«Il Banco di Sardegna con i giovani e le imprese»
di Silvia Sanna
Il direttore generale illustra i piani al termine della cessione delle “sofferenze” «Un’ampia liquidità ci consente di crescere nell’erogazione di finanziamenti»
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SASSARI. Si libera dalle “sofferenze” e guarda con fiducia al futuro. Complice una ripresa economica che inizia a sentirsi, pur procedendo a passo molto lento. Il Banco di Sardegna ha appena concluso la cartolarizzazione, con la cessione di crediti deteriorati per 900 milioni di euro. Una dieta dimagrante che fa acquistare slancio alla controllata del gruppo Bper. Che ora, dice il direttore generale Giuseppe Cuccurese, potrà radicare ulteriormente la presenza nell’isola «con l’obiettivo di sostenere le famiglie e le imprese».
L’avete chiamata 4Mori in omaggio alla Sardegna ed è una operazione di cartolarizzazione. Che cosa rappresenta per il Banco?
«È la prima cessione nell'ambito della più ampia azione di derisking del Gruppo Bper prevista dalla Npe strategy 2018-2020. Siamo molto contenti di averla finalizzata nel rispetto non solo della scadenza prevista del 30 giugno 2018 ma anche dell'importo target dell'operazione e delle aspettative sul prezzo. La realizzazione di un progetto così rilevante e complesso è stata possibile grazie anche all’ottimo gioco di squadra tra il Banco, la Capogruppo e il consorzio in-house Bper Credit Management. La realizzazione della cessione del 59% delle sofferenze lorde, consentirà di dare un'impostazione prospettica ben diversa al bilancio del Banco, con importanti benefici strutturali sia per quanto riguarda gli indicatori patrimoniali, con un Npe ratio lordo (i crediti deteriorati ndr) che scende dal 22,9% al 14,7%, sia per quanto riguarda il conto economico, grazie al minor peso delle svalutazioni su crediti. È un primo passo, perché il Banco punta a raggiungere un Npe del 10%.
Che ricadute avrà l’operazione sul territorio?
«Ora potremo dedicare maggiormente i nostri sforzi sulla redditività e sul business, valorizzando al meglio il radicamento della nostra rete, il portafoglio di oltre 622 mila clienti e le rilevanti quote di mercato. Possiamo contare su una solidità patrimoniale elevata e un’ampia liquidità che ci garantiscono spazi di crescita importanti nell’erogazione di finanziamenti a imprese e famiglie. L'inversione positiva del trend si è già avviata negli ultimi anni e anche la prima trimestrale del 2018 ha confermato un andamento incoraggiante sia sul fronte della redditività sia per quanto attiene alla performance commerciale, con la gestione del risparmio in progressivo aumento, l'erogazione dei mutui casa in crescita a due cifre da tre anni – siamo passati da 283 milioni di erogato nel 2016 a 416 milioni del 2017 e oltre 81 milioni a marzo 2018 – i finanziamenti a clientela in sostanziale tenuta, i flussi del credito deteriorato in diminuzione e contemporaneamente il numero dei clienti in crescita. Il nuovo piano industriale di Gruppo, attualmente in fase di elaborazione, sarà l'occasione per migliorare l'efficienza e rilanciare ulteriormente la redditività».
Per quanto riguarda i mutui casa, quali fattori hanno influito nell’aumento delle richieste di erogazione?
«Negli ultimi tre anni i prezzi delle case sono calati e i tassi d’interesse sui mutui sono scesi ai minimi storici. Si è passati da un tasso fisso al 4-5% di una decina d’anni fa all’attuale 1-2%. La gente che aveva perso fiducia a causa della crisi economica ora ha ripreso a investire. E chi investe lo fa innanzitutto sulla casa»
Come si presenta oggi il contesto economico sardo?
«I recenti dati pubblicati dalla Banca d'Italia sull'economia della Sardegna hanno evidenziato, pur in un contesto con molte ombre, alcuni segnali, sebbene ancora lenti, di risveglio, con una leggera ripresa dei consumi a cui corrisponde un aumento dei finanziamenti alle famiglie oltre che per mutui casa anche per prestiti personali, il ritorno alla reddività e quindi una migliorata capacità di autofinanziamento da parte di molte imprese».
Quale importo massimo si può chiedere con un prestito personale e quale è il tasso di interesse applicato?
«La cifra massima erogabile è 70mila euro con un importo medio richiesto che oscilla tra 20-25mila euro. Il tasso d’interesse è più alto rispetto a quello dei mutui casa sui quali c’è la garanzia dell’ipoteca sull’immobile».
Nell’attuale contesto di crescita economica, benché lenta, che ruolo si propone di avere il Banco di Sardegna?
«Continueremo a sostenere, con sempre maggior dedizione, le famiglie e le imprese del nostro territorio, promuovendo - insieme alle istituzioni del sistema - ogni azione utile a sviluppare la loro crescita, come pure a stimolare l'avvio di nuove attività, sia in via diretta sia partecipando attivamente alle diverse iniziative nazionali e regionali. Per esempio, per citarne alcune, Resto al sud e microcredito. Ma ci sono anche gli interventi agevolativi per gli artigiani in collaborazione con Artigiancassa e il pegno rotativo per il settore lattiero-caseario. Un occhio particolare verrà dedicato ai giovani della nostra terra, sostenendo le star up e cogliendo anche la forte preoccupazione emersa nel rapporto di Banca d'Italia per quanto riguarda l'elevata percentuale dei neet, giovani che non studiano e non cercano lavoro».
Il Banco di Sardegna ha ricevuto nei giorni scorsi il premio “Creatori di valore” ai Milano Finanza Global Awards 2018: che cosa rappresenta questo riconoscimento?
«È un attestato di stima verso il lavoro che stiamo portando avanti già da diversi per creare un rapporto di fiducia con il territorio. Il premio, che avevamo già ricevuto nel 2016, non è per noi un punto di arrivo ma di partenza per migliorare le performance, Oggi siamo una Banca in salute, molto solida e leader in ogni segmento del mercato sardo. Una banca al passo dei tempi che vuole e deve proseguire nel percorso intrapreso per migliorare l’ efficienza e crescere in modo sostenibile: in primo piano ci sono i clienti e i dipendenti, entrambi veri pilastri sui quali basarsi per poter guardare al futuro con grande fiducia».
L’avete chiamata 4Mori in omaggio alla Sardegna ed è una operazione di cartolarizzazione. Che cosa rappresenta per il Banco?
«È la prima cessione nell'ambito della più ampia azione di derisking del Gruppo Bper prevista dalla Npe strategy 2018-2020. Siamo molto contenti di averla finalizzata nel rispetto non solo della scadenza prevista del 30 giugno 2018 ma anche dell'importo target dell'operazione e delle aspettative sul prezzo. La realizzazione di un progetto così rilevante e complesso è stata possibile grazie anche all’ottimo gioco di squadra tra il Banco, la Capogruppo e il consorzio in-house Bper Credit Management. La realizzazione della cessione del 59% delle sofferenze lorde, consentirà di dare un'impostazione prospettica ben diversa al bilancio del Banco, con importanti benefici strutturali sia per quanto riguarda gli indicatori patrimoniali, con un Npe ratio lordo (i crediti deteriorati ndr) che scende dal 22,9% al 14,7%, sia per quanto riguarda il conto economico, grazie al minor peso delle svalutazioni su crediti. È un primo passo, perché il Banco punta a raggiungere un Npe del 10%.
Che ricadute avrà l’operazione sul territorio?
«Ora potremo dedicare maggiormente i nostri sforzi sulla redditività e sul business, valorizzando al meglio il radicamento della nostra rete, il portafoglio di oltre 622 mila clienti e le rilevanti quote di mercato. Possiamo contare su una solidità patrimoniale elevata e un’ampia liquidità che ci garantiscono spazi di crescita importanti nell’erogazione di finanziamenti a imprese e famiglie. L'inversione positiva del trend si è già avviata negli ultimi anni e anche la prima trimestrale del 2018 ha confermato un andamento incoraggiante sia sul fronte della redditività sia per quanto attiene alla performance commerciale, con la gestione del risparmio in progressivo aumento, l'erogazione dei mutui casa in crescita a due cifre da tre anni – siamo passati da 283 milioni di erogato nel 2016 a 416 milioni del 2017 e oltre 81 milioni a marzo 2018 – i finanziamenti a clientela in sostanziale tenuta, i flussi del credito deteriorato in diminuzione e contemporaneamente il numero dei clienti in crescita. Il nuovo piano industriale di Gruppo, attualmente in fase di elaborazione, sarà l'occasione per migliorare l'efficienza e rilanciare ulteriormente la redditività».
Per quanto riguarda i mutui casa, quali fattori hanno influito nell’aumento delle richieste di erogazione?
«Negli ultimi tre anni i prezzi delle case sono calati e i tassi d’interesse sui mutui sono scesi ai minimi storici. Si è passati da un tasso fisso al 4-5% di una decina d’anni fa all’attuale 1-2%. La gente che aveva perso fiducia a causa della crisi economica ora ha ripreso a investire. E chi investe lo fa innanzitutto sulla casa»
Come si presenta oggi il contesto economico sardo?
«I recenti dati pubblicati dalla Banca d'Italia sull'economia della Sardegna hanno evidenziato, pur in un contesto con molte ombre, alcuni segnali, sebbene ancora lenti, di risveglio, con una leggera ripresa dei consumi a cui corrisponde un aumento dei finanziamenti alle famiglie oltre che per mutui casa anche per prestiti personali, il ritorno alla reddività e quindi una migliorata capacità di autofinanziamento da parte di molte imprese».
Quale importo massimo si può chiedere con un prestito personale e quale è il tasso di interesse applicato?
«La cifra massima erogabile è 70mila euro con un importo medio richiesto che oscilla tra 20-25mila euro. Il tasso d’interesse è più alto rispetto a quello dei mutui casa sui quali c’è la garanzia dell’ipoteca sull’immobile».
Nell’attuale contesto di crescita economica, benché lenta, che ruolo si propone di avere il Banco di Sardegna?
«Continueremo a sostenere, con sempre maggior dedizione, le famiglie e le imprese del nostro territorio, promuovendo - insieme alle istituzioni del sistema - ogni azione utile a sviluppare la loro crescita, come pure a stimolare l'avvio di nuove attività, sia in via diretta sia partecipando attivamente alle diverse iniziative nazionali e regionali. Per esempio, per citarne alcune, Resto al sud e microcredito. Ma ci sono anche gli interventi agevolativi per gli artigiani in collaborazione con Artigiancassa e il pegno rotativo per il settore lattiero-caseario. Un occhio particolare verrà dedicato ai giovani della nostra terra, sostenendo le star up e cogliendo anche la forte preoccupazione emersa nel rapporto di Banca d'Italia per quanto riguarda l'elevata percentuale dei neet, giovani che non studiano e non cercano lavoro».
Il Banco di Sardegna ha ricevuto nei giorni scorsi il premio “Creatori di valore” ai Milano Finanza Global Awards 2018: che cosa rappresenta questo riconoscimento?
«È un attestato di stima verso il lavoro che stiamo portando avanti già da diversi per creare un rapporto di fiducia con il territorio. Il premio, che avevamo già ricevuto nel 2016, non è per noi un punto di arrivo ma di partenza per migliorare le performance, Oggi siamo una Banca in salute, molto solida e leader in ogni segmento del mercato sardo. Una banca al passo dei tempi che vuole e deve proseguire nel percorso intrapreso per migliorare l’ efficienza e crescere in modo sostenibile: in primo piano ci sono i clienti e i dipendenti, entrambi veri pilastri sui quali basarsi per poter guardare al futuro con grande fiducia».
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