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Sos dei professionisti: servono poche regole e Puc adeguati al Ppr

Sos dei professionisti: servono poche regole e Puc adeguati al Ppr

Ingegneri, architetti e geometri propongono le correzioni  «La priorità è limitare la burocrazia che allunga i tempi»

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CAGLIARI. Ingegneri, architetti e geometri, per loro l’urbanistica è pane quotidiano. Ecco perché, nell’aula della commissione del Consiglio regionale, hanno annunciato: «Fra qualche settimana, presenteremo un dettagliato dossier sulla bozza presentata dalla giunta». Nel frattempo, a voce, gli Ordini professionali hanno detto da subito quello che va bene o andrebbe corretto prima del voto finale. Per gli ingegneri, ad esempio, sono esagerati i 113 articoli annunciati dalla Regione. «In alcune parti – hanno detto – è una legge fin troppo dettagliata, in altre troppo generica. Dovrebbe essere molto più snella e semplice, per evitare che un domani finisca intrappolata nella giungla delle interpretazioni. Noi chiediamo poche regole, ma chiare su quello che può o non essere costruito». Sempre per gli ingegneri l’articolo sulle grandi opere (pare destinato a essere cassato) non va bocciato a priori, purché siano fissati paletti precisi su qualità architettonica, armonia con il paesaggio e sostenibilità. Per poi spiegare meglio il concetto: «Visto che qui si parla di progetti fuori scala è indispensabile seguire i più avanzati protocolli nazionali e internazionali. Non servono imposizioni dell’ultimora, basta seguire tutte le buone pratiche che altrove hanno funzionato». Poi hanno spazzato via un’illusione, questa: «È giusto ridurre al minimo il consumo del suolo e riqualificare gran parte del patrimonio immobiliare, ma non è realizzabile». Perché? «Perché troppi Comuni costieri non hanno ancora adeguato i Piani urbanistici al Piano paesaggistico regionale e quindi in quei territori, se non cambierà qualcosa, continueranno a essere possibili solo interventi conservativi e nient’altro». Infine ingegneri e architetti hanno preso di petto il problema dei problemi: la burocrazia. «Va bene che ci sia un regolamento edilizio unico e valido dappertutto. Però poi dovranno essere uniformi anche i pareri dei diversi uffici regionali, o altrimenti mai potranno essere ridotti i tempi, oggi troppo lunghi, per l via libera amministrativo ai progetti». Anche per i geometri è indispensabile che la nuova legge riduca al massimo la discrezionalità dei vari Uffici tecnici pubblici. «Senza un intervento deciso su questa matassa – hanno detto – rischiamo ancora una volta di bloccare lo sviluppo e aumentare il contenzioso». È quindi indispensabile che «siano semplificate al massimo le procedure per permettere ai Comuni di approvare i Piani urbanistici, concentrando poi in un un’unica sede il parere successivo dei diversi uffici regionali». Il resto delle osservazioni sulla legge, hanno ribadito gli ingegneri, arriveranno col dossier: «Lo presenteremo entro la fine del mese dopo che, in questi mesi, abbiamo sottoposto il testo a un referendum fra gli iscritti». Solo allora si saprà se per i tecnici dell’urbanistica questa è una legge buona, oppure bisognerà «ancora metterci mano». (ua)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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