La Nuova Sardegna

Sassari riporti in città i servizi dislocati fuori

Antonietta Mazzette
Sassari riporti in città i servizi dislocati fuori

Buona cosa trasformare il carcere di San Sebastiano in cittadella giudiziaria. E' l'occasione per restituire un ruolo a questa parte del centro

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L'annuncio che gli aspetti burocratici connessi alla trasformazione dell'ex carcere di San Sebastiano in cittadella giudiziaria, si stiano, via via, risolvendo, è cosa buona. I tempi per l'avvio dei lavori non sembrano vicini, ma possiamo utilizzare al meglio il cosiddetto "tempo di mezzo", anzitutto, bandendo un concorso internazionale di idee che riguardi gli aspetti strutturali, ma anche l'uso culturale e di memoria che potrebbe essere fatto di una parte della struttura; in secondo luogo, ragionando su come può essere rifunzionalizzata nel suo complesso questa parte della città, in un'ottica di area vasta.Ebbene, in merito a questo secondo aspetto, suggerisco due ipotesi: 1. riportare in quest'area centrale alcuni servizi ora dislocati al di fuori della città compatta. Servizi che sono stati dispersi negli anni '80, seguendo l'onda politica del decentramento, mai realizzato compiutamente e che, quindi, ha di fatto complicato la vita dei cittadini, invece che agevolarla, anzitutto accentuando il pendolarismo territoriale, prevalentemente quello connesso all'uso del mezzo privato; 2. rendendo questi servizi realmente accessibili a tutti i cittadini, a quelli che risiedono nella città compatta e a quelli che vivono nella città dispersa.

Dove collocare questi servizi? Orbene, segnalo la presenza di immobili di proprietà pubblica che da tempo sono vuoti, alcuni dei quali vanamente in vendita (ad esempio, la ex sede del catasto in via Roma) e che, invece, potrebbero essere acquisiti dagli enti locali (comune e provincia) a costo zero, a condizione che i nostri rappresentanti aprano con gli organi statali competenti una seria trattativa. Come si può comprendere, riportare servizi nel cuore della città avrebbe un'immediata ricaduta positiva in termini di rilancio economico e di presidio sociale. Come rendere accessibili questi servizi e, nel contempo, non rendere ulteriormente caotica questa parte della città? Partendo da ciò di cui il territorio urbano ed extra-urbano dispone, attuando finalmente la rete tramviaria territoriale per renderla l'asse portante dell'intero trasporto pubblico, così come era stata ideata nell'originario Piano sulla mobilità (PUM), approvato ben dieci anni or sono e che, peraltro, aveva ripreso il disegno del 1995, grazie al quale si erano ottenuti i primi finanziamenti europei. In merito, così recita la relazione finale del PUM: «Con il Piano Regionale di Sviluppo sono stati definiti i ruoli e le funzioni da assegnare alla rete territoriale delle ferrovie in concessione. Tale rete, da riqualificare come tranvia di interconnessione delle polarità principali dell'area vasta sassarese viene individuata come asse portante del trasporto pubblico».

Qual è il punto di raccordo di questa rete tranviaria più vicino agli assi viari più importanti, a partire dall'asse piazza d'Italia/via Roma e da quello di viale Italia? La stazione ferroviaria, da cui possono diramarsi tanto navette che frequentemente attraversano la città, quanto la cosiddetta metropolitana di superficie che arriva fino a San Pietro. In questo quadro, può essere contemplata anche la possibilità di realizzare piste ciclabili, con postazioni nella piazza antistante la stazione, così come avviene in gran parte delle città europee (piccole o grandi che siano). Utilizzo l'espressione "parte centrale della città" e non centro storico perché, nonostante quest'ultimo possa ricavare immediati benefici dal ridare senso e vita alla Stazione di Sassari, ciò nonostante, non sarebbe sufficiente per sanare i differenziati problemi sociali presenti, quale quello dello stato delle abitazioni. Problemi che meriterebbero riflessioni ad hoc.

Per concludere, se si vuole far uscire Sassari dal suo stato di crisi, è necessario partire dalle occasioni che si presentano (e la possibilità di trasformare l'ex carcere in un centro di funzioni giudiziarie è certamente un'occasione importante), ma collocando ogni singolo intervento in un'idea più generale di città futura.

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