirette sulla salvaguardia della salute) e quello allo svago, al divertimento e alla realizzazione di attività ricreativo-turistiche da parte di imprenditori, gestori di bar e titolari di locali ed esercizi pubblici. Tentare di conciliare le due esigenze è tutt'altro che facile, ma è quello che si sta tentando di fare in varie parti dell'Italia turistica, con prove di dialogo tra tutti i soggetti interessati (istituzioni, categorie economiche, associazioni di cittadini, enti di controllo e forze di polizia) per stipulare protocolli d'intesa e stabilire modalità di comportamento condivise. Importante il ruolo dei comuni. Se da una parte forniscono le autorizzazioni per le attività (anche temporanee) che possono produrre rumore, dall'altra, su segnalazione dei cittadini, possono effettuare direttamente controlli sul rispetto dei livelli di rumore. O richiedere ai tecnici dell'Arpas misure fonometriche per verificare le violazioni delle norme che dovrebbero salvare almeno una parte della notte dai decibel in eccesso (il limite di tolleranza stabilito dall'Ufficio regionale per l'Europa dell'Oms è 40 ). Sarebbe già qualcosa, a vantaggio della convivenza civile e del rispetto per gli altri, se quella soglia, fissata per legge, non fosse sorpassata e i limiti di legge o previsti nelle autorizzazione (in caso di deroghe) fossero rigorosamente rispettati. Fonte di massima conflittualità durante l'estate, specie nelle aree turistiche, il rumore del traffico stradale, ferroviario e aereo, in continuo aumento in molti Paesi europei, è un nemico invisibile, tutto l'anno e minaccia la salute e la qualità della vita di un cittadino su 5.
È un fatto: l'inquinamento acustico è diventato, in questo nostro tempo, un problema ambientale di prima grandezza dopo quello atmosferico, che investe la collettività a tutti i livelli, a cominciare dalla salute. Gli studi epidemiologici in varie realtà densamente popolate, danno conto dei danni sia fisici che psicologici provocati dal rumore, in particolare quello notturno: ipertensione, perdita di udito, insonnia, problemi cardiaci, stress e ansia negli adulti, disturbi dell'apprendimento e del sonno nei bambini. In questo mondo assediato dal rumore, c'è chi studia il modo di ascoltare 'il suono' dell'assenza di rumore. Una studiosa di psicoacustica ed effetti sonori dell'Università tecnica di Berlino ha installato, con il suo gruppo di ricerca, un muro fonoassorbente e dispositivi che proiettavano il canto degli uccelli sulle panchine in un piccolo parco, al centro di quella città, con livelli di rumore che superavano i 60 decibel.
Che dire? Speriamo che il futuro ci riservi altre strade per non farci sommergere dal rumore e farci dimenticare la magia del silenzio .
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