referendum
Insularità, un tour a caccia di firme
La battaglia del comitato promotore sbarca anche nella penisola
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SASSARI. Prosegue con successo in tutta Italia la raccolta di firme per sostenere la proposta di legge in favore dell’insularità. E questo soprattutto grazie all’impegno degli emigrati sardi che hanno deciso di condividere la battaglia per l’inserimento in Costituzione del principio di insularità. In queste ultime settimane le iniziative sono state tantissime. Un vero e proprio tour che ha toccato sinora nove grandi città italiane, da Roma a Torino a Milano. Sabato, invece, è stata la volta di Genova e del circolo “Sarda Tellus”, uno dei più entusiasti nel sostenere le ragioni alla base della proposta di legge. All’incontro, organizzato dalla presidente del circolo, Lucia Cireddu, ha partecipato anche il consigliere regionale sardo Michele Cossa, che fa parte del comitato promotore. È stato proprio lui a spiegare perché si è passati dal referendum alla proposta di legge costituzionale. «La Sardegna non vuole elemosine, ma il riconoscimento da parte dello Stato della pesante penalizzazione che deriva dal fatto di essere un’isola – ha spiegato Cossa – . Il resto degli italiani vede la Sardegna soprattutto come un luogo di vacanze, dove la qualità della vita è eccellente, e questo è un fatto molto positivo. Tuttavia con questa raccolta di firme vogliamo dare un messaggio forte alla comunità nazionale: la Sardegna può crescere e raggiungere l’indipendenza economica solo se avrà le stesse opportunità delle regioni di terraferma, soprattutto per ciò che concerne il recupero del gap delle infrastrutture, a partire da strade e ferrovie, la continuità territoriale aerea e navale e il costo dell’energia». Lucia Cireddu ha poi insistito sulle criticità dei collegamenti: «Costi troppo alti scoraggiano gli emigrati a tornare in Sardegna e questo è un peccato». All’incontro ha preso parte anche il consigliere comunale di Genova Claudio Villa, tra gli amministratori del capoluogo ligure che hanno dato la disponibilità ad autenticare le firme che il circolo sta raccogliendo. «La comunità degli emigrati sardi è la più numerosa in città – ha ricordato Villa – Non solo è perfettamente integrata ma da sempre i sardi a Genova sono in prima linea quando si tratta di impegno sociale e culturale. Anche per questo sono convinto della necessità di sostenere questa iniziativa, perché si tratta di una battaglia di civiltà e non di una sterile rivendicazione». Altre iniziative sono previste nelle prossime settimane, in altre venti città italiane. La straordinaria mobilitazione dei sardi che vivono al di qua e al di là del Tirreno si concluderà a metà settembre con una grande manifestazione nazionale.
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