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Ma non c’è sintonia sulla strategia da seguire

Ma non c’è sintonia sulla strategia da seguire

Lai: «Chiudiamo la partita in un paio di settimane». Soru: «Unica soluzione il congresso anticipato»

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DALL’INVIATO AD ABBASANTA. Trenta giorni di tempo per uscire dal tunnel, ma le premesse per il Pd non sembrano essere buone. Sul futuro prossimo venturo le tre correnti la pensano diversamente sin da subito. Con le dimissioni di Cucca appena finite sul piatto, prima di parlare l’ex deputato Siro Marrocu, capofila dei Diesse, ci ha pensato un attimo, poi s’è lasciato andare: «Spetta all’assemblea nominare il nuovo segretario. Vorrei tanto che il successore fosse eletto all’unanimità. Se non fosse così, nasca allora una maggioranza, ma spero nel contrario per evitare nuovi scontri. Abbiamo bisogno finalmente di pace, la guerra deve finire». Anche il deputato renziano Gavino Manca la pensa così: «Quanto vorrei – dice – che nelle prossime settimane tutti tornassimo a essere responsabili. Però di quella responsabilità che le correnti devono innanzitutto ritrovare al loro interno e non pretenderla invece, come se fosse una condizione, prima dalle altre due. Così è accaduto finora ed è per questo che purtroppo ci siamo bloccati dal 4 marzo in poi. Mentre devo riconoscere al segretario Cucca di essersi dimostrato responsabile e l’ha dimostrato fino all’ultimo anche con le dimissioni». I popolari-riformisti per voce dell’ex senatore Silvio Lai, sono convinti invece che l’assemblea debba essere riconvocata molto prima dei 30 giorni previsti dal regolamento. «In due settimane, possiamo chiudere la partita. Le trattative sono ben avviate ed eleggere un segretario non devi trasformarsi in un problema. C’è ben altro di cui dobbiamo occuparci e da tempo sostengo che dobbiamo liberarci dal vincolo con Roma. Abbiamo proposto un referendum fra gli iscritti proprio su questo e crediamo che sia arrivato il momento di discuterne e decidere il da farsi molto prima delle prossime elezioni regionali». Ma per Renato Soru l’unica soluzione possibile è quella del congresso anticipato: «Penso che Cucca non avesse altra scelta e apprezzo la sua decisione di presentare le dimissioni. Come ipotesi di scuola lui ha immaginato ancora la possibilità che si possa trovare una persona terza e autorevole, ma credo invece sia necessaria una svolta più radicale. Non è questo il tempo dei notai, serve un congresso, c’è forte l’esigenza di un cambiamento». Anche l’unica attuale candidata alla segreteria, l’indipendente Dolores Lai, che però al gruppo di Soru non dispiace, ha detto la sua. «Ho accolto – dice – con un sospiro di sollievo le dimissioni di Cucca. Son trascorsi quasi quattro mesi dalle Politiche in cui il partito non è riuscito a concludere neanche l'analisi del voto e quindi ho accolto con favore l'invito del segretario uscente ai giovani a farsi avanti con coraggio e fermezza». Ma, aggiunge, «colgo, in quell'invito, anche un altro significato: non dobbiamo avere paura del congresso. Ero candidata e lo sarò ancora». Tirate le somme due correnti sono per l’elezione, più o meno immediata, del successore di Giuseppe Luigi Cucca. e, guarda caso, sono le stesse che un anno fa si sono compattate proprio intorno al nome del senatore nuorese. Oggi, insieme avrebbero ancora i numeri in assemblea per dar vita a una ri edizione di quell’accordo e le trattative fra loro sarebbero a buon punto. La terza corrente è per l’azzeramento e il congresso. Chi vincerà? La lotteria è troppo lontana per scoprirlo adesso. (ua)

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